27/01/2010 - The 69 Eyes + Mandragora Scream @ Sottotetto Soundclub - Bologna

Pubblicato il 02/02/2010 da

Report a cura di Luca Paron

Foto a cura di Milena Simonato

Approdati in casa Nuclear Blast con l’ultimo album, il discusso ma vendutissimo “Back In Blood”, i cinque vampiri finlandesi tornano in Italia per un tour di quattro date accompagnati dai Mandragora Scream di Terry Horn e Morgan Lacroix. Avevamo ricevuto con piacere la loro visita precedente l’anno scorso a supporto dei Tiamat, ma quella fu un esperienza per pochi intimi, quasi cult, mentre stasera il pienone al Sottotetto di Bologna è sfiorato. L’occasione per la band goth-rock capitanata come sempre da Jyrki 69 è di dimostrare la bontà in sede live dei pezzi del già citato “Back In Blood”, più distanti dal trademark al quale il gruppo ci ha abituati negli anni, rivendicando coi fatti e col sudore la svolta di produzione meno metal e contestualmente il ritorno a sonorità più rock e vicettuole. Riusciranno i nostri eroi?

MANDRAGORA SCREAM

Circondati da un paesaggio più lappone che bolognese, con temperature assestatesi sui meno otto gradi (!), arriviamo al Sottotetto Soundclub di Bologna, in fremente attesa di assistere allo show dei 69 Eyes. Sono della serata anche gli italiani Mandragora Scream, gruppo che ha sempre riscosso più successo al di là dei patrii confini, e che accompagnerà i finlandesi per buona parte del tour europeo. L’interno del locale, per dovere di cronaca, è quasi freddo quanto fuori, e l’atmosfera dark che si respira usualmente agli eventi di questo tipo è parzialmente rovinata, oseremmo dire censurata, dai cappotti e dalle sciarpe che per tutta la serata copriranno le mise gotiche che ci piacciono tanto. Con una ventina di minuti di ritardo parte la musica: Terry Horn e la sua band salgono sul palco preceduti da “Lui”, apertura dell’ultimo “Volturna”. Il gruppo è carico, convinto ed a proprio agio durante l’esibizione. I pezzi, molti gli estratti proprio dal recente lavoro, rendono bene dal vivo, dando nuova vita e arricchendo di sensazioni composizioni che su disco avevano le ali un poco tarpate a causa di una produzione non eclatante. Anche Morgan Lacroix è in formissima: non si ferma un secondo e dialoga col pubblico ringraziandolo ripetutamente per la calda accoglienza. Dei 45 minuti a disposizione il gruppo lascia un buon ricordo, rispettando pure le aspettative di Jyrki 69 che, stando alle parole che leggerete a breve nell’intervista concessaci, è stato scelto anche per l’originalità della proposta.

 

 

 

THE 69 EYES

Breve cambio palco e si intravedono on stage le sagome dei 69 Eyes. I cinque Hellsinki Vampires non sono certo nuovi dalle nostre parti, ma sembra che l’efficiente lavoro promozionale ed il buon riscontro del fresco di stampa “Back In Blood” abbiano dato i loro frutti in quanto ad affluenza. Nelle sue inconfondibili movenze a metà tra Renato Zero e Patty Pravo, Jyrki 69 delizia gli occhi e le orecchie dei presenti sfoderando uno ad uno tutti i trucchi del suo repertorio (a parte quando perde il microfono…) e riproponendo con la band gli anthem più validi di anni di successi. Così si susseguono senza ordine cronologico le varie “Never Say Die”, “Dance D’Amour”, “Gothic Girl” (sempre dedicata alle vampirelle in prima fila), “The Chair”, la bellissima “Wasting The Dawn” (ispirata da un soggiorno romano del cantante), “Feel Berlin”, “Perfect Skin” e la sublime “Devils”. Tante anche le canzoni dal nuovo album: l’omonima “Back In Blood”, la ritmatissima “The Good, The Bad & The Undead”, “Lips Of Blood” (molto simile al vecchio materiale), la veloce “Suspiria Snow White” teatro di tutta la potenza di Jussi 69 alla batteria, “Kiss Me Undead”, “Hunger” ed il primo singolo “Dead Girls Are Easy” (mancherà all’appello quello più recente: “Dead N’ Gone”). C’è ancora tempo per i bis, ed infatti l’immancabile “Bradon Lee” e la meravigliosa “Lost Boys” chiudono il set tra gli applausi generali. Poco da dire: i ragazzi sono riusciti a regalarci una serata senza un secondo di noia, pur non modificando troppo la formula collaudata. I pezzi di “Back In Blood” effettivamente, grazie all’arrangiamento più rock rispetto agli album precedenti, spezzano il clima alternandosi alle atmosfere più gotiche, così contribuendo a movimentare lo show. Timo-Timo è sempre la solita statua di sale, Jussi 69 pesta sulla cassa come al solito scalzo, e i 69 Eyes hanno centrato il bersaglio ancora una volta. Sunglasses after dark!

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