27/11/2007 - Unleashed + Marduk @ London Underworld - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 30/11/2007 da
Report a cura di Luca Pessina
 
Entrambi truffati la scorsa primavera dall’agenzia belga Metallysee – che aveva annullato all’ultimissimo momento i rispettivi tour europei – Unleashed e Marduk hanno deciso di unire le forze per un nuovo tour da co-headliner (un’ora di show per ciascuna band) che li porterà a mettere a ferro e fuoco l’Europa dalla fine di novembre sino a quasi tutto il mese di dicembre. Una delle prime tappe è stata Londra, dove i nostri sono stati accolti con grande calore da un Camden Underworld totalmente al completo! Purtroppo chi scrive non è riuscito a seguire la performance dei supporter Vreid a causa dei soliti disguidi con le guestlist, ma non si è perso un minuto del resto della serata, la quale, come vedrete, ha regalato due ottime esibizioni…
 

MARDUK

In seve live, i Marduk hanno sempre avuto un approccio molto scarno e “in your face”, quindi ci sono voluti solo pochi minuti affinchè il palco venisse preparato per la loro esibizione. Un semplice telo nero posto come sfondo, una regolata alle spie sul palco ed è arrivato l’OK per iniziare. I membri della band sono arrivati sul palco tutti insieme, evitando scene o pose particolari: il nuovo arrivato Lars Broddesson dietro alla batteria, Morgan alla sinistra del palco, Devo alla destra e Mortuus al centro e vicinissimo alla prime file di fan. Di lì a poco, la guerra è iniziata sulle note di “Baptism By Fire”, che ha dato vita all’unico vero pogo dello show del quartetto. Non che il resto della performance sia stata meno coinvolgente, ma il pubblico ha preferito godersela in maniera più composta, manifestando la sua approvazione solo tramite il classico headbanging. Approvazione che è comunque salita costantemente brano dopo brano e che ha visto i Marduk beneficiare di un supporto straordinario da parte degli astanti, i quali hanno più volte urlato in coro il nome della band. Mortuus di fronte a un tale responso ha smesso almeno un po’ i panni del truce black metaller, lasciandosi andare a qualche discorso più del solito tra una canzone e l’altra e avvicinandosi spesso ai fan per incitarli ulteriormente e stringere mani. Da segnalare, comunque, anche la prova degli altri ragazzi, che hanno suonato in maniera impeccabile l’intera setlist, tra l’altro davvero ben bilanciata tra brani recenti e vecchi classici. Pezzi come “Beyond The Grace Of God”, “Imago Mortis”, “Materialized In Stone” e “Wolves” hanno reso benissimo e hanno visto sempre gli scudi Broddesson, drummer del tutto all’altezza dei suoi predecessori. Veramente un ottimo show, quello dei Marduk… un’ora assai intensa e ricca di grandi momenti. La band svedese è definitivamente tornata in piena forma.

UNLEASHED

Sarebbe stato difficile per chiunque esibirsi dopo uno show micidiale come quello offerto dai Marduk, ma gli Unleashed sono dei veterani, e in una situazione “difficile” come quella in questione sono riusciti a dare il meglio e a non sfigurare quasi per nulla. Ovvio, l’impatto e le atmosfere dei Marduk sono di un’altra pasta, ma Jonny Hedlund e soci sono comunque riusciti a conquistare l’intera audience tanto quanto i loro colleghi, concedendosi poche soste e dando grosso spazio ai brani più pesanti del loro repertorio. La prima parte del concerto è stata per lo più dedicata all’ultimo album “Midvinterblot”: la band non aveva suonato molte tracce nuove durante il Masters Of Death tour, di conseguenza ha colto l’occasione rappresentata da questo secondo tour europeo per promuovere il più possibile la sua fatica più recente. “Blood Of Lies”, “This Is Our World Now” e la title track sono state ben suonate e altrettanto ben accolte dai fan. L’attesa, tuttavia, era come sempre tutta per i classici… e quando è arrivata “Neverending Hate” si è notata una certa differenza nella reazione della folla. Il pit infatti è letteralmente esploso e chiunque si è ritrovato a cantare il ritornello sotto gli incitamenti di Jonny, sempre molto coinvolto nello show e a volte protagonista di discorsi non troppo lontani da quelli di un certo Joey DeMaio. Da qui in poi, gli Unleashed hanno impostato il pilota automatico e ogni pezzo proposto si è rivelato un successo, sia in termini di responso da parte del pubblico, sia in termini di esecuzione (molto bravo questa sera il batterista Anders Schultz). In evidenza soprattutto “Destruction (of the Race of Men)”, “Victims Of War” e “Into Glory Ride”, davvero acclamatissime. Insomma, Marduk lievemente più convincenti, ma un concerto degli Unleashed di questa intensità non lo si vedeva da qualche tempo. Complimenti anche ai death metallers di Stoccolma, dunque… questa sera ci hanno fatto divertire!

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