- The Answer @ Lanificio 159 - Roma

Pubblicato il 20/01/2012 da

Un mini tour italiano consente ai The Answer, combo assurto alla notorietà dopo che gli australiani AC/DC gli diedero l’opportunità di aprire i loro show per tutto il “Black Ice World Tour” , di fare capolino a Roma per la prima volta. La DNA concerti sceglie il Lanificio 159, vecchio complesso industriale riadattato a locale di tendenza in zona Montesacro, come sede della scarica di rock and roll vecchia maniera per cui sono famosi i quattro dell’Irlanda del Nord. Oltrettutto, c’è da promuovere “Revival”, nuovo album tanto atteso proprio perchè giunto dopo l’interminabile tour mondiale succitato. Ecco quindi a voi i The Answer, questa volta come gruppo headliner, con le impressioni ricavate da Metalitalia.com, presente come sempre ai maggiori eventi rock e metal!

Pantaloni a zampa d’elefante, stivali, maglie sblusate rigorosamente no-logo e tanta voglia di fare del rock: questi sono i The Answer, band che non avrebbe sfigurato negli anni ’70 e che nell’epoca dei social network ti porta indietro nel tempo con le sue canzoni. L’arpeggio chitarristico di “New Day Rising” fa da preludio all’ingresso sul palco del cantante Cormac Neeson, che sembra uscito dalla macchina del tempo. Afferra il microfono, emula Robert Plant in tutto e per tutto, e dopo una breve presentazione della band sullo stile dei Blues Brothers a inizio concerto inizia a scaldare la voce con le prime parole del brano. Al ritornello – saranno passati sì e no un paio di minuti – ha già conquistato il pubblico. La sua voce è forte, roboante, pulita, mai fastidiosa neanche se i Marshall sul palco l’amplificano ben oltre la portata del locale: è rock and roll, ragazzi. Il brano, uno dei migliori di “Revival”, ultima fatica in studio dei The Answer, fa spellare le mani al Lanificio 159. Neeson, abituato, dopo il tour di due anni in apertura agli AC/DC, ad avere a che fare con arene zeppe di migliaia di persone, non ha problemi nel creare il feeling di un concerto rock in un piccolo club con le duecento persone che affollano il locale romano. Ecco quindi che prima di “Vida” – altro estratto da “Revival”, letteralmente saccheggiato – si prova il coro, molto “pop”. Ma se dopo la dolcezza del pezzo si avessero dubbi sulle radici rock pesanti dei nord-irlandesi, ecco arrivare un tributo fantastico: “Rock And Roll Outlaw” degli australiani Rose Tattoo. Il brano carica molto l’audience, bene interpretato com’è dal quartetto. Arriva poi un terzetto tutto preso dall’ultimo album: “Trouble”, “NoWhere Freeway” e “Tornado”, per un intermezzo di rock puro  niente male che conquista anche chi è lì per caso. Il Lanificio 159 infatti, è solito ospitare serate danzerecce ma anche gruppi non propriamente hard rock. Ed è così che le donzelle agghindate capitate lì per caso storcono la bocca di fronte al profluvio di note dei Nostri, mentre tante altre, ma soprattutto tanti altri, si calano perfettamente nel mood della serata, quello del rock settantiano. Si battono le mani in alto, ci si incita vicendevolmente e si salta che è una bellezza quando arriva “Too Far Gone”, estratto dall’album che consacrato i The Answer come una delle migliori hard rock band del mondo, “Everyday Demons”. Lo show si chiude con “One More Revival”, sulle cui note la band si ritira nel backstage per qualche minuto. Roma, non sazia, chiede il bis. Eccoli spuntare di nuovo e subito partono le note di “Evil Man”, ultimo brano del secondo lavoro dei The Answer. C’è spazio ancora per un’altra canzone e la prescelta è la prima di “Revival”, ovvero “Wasted Tears”, che chiude in maniera esaltante uno show che ha dispensato energia, elettricità e conquistato i cuori del pubblico. Se gli AC/DC li hanno scelti come band d’apertura, ci sarà stato pure un valido motivo, o no?

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