30/03/2003 - The Gathering + Pale Forest @ Transilvania Live - Milano

Pubblicato il 07/04/2003 da

Abbiamo assistito allo show milanese dei The Gathering che, in compagnia degli amici Pale Forest, hanno dato ennesima prova di essere una straordinaria live band e di saper letteralmente rapire il pubblico presente con una performance calda e sentita.

PALE FOREST

Il concerto è aperto dai norvegesi Pale Forest, amici di lunga data dei The Gathering (avevano infatti già aperto per loro in un precedente tour). Anche loro guidati da una cantante, hanno dimostrato di avere un buon repertorio ma di essere ancora un pochino acerbi dal punto di vista live: frontgirl a parte, gli altri membri mi sono parsi tutt’altro che a proprio agio sul palco e sin troppo statici. Non ho mai avuto modo di ascoltare la band su disco, ma nelle composizioni presentate questa sera, sempre molto lineari e poco inclini a qualsiasi tipo di sperimentazione, ho udito echi dei Katatonia e degli stessi The Gathering per un risultato sul momento abbastanza piacevole ma non estraneo a un sentore di déjà vu a volte un po’ troppo insistente. La loro performance non ha fatto quindi gridare nessuno al miracolo, ma i 45 minuti a loro disposizione sono comunque trascorsi senza grossi problemi.

THE GATHERING

Anneke, a mio modestissimo parere, è la frontgirl perfetta. Niente improbabili vestiti e suppellettili pseudo gotici, niente trucco pesantissimo, nessuna posa o espressione da finto-dark girl sostenuta, nessuna volgarità…solo una grandissima voce, ed un bel sorriso. E’ anche vero che con la musica che oggi propongono gli olandesi simili accorgimenti sarebbero fuori luogo, ma Anneke ha sempre avuto un’attitudine e modo di fare leggeri e spensierati anche ai tempi dei primi album, accattivandosi in pieno le simpatie di chi scrive! Estetica a parte, lo show della band e la prova vocale della sua ormai famosissima cantante sono stati come sempre di altissimo livello. Professionalità ed entusiasmo sono le qualità principali della band che si è lasciata andare ad una sorta di live greatest hits che si è protratto per quasi due ore. Sono stati proposti tutti i brani più rappresentativi degli ultimi dischi con un occhio di riguardo, ovviamente, per il nuovissimo “Souvenirs”, dal quale ricordo con piacere le splendide esecuzioni di “Even The Spirits Are Afraid” (brano che avevo già avuto l’opportunità di sentire in anteprima al Summer Breeze dello scorso anno) e di “Broken Glass”. Naturalmente non potevano mancare “Nighttime Birds” e “Strange Machines”, quest’ultima tratta dal capolavoro “Mandylion”, ma il momento clou della serata si è raggiunto quando i nostri hanno eseguito “Saturnine”, brano che a quanto pare è stato gradito moltissimo dai fan accorsi stasera. Lo show deve aver per forza lasciato il segno, in quanto si è rivelato carico di un pathos e di un sentimento più unici che rari, coinvolgendo il pubblicodall’inizio alla fine, ovvero l’incredibile esecuzione di quel capolavoro di “Black Light District”, sedici minuti di orgasmo sonoro che mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta. La serata è stata quindi assolutamente positiva e credo che chiunque sia accorso al concerto possa sentirsi pienamente soddisfatto. Difficilmente i The Gathering avrebbero potuto fare di meglio. Continuate così.

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