20/10/2016 - SONATA ARCTICA + TWILIGHT FORCE @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 28/10/2016 da

Report a cura di William Crippa
Fotografie di Francesco Castaldo

Ogni anno arriva Natale, arriva Pasqua, ed arriva il concerto dei Sonata Arctica; sì, perchè ormai da anni la band finlandese ci ha abituati ad almeno una tappa italiana ad ogni giro di calendario. Nella tornata 2016 Tony Kakko e soci sono a Milano a supporto dell’ultimo lavoro da studio, “The Ninth Hour”, naturale evoluzione del sound del precedente “Pariah’s Child”, riproposto in chiave soft e malinconica. A supporto dei Sonata Arctica, una delle ‘next big thing’ in ambito power, i Twilight Force dalla Svezia. Al nostro arrivo, ecco un Alcatraz in versione dimezzata, ma affacciato sul palco principale, e molti fan che già attendono l’inizio degli show…

 

sonata arctica - tour 2016

TWILIGHT FORCE

Giù le luci e che si apra un portale su un magico mondo dominato da maghi e stregoni, da draghi e creature mistiche, il mondo dei Twilight Force, che irrompono sulla scena sulle note di “Battle Of The Arcane Might”, opener dell’ultimo “Heroes Of The Mighty Magic”. Il suono non è decisamente ottimale in apertura, ma migliora con il passare del tempo e dei pezzi. Musicalmente la band è grandiosa, e suona alla grande, incalzando brano dopo brano il pubblico che risponde in maniera positiva, anche se molti sono coloro che non fanno mancare il proprio disappunto di fronte ad un gruppo che propone un tipo di metal così giocoso e poco aggressivo. Visivamente una sorta di ensamble di cosplayer, non mancano gli intermezzi teatrali, anche se limitati in quantità, proposti per lo più dal tastierista Blackwald nei panni del vecchio mistico, mentre i compagni si limitano a suonare ed aizzare la venue. Pezzo dopo pezzo, tutti potenti e solenni, ben nove a fine set, gli svedesi arrivano alla conclusione dell’esibizione con “Knights Of Twilight’s Might”, prima di scendere dal palco tra gli applausi. Onestamente ci aspettavamo molta più teatralità, molta più recitazione e coreografia, ma si tratta comunque di un concerto da supporting act; non vediamo l’ora di una calata italica da headliner.


SONATA ARCTICA

Ore 21:17, parte l’intro e i Sonata Arctica si presentano on stage con “Closer To An Animal”, scelta quantomeno strana, visto il mood più riflessivo e meno di impatto del brano, che seppur acquisisca energia in chiave live, lascia il pubblico immobile e spento. ‘Are you ready to rock with Sonata Arctica?’, strilla Tony prima di passare la parola ad un altro pezzo decisamente soft, “Life”, in linea con il precedente, al termine del quale al cantante viene passato un grande banner dal pubblico con la frase ‘Life makes you glow then glow like a star”, spezzone del testo del brano appena concluso. L’audience un poco si accende con “The Wolves Die Young”, ma manca ancora quell’entusiasmo nella venue che da sempre caratterizza le esibizioni della band. Ma ecco che, colpo di scena, “In Black And White”, molto dura in chiave live, rialza il fattore metallico latente fino a questo punto dello show. È già il turno della ballad strappacuore, quando Tony Kakko si siede a bordo palco per “Tallulah”, cantata a squarciagola da tutti i presenti. La potente “Fairytale”, gioiellino dall’ultimo album, introduce una “Fullmoon” che finalmente infiamma gli animi dei fan, che cantano in coro ‘runaway runaway runaway’ a comando del cantante. Un poco di pausa con “Among The Shooting Star” prima che “Abandoned, Pleased, Brainwashed, Exploited” riporti alla memoria le radici puramente power metal del combo finlandese. Nuovamente si abbassa la tensione con “We Are What We Are”, intensa e drammatica ma forse superflua, prima che una versione accorciata di “The Power Of One” porti alla pausa. La band ritorna sul palco e Tony prende la parola per ringraziare i fan presenti perchè partecipando agli eventi live ed acquistando merchandise originale le band hanno modo di finanziare album e tour e mantenere viva la musica dal vivo; il discorso vira poi agli auguri per il compleanno del tastierista Henrik, che riceve da un rappresentante del fanclub salito sul palco un quaderno con le dediche e gli auguri da parte dei fan. Si riprende con la sincopata “I Have A Right”, cantata a gran voce da tutto l’Alcatraz, che dimostra di conoscere al dettaglio il testo della canzone, per passare poi a “Don’t Say A Word”, che chiude lo show e manda tutti a casa. Le considerazioni finali partono da una setlist abbastanza interlocutoria, aperta da una accoppiata fin troppo soft ed infarcita di momenti sottotono (“Among The Shooting Star” e “We Are What We Are” su tutti) spezzando la tensione in troppe occasioni, setlist al solito priva dei grandi hit di inizio carriera a favore di brani secondari, ma questa è normalità per i Sonata Arctica. Grande la prestazione musicale da parte di tutta la band, anche da parte di un Tony Kakko appena uscito da un periodo di malattia, mentre il pubblico, corposo e costituito dai più disparati tipi di metallaro, si è fatto valere ad intermittenza, accendendosi tardi e spegnendosi in più occasioni. Non il miglior concerto dei Sonata Arctica in suolo italico.

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