Report di David Scatigna
Fotografie di Pamela Mastrototaro
L’estate italiana si conferma ancora una volta un palcoscenico privilegiato per la musica dal vivo, e questa volta ci porta nella splendida cornice di Lucca, dove il prestigioso Lucca Summer Festival ha saputo orchestrare una serata di rara intensità musicale. In una felice alleanza artistica che trascende i confini nazionali, il palco ha visto alternarsi le eccellenze italiane Master Boot Records e Lacuna Coil come opening act per il progetto solista di Till Lindemann, leggendario frontman dei Rammstein e icona indiscussa della scena industrial metal europea.
La location scelta per questo evento non poteva essere più suggestiva: la maestosa Piazza Napoleone di Lucca, che ha saputo trasformarsi in un anfiteatro naturale per accogliere questa esperienza musicale unica. E se l’imperatore francese era solito conquistare l’Europa con le sue strategie militari, questa sera la piazza che porta il suo nome viene conquistata da un’altra forma di potenza: quella della musica teutonica di Till Lindemann e dei suoi compagni di palco italiani.
Gli organizzatori hanno sapientemente sfruttato il lato lungo della piazza per posizionare il palco, creando così un’ampia area che ha permesso di distribuire comodamente le settemila persone accorse per assistere a questo attesissimo primo concerto italiano del carismatico cantante di Lipsia.
La serata si preannuncia come un viaggio attraverso diverse sfumature del metal contemporaneo: dai paesaggi sonori elettronici e nostalgici dei Master Boot Records, che evocano le atmosfere dei videogiochi e dei computer degli anni ’80, passando per l’eleganza gotica e la potenza dei Lacuna Coil, fino ad arrivare all’intensità espressiva e alla teatralità di Lindemann stesso, che porta sul palco la sua visione artistica più personale e sperimentale, lontana ma complementare al sound monumentale della band madre.
Lucca, con la sua atmosfera medievale e la sua tradizione nell’accogliere eventi musicali di prestigio, offre il contesto perfetto per una serata che promette di essere memorabile, dove la bellezza del patrimonio artistico italiano si fonde con l’energia dirompente della musica metal, creando un connubio unico tra cultura e musica.
Ad aprire la serata ci pensano i MASTER BOOT RECORD con il loro inconfondibile, affascinante connubio di metal e synthwave che fa riferimento diretto ai computer e ai videogiochi degli anni ’80, colpendo dritto al cuore quella generazione che ha vissuto e amato quell’epoca pioneristicamente digitale.
È proprio ‘il risveglio delle macchine’ quello che si consuma sul palco di Piazza Napoleone, dove il passato digitale torna a vivere attraverso riff potenti e melodie sintetiche.
Il trio, guidato dal visionario Vittorio D’Amore alla chitarra – mente e leader del progetto – è completato dall’efficace e preciso drumming di Giulio Galati e dal virtuosismo chitarristico di Edoardo Taddei, che porta sul palco una tecnica raffinata e una presenza scenica notevole.
La performance si distingue non solo per la bravura tecnica dei musicisti, ma anche per l’accurata scenografia che li accompagna: una serie di video d’epoca tratti dalla gloriosa era dei videogames e dalle prime interfacce dei computer degli anni ’80 scorrono sullo schermo, mentre sul palco fanno bella mostra di sé autentici reperti informatici d’epoca che fungono da suggestivo sfondo allo spettacolo.
Vittorio D’Amore dimostra di essere anche un abile intrattenitore, riuscendo a scaldare la folla con gesti teatrali come il lancio di dischetti floppy e citando nostalgicamente i nomi dei giochi cult del passato, creando un ponte emotivo immediato con il pubblico.
Il loro sound si rivela perfetto per aprire una serata di questo calibro, e infatti il pubblico di Piazza Napoleone apprezza immediatamente i brani della band. Particolare successo riscuotono “CONFIG.SYS” e “CPU”, quest’ultima estratta dal loro ultimo lavoro “Hardwarez”, che dimostra come il gruppo continui a evolversi mantenendo intatta la propria identità sonora. I brani si susseguono con ritmo incalzante in una scaletta che bilancia sapientemente momenti di pura potenza metal e atmosfere più introspettive, fino al gran finale con “DEFRAG.EXE”, che lascia il pubblico carico e pronto per il seguito della serata.
Arriva il momento dei LACUNA COIL, che salgono sul palco in condizioni non proprio ottimali: purtroppo Daniele Salomone, chitarrista session della band, si è infortunato a un ginocchio e sarà costretto a suonare da seduto per tutta la durata dell’esibizione. Tuttavia, questo imprevisto non gli impedisce minimamente di mostrare tutta la sua abilità chitarristica e la sua dedizione professionale, dimostrando che il talento supera le difficoltà.
La navigata professionalità della band milanese non risente affatto di questa serata ‘storta’, anzi: Cristina Scabbia e Andrea Ferro si prendono immediatamente il centro della scena e mostrano tutta la loro consolidata bravura, trasformando quello che poteva essere un handicap in un momento di pura dimostrazione di forza artistica.
Tra i momenti più emozionanti della serata spicca sicuramente la nuova versione di “Heaven’s A Lie XX”, rivisitazione del loro classico del 2002, con il ritornello cantato a squarciagola da tutto il pubblico in un coro che risuona tra le mura storiche di Piazza Napoleone. Non manca la recente “I Wish You Were Dead”, che dimostra come i Lacuna Coil continuino a evolversi mantenendo intatta la loro identità, e l’immancabile cover di “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode, ormai diventata un marchio di fabbrica delle loro performance live.
