10/07/2026 - VOIVOD + SYK + URAL @ Slaughter Club - Paderno Dugnano (MI)

Pubblicato il 12/07/2026 da

Quando si dice ‘warm-up’, si pensa a qualcosa che dovrebbe fomentare la folla prima dell’headliner principale, o del festival.
Nel caso dello scorso 10 luglio, si può parlare quasi di cottura del pubblico: il warm-up del Frantic Fest 2026, infatti, è stato spostato dal Legend Club di Milano allo Slaughter di Paderno Dugnano per via della chiusura temporanea del club meneghino.
Il locale prontamente si è attrezzato con potenti ventilatori in mancanza di aria condizionata: complice il fatto che fuori girasse il temporale, la serata con il ritorno dei Voivod è stata un discreto successo, con un club quasi pieno, che ha confermato un po’ la curiosità verso il temporaneo ritorno alla voce di Eric Forrest, e decisamente l’affezione che tante persone provano verso la storica formazione canadese ed il suo thrash ultratecnico.
Una serata davvero particolare, introdotta dal djent dei Syk e dal thrash classico degli Ural, per una festa che preannuncia alcune delle date underground più attese dell’estate e il festival di Francavilla al Mare.

A scaldare i primi arrivati ci pensano gli URAL, freschi della loro nuova uscita “Anthropic Genetic Involution”, sul quale è basata sostanzialmente tutta la scaletta di questa prima data del tour.
Dal vivo, la band torinese è sempre una garanzia di divertimento, con la voce e la presenza scenica di Andrea Calviello che trascina lo Slaughter e cerca di massimizzare il minutaggio a disposizione della band.
Nonostante non ci sia ancora un pienone, pezzi come “Rat in a Cage” e “Break The fall” fanno la loro ottima figura anche in sede live, mentre non mancano i brani di “Psychoverse” come la classica “Heritage”. Arrivati alla quarta uscita discografica, con il loro thrash sporcato di crossover, gli Ural si sono dimostrati perfettamente a loro agio nonostante il caldo, e il pubblico li ha salutati con l’affetto che una band simile merita ampiamente.

Tocca poi ai SYK introdurre le atmosfere più ossessive e glaciali che preludono alla psichedelia della musica dell’headliner. La band, che negli ultimi anni ha suonato sporadicamente fra alcuni festival (fra cui una partecipazione a giugno 2025 all’Hellfest) porta come sempre il suo freddo djent/technical death metal, con una scaletta dritta e compatta basata sull’ultimo album “EarthFlesh”.
Le atmosfere glaciali portate dalle chitarre a sette corde di Stefano Ferrian e Marcello Cravini scendono sullo Slaughter facendo abbassare la temperatura fra growl, breakdown e assoli melodici che fanno concentrare i presenti su una prestazione tecnica di tutto rispetto. In particolare, spicca quella di Federico Leone dietro alla batteria: un vero mostro di tecnica (il nostro è anche nei The Modern Age Slavery e negli Ultra-Violence) che più volte attira la nostra attenzione per il livello di precisione e durezza con cui picchia su piatti e tamburi dando il ritmo al resto dei suoi soci.
Assenti dalle scene discografiche da due anni, speriamo in un loro ritorno anche da quel punto di vista: una band che dimostra di saper crescere e avere una precisione senza pari dal vivo.

Un po’ di tempo in più per il cambio palco e siamo finalmente pronti per la prima data dei VOIVOD con il ritorno di Eric Forrest alla voce dopo decenni.
Se avete seguito alcune vicende recenti, saprete infatti che Snake non ha potuto prendere parte a questo tour per via di problemi familiari, ma anche che Forrest è stato diagnosticato nel 2024 di cancro alla prostata al terzo stadio. Nonostante tutto, nonostante due settimane per preparare le canzoni, nonostante il caldo pazzesco ormai sopraggiunto in uno Slaughter piuttosto gremito, quest’uomo è salito sul palco e, aiutato da un tablet con i testi, ha permesso a Away, Chewy e Rocky di portare a casa la serata, con il suo mix di scream e growl che sembra essersi fermato nel tempo.
Basterebbe solo questo per chiudere un live report dove non c’è molto da dire: certo, non è stato forse il concerto tecnicamente più impeccabile dei Voivod (per quello, ricordiamo il live spettacolare all’Ambria Music Festival nel 2024), ma è sicuramente stato uno di quelli più di cuore in assoluto per una band che è sempre stata perseguitata dalla cattiva sorte e non si è mai arresa.
L’iniziale “Rise” e la chicca di “Nanoman” – che non veniva suonata dal vivo dal 1994 (almeno secondo lew statistiche consultate online) – sono state assolutamente ben accolte anche da chi si aspettava i pezzi da “Phobos” e da “Negatron”, mentre Forrest ci ha dimostrato di saperci fare anche su “Obsolete Beings”, dal più recente “The Wake”.

Per il resto, tutta la scaletta ha giustamente virato sui grandi classici dei Voivod, con una dedica obbligatoria al compianto Piggy quando Forrest ha presentato “Fix My Heart”. Vedere quest’uomo, magro come un chiodo e sudato come uno straccio, eseguire dodici pezzi tiratissimi passando da “Ripping Headaches” e “Nuclear War”, supportato dai suoi compagni di viaggio, è stata una esperienza magica apprezzatissima da tutti i presenti.
Altro brano che i Nostri non suonavano veramente da un bel pezzo era “The Prow”, dal controverso “Angel Rat”, interpretato da Forrest con la sua voce capace di passare dal growl/scream alle tonalità più aliene e altalenanti dei canadesi.
Un’apoteosi che non può che concludersi con “Astronomy Domine”, l’interpretazione del classico psichedelico dei Pink Floyd, e la conclusiva “Voivod”.
Nonostante abbiano suonato solo un’ora, la band ci ha ricordato cosa significa davvero crederci fino in fondo, affrontando tutte le difficoltà possibili per incontrare ancora una volta il pubblico sotto al palco. Se siete in dubbio sull’andare a vederli nelle prossime date programmate, vi consigliamo di pensarci seriamente, anche per supportare una band che ha sempre meritato di più rispetto a quanto raccolto. We are connected!

Setlist Voivod:
Rise
Obsolete Beings
Ravenous Medicine
The Unknown Knows
Tribal Convictions
The Prow
Ripping Headaches
Nanoman
Nuclear War
Fix My Heart

Astronomy Domine (Pink Floyd cover)
Voivod

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.