7.5
- Band: DÉTRESSE
- Durata: 00:40:38
- Disponibile dal: 09/10/2026
- Etichetta:
- Vendetta Records
Cosa otteniamo se uniamo due agguerriti blackster austriaci e un’altrettanto agguerrita blackster proveniente dal lontano Québec, Canada? Un misto di black metal atmosferico e black metal più tradizionale, direte voi; e avreste ragione, anche se questa descrizione risulta più calzante se riferita al primo full-length di questo terzetto dalla provenienza così curiosa, intitolato “Pessimismes” e pubblicato nel vicino 2025.
Il qui presente “Misères” – opera seconda, in rampa di lancio sulla sempre attiva Vendetta Records – pur non rinunciando a presentare i tratti peculiari di entrambe i succitati stili, vede infatti i nostri far pendere in modo piuttosto deciso l’ago della bilancia dalla parte dell’aggressione, presentandoci un secondo lavoro che fa dell’intensità esecutiva uno dei suoi tratti più distintivi.
S.P. (voce e chitarra), C.S. (basso) e L.S. (batteria) hanno deciso di calare la carta dell’impatto, e lo hanno fatto con evidente convinzione e cognizione di causa: fin dall’iniziale “Vallée De Misères”, nonostante un’introduzione lugubre e cadenzata, l’assalto si fa infatti subito feroce ed affilato, perpetrato a suon di riff gelidi quanto rugginosi e di blast beat martellanti e ossessivi.
L’impeto è solo di rado intervallato da momenti più controllati e tetri, dove i Détresse mettono in mostra tutta la loro maestria nel tratteggiare atmosfere desolate, malinconiche e introspettive, il tutto senza la necessità di ricorrere ad orpelli di sorta e puntando, anzi, su uno stile tanto essenziale quanto penetrante, come accade nella seconda metà del brano.
La lunga coda, abissale e rallentata, non fa altro che sottolineare l’abilità dei Nostri nel saper erigere muri sonori di impenetrabile abbandono, come confermato dagli spaventosi gorghi di tenebra e sconforto che caratterizzano le varie “Schwefel”, “Peine Perdue” e “Verloren”, mentre in brani come “Verrottet”, “Le Nuites Jaunes” o “So Bitter, So Kalt” è l’implacabile ferocia a farla da padrona, nonostante la musica dei Détresse non perda mai la sua aura grigia, brumosa e disperata di fondo, ne la sua intrinseca ambivalenza.
A voler fare dei paralleli stilistici, potremmo dire che la band si rivela molto abile nell’unire le intuizioni dei vari Horna, Behexen, Darkened Nocturn Slaughtercult, Afsky e Drudkh con lo stile denso e avvolgente tipico della scena canadese e, in particolare, di realtà come Forteresse, Sorciere Des Glaces, Serment e Gris, suggellando il tutto con un tocco personale figlio dell’attitudine ‘less is better’ tipica di un certo black metal della prima metà degli anni Novanta.
Non si pensi però, per questo, che la proposta dei Détresse suoni povera, raffazzonata o datata: in questo “Misères” ogni cruda pennellata appare concepita e ponderata con cura, e con altrettanta cura distribuita sulla tela.
I brani di questa album, quasi tutti dalla durata superiore ai sei minuti, denotano infatti una costruzione decisamente oculata, tanto dal punto di vista della mera strutturazione, quanto da quello della dinamica e della profondità emotiva, ivi compreso l’utilizzo parco quanto funzionale di tastiere e synth a sottolineare i momenti più catartici e immersivi.
Il contemporaneo utilizzo del francese e del tedesco per la stesura delle liriche aggiunge un ulteriore tratto di interesse all’opera, donando al tutto ulteriore profondità e identità e chiudendo così il cerchio di un lavoro che, se da un lato non fa di certo gridare al miracolo dal punto di vista dell’innovazione o delle azzardate scelte stilistiche, dall’altro ci consegna nei padiglioni auricolari una quarantina di minuti di black metal concreto, trascinante, immaginifico e profondamente disperato, che saprà convincere sia gli affezionati delle sonorità più classiche sia quelli maggiormente avvezzi alle soluzioni più avvolgenti e introspettive.
Con questo “Misères” i Détresse hanno messo a segno un colpo vincente al di là di ogni ragionevole dubbio: sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire.