Cristina Scabbia si conferma una frontwoman di grande carisma, bravissima nel coinvolgere il pubblico con la sua presenza scenica magnetica e la sua bellissima voce. A fine esibizione, con la sua consueta sincerità e spontaneità, svela al pubblico le difficoltà affrontate: “Oggi è stata dura, tra rotule che escono e corde vocali distrutte, ma ci tenevamo a essere qui con Till Lindemann, che ci ha influenzato molto sin da ragazzini, e con tutti voi. È bellissimo tornare a Lucca: qui ci sentiamo sempre a casa”.
Parole che rivelano non solo la professionalità della band nel superare gli imprevisti fisici, ma anche la profonda ammirazione per l’headliner della serata e l’affetto genuino per una città che li ha sempre accolti con calore, creando un legame speciale che va ben oltre la semplice performance musicale, rafforzato dalle numerose apparizioni al famoso Lucca Comics & Games.
Setlist:
Layers of Time
Hosting the Shadow
Gravity
Blood, Tears, Dust
Heaven’s a Lie XX
I Wish You Were Dead
Enjoy the Silence
(Depeche Mode cover)
Oxygen
Never Dawn
Finalmente arriva il momento tanto atteso: l’ingresso sul palco di TILL LINDEMANN con la sua band. Il carismatico cantante teutonico sa perfettamente come fare spettacolo e la sua apparizione è degna di un vero maestro della teatralità: emerge insieme alla band da una densa coltre di fumo e luci rosse che avvolgono il palco, creando un’atmosfera apocalittica che anticipa quello che sarà un vero e proprio assalto sensoriale.
Il rosso domina incontrastato come trait d’union dell’intera performance: strumenti rossi, musicisti tutti rigorosamente vestiti di pelle rossa e il capitano Till che campeggia al centro con berretto, giacca di pelle e pelliccia, tutto perfettamente coordinato in un’estetica che richiama tanto il kabarett berlinese quanto l’immaginario distopico più estremo. Da questo momento, ogni singolo attimo diventa uno spettacolo da guardare e sentire, senza mai una pausa o un rallentamento, ma piuttosto un martellante susseguirsi di musica, video e performance teatrali che tengono il pubblico in costante tensione.
Nonostante la maggior parte dei video sia stata censurata per rispettare il contesto di una piazza pubblica, il pubblico ha comunque di che rimanere profondamente impressionato. La partenza è emblematica: una ripresa ravvicinata dalla bocca di Till stesso, mentre sul gigantesco led wall alle spalle della band scorrono immagini disturbanti in cui allo stesso Lindemann viene cucita la bocca: un incipit che anticipa perfettamente il clima provocatorio e surreale dell’intera serata.
Ma non si pensi che oltre al fumo teatrale non ci sia l’arrosto musicale: la band è comunque composta da musicisti di altissimo livello. Su tutti è doveroso citare il batterista Joe Letz, che suona per tutta la durata del concerto vestito di pelle, con enormi seni di silicone e un dilatatore in bocca che gli conferisce un ghigno disturbante e inquietante.
Queste condizioni apparentemente limitanti non scalfiscono minimamente il suo furore al drumming, anzi sembrano amplificarne l’intensità espressiva. Le chitarriste Dani ed Emily si alternano con riff taglienti e perfettamente eseguiti, dimostrando una tecnica impeccabile anche nell’interpretazione di brani complessi. Danny Lohner al basso si fa sentire anche alla voce, aiutando Till ad aggiungere più enfasi nei ritornelli e creando un contrappunto vocale efficace.
La bellissima Constance Antoinette giganteggia tra le sue tastiere e il palo da lap dance con cui darà spettacolo, incarnando perfettamente l’estetica provocatoria del progetto.
L’apice arriva durante “Allesfresser”, quando il batterista abbandona la postazione, va davanti al palco e simula di sfilarsi dei tamponi insanguinati per donarli al pubblico che è letteralmente in estasi. Durante tutto l’arco della serata Till è completamente scatenato: fa cadere i microfoni, suda copiosamente e sputa sulle telecamere, butta per terra le tastiere trasformando ogni gesto in un atto di ribellione artistica.
Durante “Platz Eins” scende direttamente in mezzo al pubblico e trasmette tramite una action cam tutta la scena sul mega schermo, creando un momento di intimità paradossale in mezzo al caos generale.
Il momento più ‘tranquillo’ non poteva che essere la cover di “Entre dos tierras” degli Hèroes Del Silencio, che rende comunque alla perfezione in questa interpretazione del cantante teutonico, dimostrando come la sua voce possente riesca a reinterpretare anche brani lontani dal suo universo sonoro abituale.
Arriva la fine di questo spettacolo da Grand Guignol e la band saluta il pubblico mettendosi in fila ed uscendo come farebbe una vera compagnia teatrale, confermando che quello appena vissuto è stato molto più di un semplice concerto.
Se pensiamo che questa è la versione edulcorata dello spettacolo che solitamente mettono in scena, non osiamo immaginare cosa accadrà il prossimo 12 dicembre 2025 all’Alcatraz di Milano, quando Till Lindemann potrà finalmente mostrare tutta la sua fantasia perversa senza i vincoli di una location pubblica.
Setlist:
Zunge
Schweiss
Fat
Altes Fleisch
Golden Shower
Sport frei
Blut
Allesfresser
Praise Abort
Platz Eins
Fish On
Du hast kein Herz
Skills in Pills
Knebel
Entre dos tierras
Ich hasse Kinder
MASTER BOOT RECORD
LACUNA COIL
TILL LINDEMANN
































































