26/02/2010 - War From A Harlots Mouth + Arsonists Get All The Girls + Salt The Wound + A Plea For Purging @ Rockplanet Club - Cervia fraz. Pinarella (RA)

Pubblicato il 07/03/2010 da

A cura di Maurizio MorrizZBorghi

 

 

Il Rock Planet continua a stupire piacevolmente col suo calendario concerti, che porta incessantemente nomi interessanti nel sabato sera della riviera romagnola, ravvivando un paesaggio balneare altrimenti desertico. E’ il turno di un interessante pacchetto guidato dai War From A Harlots Mouth questa volta, alfieri di un hardcore evoluto e stratificato che ha più di un punto d’incontro col metal estremo, con ad aprire gli Arsonists Get All The Girls, formazione applaudita da molti estimatori del loro sound particolare. Questo è quello che ci ricordiamo, prima del blackout totale causato dall’apertura del famigerato bancone low-cost del locale…
 

A PLEA FOR PURGING

Si comincia da subito con le sorprese: non avevamo mai sentito gli A Plea For Purging, ma da subito è scattata la simpatia: sarà per l’irresistibile frontman Andy, una sagoma tutta tonda e barbuta immortalata anche nel merchandise della band, sarà per la carica ironica col quale viene proposto il loro metalcore (peraltro interessante, basti sentire il singolo “Malevolence”, tanto groovy quanto originale), sarà per il trasporto con cui, in estrema umiltà, il gruppo ha guidato e entusiasmato i presenti in prima serata, facendo divertire un pubblico freddo e del tutto ignaro della loro proposta. Nella mezz’ora a loro disposizione gli APFP hanno dimostrato un’ottima tenuta di palco, un bel senso del groove e una simpatia istantanea, non è da tutti!

SALT THE WOUND

Dopo l’esaltazione, subito il tonfo. I Salt The Wound rappresentano il motivo principale per cui la massificazione di un genere musicale è assolutamente negativa: seppur formalmente decenti e fomentati sul palco i ragazzi di Cleveland, col loro metal/death/core, riescono a risultare del tutto soporiferi prima che finisca il primo pezzo, mancando la loro proposta di una minima percentuale di personalità. Abbiamo guardato l’orologio più volte, abbiamo sperato che il bar low cost aprisse in anticipo, e dalla disperazione abbiamo fatto pure un giro al banco del merch durante la loro esibizione, finchè la voce del frontman ha fatto quadrare il cerchio: questo è l’ultimo tour della formazione, già praticamente sciolta. Sollevati, sappiamo che il gruppo si è posto delle domande, e quella che abbiamo sentito è la risposta che più crediamo giusta.

ARSONISTS GET ALL THE GIRLS

A costo di essere impopolare chi scrive deve essere sincero: gli Arsonists Get All The Girls sono simpatici, tengono bene il palco, sono originali e su disco piacevoli, ma l’eccellenza è altrove. Il loro concerto è seguito con trasporto dalla maggior parte del pubblico, e davvero non si può dir nulla della loro prova, ma con tutta probabilità è la ricetta del gruppo (un misto psicotico di mathcore, death metal e freddi sintetizzatori) a modellare un grosso punto di domanda sopra la testa. Nel confronto diretto gli Horse The Band (uno dei pochi gruppi simili agli AGATG nel concept) vincono a man bassa, ma il pubblico non ci fa poi tanto caso, conquistato dalle stramberie del gruppo, che dopo un’ospitata al microfono chiude il concerto in maniera goliardica, con un generale scambio di strumenti.

WAR FROM A HARLOTS MOUTH

Non siamo sicuri che tutti i presenti in sala siano davvero a conoscenza dell’operato dei War From A Harlots Mouth, formazione alquanto sperimentale che fonde metal estremo e hardcore con passaggi jazzati, in territori simili ai Dillinger Escape Plan ma con aperture decisamente più apocalittiche. Nico, il frontman dei berlinesi che arriva dal collettivo The Ocean, è stato l’innesto definitivo per questa formazione coraggiosa e meritevole, che riesce a rendere coinvolgente in sede live la loro proposta intelligente e ricercata. Il lato hardcore risulta più marcato dal vivo, e i violenti breakdown fanno scatenare i mosher delle prime file, mentre il resto del pubblico rimane comunque ipnotizzato dagli estratti da "In Shoals" e "Transmetropolitan", trasformati in una minaccia reale nell’ambientazione sudata e caldissima del Rock Planet. I WFAHM meriterebbero qualche riflettore in più puntato contro, per questo vi invitiamo ad annotarvi il loro nome e dargli un ascolto approfondito, perché il pubblico di Pinarella, assieme a chi scrive, è rimasto pienamente soddisfatto.

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