Report di Federico Orano
Foto di Elisa Bertolo (Instagram) gentilmente concesse dall’organizzazione
A stappare la bottiglia ed inaugurare la ricca stagione dei festival estivi in veneto ci pensa il Super Metal Fest, giunto armai alla sua nona edizione.
Questo evento, cresciuto nel tempo, si svolge a Montebello Vicentino (in provincia di Vicenza) nella location Il Borgo, sorta di agriturismo immerso nella natura (dove si svolgono anche gare di tiro al piattello e dove è presente anche un’area di maneggio), il quale ospita normalmente alcune serate invernali.
Insomma, come ci si può ben immaginare, ad accogliere gli appassionati (giunti anche dalle regioni limitrofe), è un’atmosfera familiare ma allo stesso tempo professionale.
In effetti se il palco – tutt’altro che striminzito – collocato nel cortile del grande casone a prima vista dà un effetto un po’ rustico, appena le band hanno iniziato lo show abbiamo constatato invececome l’impianto audio e la qualità dei suoni fossero notevoli, merito di un ottimo lavoro del service.
Presenti solamente alla seconda giornata di sabato 6 giugno, quella che vedeva splendere in alto nel flyer gli americani Vicious Rumors, bisogna sottolineare come anche la serata precedente, quella di venerdì, fosse interessante con i giovani Final Stage ad aprire le danze prima del power-heavy grintoso dei trevigiani Burning Black e del veterano di mille battaglie Pino Scotto.
La possibilità di cenare sul posto con un menù composto da piatti della tradizione (migliorabile un pochino l’organizzazione per quanto riguarda disponibilità e velocità di servizio), le varie postazioni birra e alcuni banchetti di vendita dischi e merch, hanno aiutato a ricreare la perfetta atmosfera da piccolo festival ed il pubblico, giunto numeroso, ha potuto quindi godere di un’ottima serata all’insegna dell’acciaio più puro, con la speranza che questi eventi possano crescere anno dopo anno, un passettino alla volta, senza strafare ma mantenendo questa atmosfera amichevole.
Ad aprire lo show vero le 19.30 ci pensano i WAVEANGER band della zona dedita ad un sound aggressivo e dal tocco moderno. Quando il gruppo, nato a Vicenza nell’ottobre 2024 sale sul palco, può contare su qualche decina di spettatori pronti a muovere la folta chioma sui riff possenti suonati dai fratelli Mele.
Brani grintosi, diretti e ricchi di groove interpretati da Eduardo ‘Edu’ Mele, frontman che non ha mai fatto mancare una elevata dose di energia cavalcando l’heavy metal che si tinge di influenze alternative del quartetto veneto.
Il gruppo ha pubblicato da poco il proprio disco di debutto, “Hate Your Guts”, dal quale vengono estratti tutti i brani suonati. Ce n’è di strada da fare per il quintetto vicentino, ma sicuramente la passione e la dedizione non mancano e se c’era bisogno di rompere il ghiaccio e aprire la serata nella maniera corretta, i WaveAnger hanno svolto bene questo compito!
Tocca alla furia sonora dei MENACE proseguire la serata tenendo altissima l’energia. Il quintetto vicentino è tornato di recente con un nuovo ed infuocato disco che prende il nome di “Wheel of Spikes” a distanza di quattordici anni dal debutto “Heavy Lethal”.
Ma, in tutto questo tempo, la carica sonora dei Nostri non si è mai affievolita e lo dimostrano nei quaranta minuti circa a disposizone.
Il cantante Rob Savegnago è armato di pelle e borchie fino ai denti, e i suoi acuti vengono intervallati a passaggi più sporchi e oscuri. La musica dei Menace infatti prende a tratti da band come Judas Priest ed Angel Witch ma anche dal lato più estremo e scuro dell’heavy classico, come Venom e King Diamond.
Le chitarre di Alessandro Fioraso e Dario Vicariotto viaggiano rapide e appuntite e non esitano un attimo, trasmettendo così una carica sonora intensa che il pubblico sembra recepire.
I Menace non sono qui per trattenersi; si percepisce proprio la voglia di suonare per un gruppo che non ha tantissime occasioni per farlo e, ad aumentare ancora di più la carica, scatta anche il fattore relativo al nuovo album, che il gruppo tiene particolarmente a presentare dal vivo con i suoi pezzi di classico speed-heavy metal furioso, oscuro ed aggressivo. I nostri risultano quindi convincenti ed escono tra gli applausi.
Gli SCALA MERCALLI accompagnano i Viciou Rumors lungo le tre date italiane (la sera prima di questa hanno incendiato Modena, il giorno successivo saranno invece a Milano) e stasera giungono nelle zone vicentine con gran carica; i loro testi, spesso ispirati a fatti storici legati alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale, si collegano perfettamente al territorio vicentino, dove si sono combattute fasi storiche della Resistenza – a pochi passi dal comune di Montebello, per esempio, sorge anche un museo dedicato ad esse.
