12/07/2015 - Terrorizer LA + Iron Reagan @ London Underworld - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 19/07/2015 da

Tra le due versioni dei Terrorizer al momento in circolazione, quella guidata da Oscar Garcia – denominata Terrorizer LA (Los Angeles) – è generalmente considerata quella più valida e legittima. Senza nulla togliere alle doti del leggendario batterista Pete Sandoval, che detiene invece il monicker ufficiale, Garcia è la voce del seminale “World Downfall”, è l’autore di alcuni dei suoi brani ed ha l’appoggio della famiglia del compianto Jesse Pintado, ovvero il leader indiscusso della formazione agli esordi. Sandoval, andando in tour lo scorso anno con una lineup improvvisata, si è poi tirato la cosiddetta zappa sui piedi, collezionando una serie di brutte figure e finendo così per gettare diverse ombre sull’effettiva onestà alla base dei suoi intenti. Complice anche la presenza dei lanciatissimi Iron Reagan in veste di supporter, non stupisce quindi che la calata londinese dei Terrorizer LA venga a tutti gli effetti accolta come uno show di una band storica. L’Underworld di Camden Town è lontano dal sold out, ma il pubblico accorre comunque numeroso e il pit inizia ad animarsi addirittura prima che venga suonata una nota…

terrorizer la - iron reagan - london 2015

IRON REAGAN

D’altronde, gli Iron Reagan vengono preceduti dalla fama dei Municipal Waste, band che in Gran Bretagna gode di un seguito notevole grazie alla promozione su larga scala che la Earache mise in atto ai loro esordi. Tony Foresta e Landphil Hall sono di casa da queste parti e, di conseguenza, il loro nuovo progetto ha attorno a sè grandi aspettative, soprattutto per quanto riguarda la resa live. Il pit, come accennato, è animatissimo sin dalle prime battute e i ragazzi di Richmond naturalmente non fanno nulla per frenare l’impulso dei fan, i quali innescano un circle pit dopo l’altro, finendo spesso per catapultarsi sul palco assieme al gruppo. Il debutto “The Tyranny of Will”, uscito qualche mese fa per Relapse, viene saccheggiato dai thrasher statunitensi, che puntano come previsto su una forte attitudine hardcore/crossover senza però perdere di vista una certa cura nell’esecuzione e nei vari aspetti tecnici. Il batterista Ryan Parrish (ex Darkest Hour) ha un impatto decisivo sulla performance: a lui spetta l’introduzione di diversi brani e sempre lui è il responsabile della velocizzazione di certi episodi, che a tratti arrivano a sconfinare nel grindcore. A sorpresa, viene anche proposta una cover di “A Skull Full Of Maggots” dei Cannibal Corpse: scelta curiosa che Foresta motiva con il semplice desiderio di fare più caciara possibile. Insomma, gli Iron Reagan si divertono e fanno divertire tantissimo in questo breve set. Lo spirito degli show dei Municipal Waste è presente anche qui in tutta la sua cafoneria, ma non bisogna sottovalutare l’ottimo affiatamento di questa lineup e ovviamente la buona qualità del materiale. Se “The Tyranny of Will” vi ha entusiasmato, cercate di non perdere il concerto di questi ragazzi la prossima volta che saranno dalle vostre parti.

TERRORIZER LA

La prova dei Terrorizer LA ha sicuramente toni meno festaioli rispetto a quella degli esagitati supporter, ma nessuno ovviamente può mettere in discussione la musica di “World Downfall”. Il quartetto guidato da Oscar Garcia – nel quale spicca il chitarrista Leon del Muerte (Impaled, Murder Construct, Nausea, Exhumed, Intronaut) – ha una presenza scenica ben più composta e, almeno nel corso dei primi minuti, dà quasi l’idea di essere stanco dopo due settimane di tour in Europa, tuttavia i fan sembrano veramente ansiosi di ascoltare certe perle cantate da Garcia e la sala non tarda quindi ad animarsi e ad accogliere i Nostri nel migliore dei modi. Giusto il tempo di proporre la doppietta “After World Obliteration” / “Fear Of Napalm” e l’Underworld si trasforma nella fiera dello stage diving e del pogo più ignorante, con gente che vola da una parte all’altra del locale apparentemente incurante delle possibili conseguenze. Davanti a questa reazione, il frontman, sin qui un po’ schivo, diventa più ciarliero e coinvolto, arrivando prima a presentare la band, poi a dedicare lo show a Pintado (il cui compleanno sarebbe stato proprio oggi) e infine a suggerire aggiunte dell’ultimo minuto alla setlist, con conseguenti divertenti siparietti tra lui e del Muerte. Poco da dire sulle canzoni proposte: “World Downfall” viene suonato quasi per intero e tutte le hit trovano il loro posto nella mezzora abbondante del concerto, da “Need To Live” a “Dead Shall Rise”. Ad un certo punto si capisce che la band vorrebbe stare sul palco un po’ più a lungo, ma, a meno di bis e ripescaggi, questo è tutto il materiale che Garcia e compagni hanno provato per questo tour. In ogni caso, nessuno osa lamentarsi: siamo venuti qui per ascoltare dei classici del grind suonati dal vivo da dei musicisti di spicco e ciò è esattamente quello che stasera abbiamo ricevuto, senza sorprese nè delusioni. Si torna a casa con il sorriso.

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