12/12/2004 - X-Mass Festival 2004 @ Transilvania Live - Milano

Pubblicato il 13/12/2004 da

A cura di Luca Pessina

Ormai un appuntamento fisso per i kid appassionati di metal estremo, l’X-Mass festival anche quest’anno, pur presentando un bill composto in gran parte da nomi visti e stra-visti e pur costando un pelino più del solito (la bellezza di 28 euro!), ha mietuto le sue vittime e il Transilvania si è ritrovato pieno per più della sua metà… per chi scrive un gran risultato viste le premesse! Come al solito al Transilvania Live di Milano i concerti iniziano cinque minuti dopo l’apertura dei cancelli, quindi non siamo riusciti ancora una volta a vedere il gruppo di apertura. L’anno scorso era toccato ai Misery Index, quest’anno ai Belphegor… quando cambiamo metodo? Comunque è stata una bella serata, ancora una volta non ai livelli delle mitiche edizioni all’Aquatica però piuttosto soddisfacente. A ben vedere questo era il minimo con i gruppi coinvolti!

THE BLACK DAHLIA MURDER

Poveri The Black Dahlia Murder… negli USA sono abituati a girare in lungo e in largo per concerti e a richiamare sempre un buon numero di fan, sia dalla scena metal che da quella hardcore, ma qui in Europa, soprattutto tra i metalhead, sono in pochi quelli che li conoscono. Per chi scrive sono un buon gruppo e l’X-Mass festival era il loro primo tour nel Vecchio Continente ma stasera il responso del pubblico non è stato entusiasmante… un po’ freddino, a dir la verità. Bisogna dire che i cinque hanno iniziato molto presto, quando c’era ancora poca gente, e poi che gli At The Gates, gruppo al quale i nostri si rifanno molto, qui in Europa sono molto più popolari che negli Stati Uniti, quindi non era semplice impressionare i fan. La band ha suonato bene e ha tenuto il palco alla grande – questo è innegabile – e di sicuro si aspettava una buona reazione… invece quest’oggi non ha lasciato il segno, quasi nessuno li ha supportati. Pur essendo una formazione sicuramente poco personale a nostro avviso i The Black Dahlia Murder meritavano qualcosina in più… peccato.

VADER

Non c’è molto da dire su uno show dei Vader: la band può suonare da headliner o in un festival, può avere a disposizione due ore o mezz’ora, può trovarsi di fronte a decine di migliaia di fan impazziti o a un centinaio di persone un po’ statiche… per Peter e soci non cambia assolutamente nulla, la loro professionalità e il loro coinvolgimento sono sempre ai massimi livelli, la scaletta è sempre composta da brani estratti da più dischi possibile, nulla viene accantonato e la partecipazione del pubblico è sempre decisamente notevole. Per chi scrive stasera c’era il nuovo batterista Daray come novità – nulla da dire su di lui, un gran batterista, proprio come su disco – il resto è tutto andato secondo il copione. Grande impatto, grande esecuzione, grande successo.

FINNTROLL

I Finntroll hanno ottenuto davvero un gran successo, persino superiore a quello degli amatissimi Vader! Onestamente il sottoscritto non se lo aspettava proprio ma è stato un vero piacere vedere la folla saltare da tutte le parti e ballare esattamente come accade in Germania! Gli stessi sei finlandesi sono sembrati piuttosto sorpresi da una tale reazione e la loro performance ne ha guadagnato molto: i nostri si sono fatti trasportare dal calore della gente, hanno suonato con più convinzione che mai e alla fine sono stati in grado di divertire un po’ tutti quanti! “Nattfödd”, “Fiskarens Fiende”, “Midnattens Widunder” e “Jaktens Tid” sono davvero state suonate in modo eccellente e riteniamo che con questa bella performance i Finntroll questa sera siano riusciti a guadagnare tanti nuovi fan. Gran bella serata per loro!

NAPALM DEATH

Dal folk metal dei Finntroll al grindcore dei Napalm Death nel giro di venti minuti… e la gente ha gradito, eccome! Si vede che il pubblico stasera era in gran parte composto da ragazzi dai gusti ampi e questo è senza dubbio stato un bene. Anche Barney e compagni sono perciò stati accolti molto calorosamente e la loro performance è stata per chi scrive la migliore della serata. Suoni più che accettabili, esecuzione perfetta e ottima scaletta, la quale ha pescato sia dai vecchi album (“Scum”, “Deceiver”, “From Enslavement To Obliteration”, “Siege Of Power”, “Suffer The Children”, tra i tanti) che dai successi recenti (“Next On The List”, “Continuing War On Stupidity”), dando anche spazio a cover di Agnostic Front, Cryptic Slaughter e, ovviamente, Dead Kennedys (“Nazi Punks Fuck Off!”). I Napalm hanno anche proposto in anteprima due brani che compariranno su “The Code Is Red… Long Live The Code”, il loro nuovo album in uscita ad aprile su Century Media Records. Stilisticamente non lontane da quelle di “Enemy Of The Music Business” e “Order Of The Leech”, le due canzoni (la title track e l’opener del disco, della quale non abbiamo colto il titolo) sono state parecchio apprezzate dai fan e la band è apparsa molto soddisfatta del responso ottenuto. Come antipasto non si poteva chiedere di meglio!

MARDUK

Chi scrive non è mai stato un fan dei Marduk ma stasera era curioso di vedere all’opera il nuovo vocalist della band svedese, il mitico Mortuus! Con un soprannome così già partiva, come si suol dire, con un piede zoppo ma stasera, pur dimostrandosi ancora un pochino inesperto come frontman, non ha fatto rimpiangere l’amatissimo Legion. Mortuus ha cantato bene, si è mosso discretamente e, aiutato anche dal chitarrista Morgan, ha coinvolto il pubblico in maniera apprezzabile. Certamente per arrivare ai livelli di Legion, il cui punto forte era proprio la sua capacità di intrattenere i fan, di strada ne dovrà ancora fare ma chiunque, anche il più scettico, sicuramente non avrà potuto gridare allo scandalo vedendo all’opera la nuova line up dei Marduk! Lo spettacolo è infatti stato compatto e più che dignitoso, ha avuto come protagonista una band in forma e vogliosa di suonare dal vivo e la setlist è stata ben bilanciata tra pezzi del nuovo “Plague Angel” (riuscitissima “Perish In Flames”) e vecchi classici come “Slay The Nazarene”, “Panzer Division Marduk” o “World Funeral”. A concerto concluso le facce sembravano tutte piuttoto soddisfatte, quindi, cari Marduk: missione compiuta!

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