21/10/2022 - THE RASMUS + OVERLAPS @ Fabrique - Milano

Pubblicato il 28/10/2022 da

Report e foto di Riccardo Plata

Sono passati quasi vent’anni da quando i The Rasmus, all’epoca una formazione rampante tra le tante della scena crossover di fine anni ‘90, conquistarono le luci della ribalta grazie a “In The Shadows”, tormentone di MTV a metà tra love metal finnico e quell’emo allora tanto in voga. Nei due decenni successivi la fama del quartetto finnico si è affievolita, ma liquidarli come ‘one hit-wonder’ sarebbe riduttivo vista la quantità di singoli che hanno continuato a sfornare (grazie anche alla collaborazione con il guru del genere Desmond Child), pur senza il clamore mediatico degli anni d’oro. Anche nel nostro paese il seguito è rimasto tanto contingentato quanto fedele, per cui ad accompagnarli stasera troviamo un Fabrique non certo pieno ma comunque caldo, laddove ci si sarebbe potuti attendere una quota di pubblico occasionale qui solo per sentire “In The Shadows” e “F-f-falling”. Ma prima di tutto tocca ai nostrani Overlaps, precettati all’ultimo per sostituire il gruppo spalla annunciato sulla locandina, scaldare le assi del palco.

 

OVERLAPS
Attendevamo con curiosità gli Icon for Hire, un duo dedito a sonorità hard rock/alternative in stile Skillet, ma la loro defezione all’ultimo minuto ci consegna i nostrani Overlaps, quartetto veneto che aveva già avuto modo di accompagnare i The Rasmus in giro per l’Europa. Nonostante lo scarso preavviso, il combo trainato dalla scatenata Gloria Piccinin, una Sandra Nasic (con tanto di salopette bianca) più edulcorata e per l’occasione anche chitarrata su alcuni pezzi, si fa trovare pronto e sfrutta al meglio l’occasione. Con otto canzoni in scaletta i quattro, agevolati anche dal fatto di giocare in casa, conquistano gli astanti con i migliori estratti dell’ultimo “In Your Room” e il nuovo singolo “Mind Over Matter”, lasciando dopo mezz’ora un pubblico riscaldato a dovere in attesa degli headliner.

THE RASMUS

Sono le 20.45 in punto quando, in perfetto orario partita, entrano in campo i quattro finnici, capitanati dal frontman Lauri Johannes Ylönen (che non sembra invecchiato di un giorno) e con il debutto live della nuova chitarrista Emilia ‘Emppu’ Suhonen, in grado di elevare il livello scenografico grazie ad una dinamicità scatenata, coadiuvata anche dal fisico da Brigitte Nielsen e la notevole quantità di tatuaggi. La partenza con “First Day Of My Life”, “Guilty” e “In My Life” pesca a piene mani dal bestseller “Dead Letters”, ma a seguire le varie “No Fear”, “Fireflies” e “Paradise” pescano dalla discografia vecchia e nuova, a conferma di come, a dispetto dell’immaginario collettivo, i quattro non si siano fermati ad inizio secolo. Dopo i convenevoli di rito, con anche il più statico bassista Eero Heinonen intento a spiccicare qualche parola in italiano per ringraziare i fan, la parte centrale del set vede abbassarsi ancora di più le già fioche luci per un mini-set acustico (“October And April”, “Still Standing” e “Sophia”) in cui il batterista Aki Hakala affianca gli altri tre a centro palco con un tamburello. Dopo la parentesi al lume di candela si torna a ballare con la cover di “Ghostbusters”, cantata a squarciagola da tutto il locale, e la più datata “Liquid” , ma come ogni show che si rispetti il meglio è alla fine. In chiusura del set regolare non potevano mancare le hit scalaclassifiche “F-F-Falling” e “In The Shadows”, mentre oltre alla B-side “Rakkauslaulu” (risalente ai tempi del debutto “Peep” di metà anni ’90) negli encore trovano posto  “Sail Away” e l’ultimo singolo “Jezebel”, fresco di Eurovision. All’uscita, prima di lasciare il posto alla seconda serata, possiamo parlare di un’ora e mezza senza particolari sorprese né il pubblico delle grandi occasioni, ma con una band che dimostra di essere ancora in palla, con uno spettacolo apprezzato tanto dalle ex adolescenti di TRL (in alcuni casi ora con prole al seguito) quanto dai metallari vecchi e nuovi in cerca di un guilty pleasure.

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