31/10/2010 - W.A.S.P. + SHADOWSIDE @ Live Music Club - Trezzo Sull'Adda (MI)

Pubblicato il 07/11/2010 da

Live report a cura di Alessandro Corno

Foto a cura di Francesco Castaldo

 

La nuova calata italica per due date degli W.A.S.P. è stata accompagnata da un tempo che definire brutto sarebbe del tutto riduttivo. La serata dell’1 novembre al Live Club di Trezzo Sull’Adda ha visto infatti la defezione all’ultimo momento dei Rain, bloccati dalla chiusura per maltempo dell’autostrada A4. Peccato, perchè la presenza della classic metal band italiana avrebbe dato un tocco nostrano alla bella atmosfera che si è respirata durante questa data. Discreto infatti il successo in termini di affluenza e come al solito perfetta la location. Non tutto però è andato come i fan speravano e non sono appunto mancate lamentele sulla scarsa durata del set degli headliner.

SHADOWSIDE

Assenti i Rain, l’apertura è lasciata agli Shadowside, band classic metal brasiliana uscita nel 2009 con l’ultimo “Dare To Dream”. Il quartetto guidato dalla bella e discretamente brava cantante Dani Nolden attacca con “Nation Hollow Mind” e “In The Night”, al termine delle quali una platea già discretamente affollata dimostra con uno scroscio di applausi di gradire la proposta del gruppo, aiutato questa sera da suoni nitidi e potentissimi in zona mixer. Buona la prova strumentale della formazione, molto compatta e convincente soprattutto sui mid tempo più pesanti come “Red Storm”. Certo la proposta non è delle più originali e anche il songwriting appare sufficiente ma nulla più. C’è spazio anche per un nuovo brano che sarà presente sul prossimo album, le cui registrazioni sono previste per gennaio, ma anche per questo pezzo non possiamo gridare al miracolo. Show dunque buono come esecuzione e biglietto da visita di una band preparata ma che ancora deve lavorare alla propria proposta musicale, soprattutto in quanto a personalità.

 

W.A.S.P.

Blackie Lawless ha sempre fatto discutere per le sue posizioni a volte piuttosto provocatorie, ma il suo avvicinamento negli ultimi anni alla religione che lo ha anche portato a “rinnegare” il classico “Animal (Fuck Like A Beast), aveva lasciato piuttosto perplessi i fan di lunga data. Vedendo ad ogni modo il calore con cui i circa settecento presenti accolgono il carismatico frontman, pare che tanto malcontento alla fine non abbia avuto molto peso sull’affetto di cui gode la band americana in Italia. In molti infatti la invocano a gran voce e la acclamano quando dalle casse esce l’intro con tanto di allarme antiaereo. La partenza è bruciante, con il tiro micidiale di un medley tra “On Your Knees” e “The Real Me” che infiamma da subito il pubblico. Ottimi i suoni ed efficace la scenografia con tre megaschermi sui quali vengono proiettate le immagini dei videoclip dei brani proposti. Grandissima partecipazione ovviamente anche per la successiva “L.O.V.E. Machine”, ben cantata da Blackie e ottimamente eseguita da una band che non sbaglia un colpo. Certo non si può fare a meno di notare ancora una volta come l’ormai cinquantaquattrenne frontman venga più volte supportato dal pubblico e da backing vocals che sembrano arrivare più dal mixer che dai microfoni secondari. E’ il turno quindi di un paio di pezzi dall’ultimo e discreto “Babylon”, ossia “Crazy” con un ottimo assolo di Doug Blair e “Live To Die Another Day” sulla quale Blackie vocalmente si supera. I fan applaudono ma quello che vogliono sono i grandi classici e ad accontentarli arrivano “Wild Child”, la come sempre emozionante “The Idol” con un lungo solo di chitarra, e la grandissima e attesissima “I Wanna Be Somebody”. Il gruppo a questo punto esce di scena per cinque minuti abbondanti, che a dire la verità sarebbe stato meglio riempire con qualche solo, e torna sul palco tra le urla del pubblico con la drammatica “Heaven’s Hung In Black” e l’immancabile “Blind In Texas”, ultimi due atti di uno show intenso anche se purtroppo eccessivamente breve e con diversi classici lasciati da parte.

SETLIST

On Your Knees
The Real Me
L.O.V.E. Machine
Crazy
Live To Die Another Day
Wild Child
Babylon’s Burning
The Idol
I Wanna Be Somebody
Heaven’s Hung In Black
Blind In Texas

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