Sergio Ciccoli, batterista e leader della band marchigiana, ci ha confessato che spesso sale in queste zone per trovare ispirazione per scrivere i testi dei propri brani, come è stato probabilmente per “La Grande Guerra”, proposta infatti con una certa carica.
Lo show del gruppo sarà molto coinvolgente grazie alla presenza di pezzi più canticchiabili rispetto alla furia incontrollabile dei Menace, mostrando due facce diverse della stessa medaglia heavy metal.
Il pubblico sembra apprezzare; la voce acuta di Christian Bartolacci – che ci ricorda sempre il timbro del leggendario ed inarrivabile Morby (Domine) – si alza su note elevate, e tra un pezzo e l’altro racconta da dove nasce l’ispirazione di ogni brano, di come la guerra sia sbagliata, di come ognuno abbia la possibilità di scrivere il proprio destino.
Proprio “Write Your Destiny” sarà infatti uno dei pezzi più riusciti, muovendosi su ritmi controllati e con un ritornello canticchiabile, così come “Face Your Fears”, più powereggiante nella sua andatura, anche grazie alla doppia cassa suonata da Sergio dietro la batteria.
Con la possente “I Will Stop The Time” si chiude lo show della Scala Marcalli: un concerto coinvolgente anche se la sensazione è che il gruppo possa crescere ancora, in particolare cercando di confezionare i propri brani con maggior accuratezza.
Sebbene l’energia in questa giornata dedicata alle sonorità classiche non sia mai mancata, è abbastanza evidente e palpabile l’upgrade quando sono gli americani VICIOUS RUMORS a salire sul palco. La band capitanata dal chitarrista Geoff Thorpe è ormai un habitué in Italia visto che, come ricorda lo stesso biondo musicista americano, è il quarto anno di fila che il gruppo passa per la nostra penisola.
Il gruppo arriva carico e, dopo un soundcheck svolto poco prima di iniziare l’esibizione, si parte subito carichi a molla con la straordinaria “Digital Dictator”, opener e title-track del loro terzo disco in studio.
Il pubblico, soprattutto nelle prime file, si esalta e canta a squarciagola accompagnando il cantante Chalice, new entry che fatica forse un attimo a scaldare l’ugola ma che poi sarà protagonista di una grandissima esibizione.
Ciò che ci piace di questo show è constatare come i Visious Rumors, certamente non una band gigantesca, ma pur sempre tra i grandi interpreti dell’US Metal, si adatti senza alcuna differenza a suonare in grandi festival come in piccole venue, dando sempre del proprio meglio, ringraziando costantemente i propri fan e concedendosi senza problemi per foto ed autografi prima e dopo il concerto.
Questa è l’atmosfera che ci piace e che ben si adatta al mood del Super Metal Fest.
Tornando al lato musicale, è difficile non scoppiare con un boato e continuare ad agitarsi sulle note della strepitosa “Abandoned”, seguita a ruota dalla tagliente “On The Edge” e dalla possente “March To Die”; bisogna altresì ammettere che anche i brani presi dall’ultimo disco della band hanno avuto un impatto dal vivo davvero importante, in particolare la ruvida “Dogs Of War” dai riff pieni ed un refrain perfetto in sede live.
E se la classe della band si riflette sulla meravigliosa “Ship Of Fools”, da sempre forse un omaggio agli immensi Queensryche (per la raffinatezza di questa composizione e per le sue linee vocali melodiche, che tanto ricordano le storiche produzioni firmate da Geoff Tate e compagni), l’accoppiata formata dall’infernale “Hellraiser”, micidiale pezzo di heavvy metal tempestoso, e l’inno “Soldiers Of The Night” capace di far cantare tutti con il suo ritornello ampiamente melodico, riscalda corpo (visto il leggero venticello e le temperature che si sono man mano abbassate con il tramonto) e anima dei presenti.
Non c’è troppo tempo per cincischiare (a mezzanotte circa si spengono le casse!) e la band come detto anche sopra, non è neanche così avvezza a chissà quali teatrini, ma bada più alla sostanza: così, l’encore arriva senza troppi proclami, partendo a razzo sulle note possenti di “Don’t Wait For Me”, classico pezzo pazzesco, con una carica in grado di rianimare i morti.
I Vicious Rumors cambiano componenti, suonano senza sosta, sera dopo sera, anche in condizioni non sempre ottimali, ma alla fine portano sempre a casa il risultato con estrema scioltezza.
La macchina heavy metal di Geoff Thorpe è oliata a dovere, e anche stavolta regala uno show con i fiocchi per la felicità di tutti i presenti alla seconda giornata di questo piacevole Super Metal Fest.
Setlist Vicious Rumors
Digital Dictator
Bloodbath
Abandoned
You Only Live Twice
March Or Die
On The Edge
Ship Of Fools
Dogs Of War
Crack The Sky In Half
Down To The Temple
Hellraiser
Soldiers Of The Night
Don’t Wait for Me





