06/04/2010 - THE VISION BLEAK + ALCEST @ Purple Turtle - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 08/04/2010 da

A cura di Luca Pessina

Questa sera si va a vedere gli Alcest! Ebbene sì, loro sono l’unico vero motivo per cui chi scrive si reca al Purple Turtle questa sera. Senza nulla togliere agli headliner The Vision Bleak, la curiosità di vedere dal vivo il progetto transalpino è superiore a qualsiasi altra cosa. Il nuovo “Ecailles De Lune” si è rivelato l’ennesima dimostrazione della classe di questa band e il primo tour europeo della sua storia è un evento che non può essere sottovalutato! Purtroppo a causa dei soliti impegni lavorativi il sottoscritto arriva nel club londinese soltanto al termine del concerto dei Fjoergyn, constatando che per questo tour, tutto sommato underground, si è mossa la folla delle grandi occasioni. Una “caldazza” immane all’interno del locale non affievolisce però gli entusiasmi… ci si avvicina al palco e si spera in una grande serata!

 

ALCEST

Dopo un lungo cambio palco, dilatato ulteriormente da alcuni problemi tecnici alla chitarra di Neige, il concerto degli Alcest ha finalmente inizio fra le grida di giubilo della stra-grande maggioranza dei presenti. La curiosità di vedere all’opera il gruppo è quasi palpabile… del resto, stiamo parlando del primissimo tour dei francesi! Anche per questo non sorprende quindi che il cantante/chitarrista e gli altri ragazzi della band – Zero alla chitarra e voce, Fursy Teyssier (Les Discrets, Amesoeurs) al basso e Winterhalter (Les Discrets, Amesoeurs) alla batteria – si presentino quasi in punta di piedi e appaiano timidissimi. Per tutto lo show, Neige si limiterà a qualche sorriso e a un "grazie" ogni tanto, lasciando che sia solo la propria musica a parlare. E sotto questo punto di vista c’è da dire che gli Alcest, nonostante tutto, fanno davvero una bella impressione. All’inizio i volumi delle chitarre sono un po’ bassi, ma ci vuole poco affinchè l’impatto sonoro raggiunga livelli più che decenti. I ragazzi, come accennato, non si muovono nè danno spettacolo, ma ciò che fuoriesce dagli amplificatori ha pathos a sufficienza per ammaliare tutti gli astanti. Passando dalle sonorità post rock e shoegaze di "Printemps Émeraude" a quelle più vicine al black metal della vecchia "Elévation", i nostri riescono a intrattenere e impressionare sia per l’evidente trasporto con cui interpretano i brani, sia per la notevole fedeltà nell’esecuzione, cosa, quest’ultima, che non ci si aspettava affatto data la scarsa esperienza in sede live. In questo senso, è azzeccatissima la scelta di Neige di dividersi le linee vocali con Zero, anch’egli dotato di una valida voce pulita, tra l’altro molto simile a quella dello stesso Neige. Alternandosi e sovrapponendosi continuamente, i due riescono a replicare le atmosfere degli album alla perfezione, strappando applausi su applausi. La nuova "Percées De Lumière" è probabilmente l’apice del concerto, perchè vede il gruppo rivisitare dal vivo e mettere in mostra in circa sei minuti tutte le sue peculiarità: le toccanti voci pulite, lo screaming, le melodie post rock e wave, le asprezze (black) metal. Quando gli Alcest salutano e lasciano il palco, si stenta quasi a credere che sia trascorsa un’ora: tanto sentimento, ma anche una preparazione e una fedeltà da professionisti. Non ci aspettavamo uno show tanto curato!

THE VISION BLEAK

I The Vision Bleak danno inizio al loro spettacolo una ventina di minuti dopo gli Alcest e, nel stare davanti al palco, quasi ci si sente in imbarazzo. Due terzi delle persone che hanno assistito al concerto dei francesi sono infatti fuori dal locale o sono già sulla via di casa. Inutile girarci intorno… almeno a Londra, i fan degli Alcest sono nettamente superiori a quelli della band tedesca. Alla fine spiace un po’ vederla esibirsi davanti a poche decine di persone, ma siamo comunque sicuri che in Germania ed Europa centrale i nostri abbiano ricevuto tutt’altra accoglienza. Va comunque detto che questa sera la band non sembra fare troppo caso al numero di fan accorsi a vederla: il frontman Schwadorf si esibisce come se nulla fosse e si rende protagonista di un’ottima prova. È lui il fulcro del gothic metal teatrale e horrorifico della formazione… si vede che ha esperienza da vendere e che ama stare al centro dell’attenzione, atteggiandosi come un attore ed enfatizzando ogni cambio di umore delle canzoni con movimenti ed espressioni sopra le righe. Dal canto suo, il resto della band fa il possibile per stargli dietro, concentrandosi però più sull’esecuzione che sulla presenza scenica. Solidi ed esperti, i The Vision Bleak tengono anch’essi il palco per circa un’ora, dando ampio spazio al nuovissimo "Set Sail To Mystery", ma non dimenticando il loro passato, compreso il debut "The Deathship Has A New Captain", ancora oggi molto amato dai fan. Le prime file fanno headbanging e cantano i chorus, mentre, come dicevamo, il resto del locale è quasi vuoto o popolato da gente più impegnata a fare due chiacchiere e a comprare merchandise che a seguire lo show. I The Vision Bleak stasera escono però a testa alta… pur essendo headliner, Londra non era senz’altro la "loro" tappa del tour, ma con professionalità e convinzione sono comunque riusciti a fare la loro figura.

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