6.5
- Band: KINGCROWN
- Durata: 00:43:39
- Disponibile dal: 04/09/2026
- Etichetta:
- Rockshots Records
Questo 2026 segna l’uscita della quarta opera discografica per il quintetto francese Kingcrown, che segue a distanza di due anni “Nova Atlantis”.
Il titolo del nuovo lavoro è “Moonfall” e le dieci tracce trattano principalmente di tematiche relative al futuro, tra contrapposizioni di mondi comandati dalle macchine e necessità di rimanere ancorati ai vecchi valori.
E proprio di tradizioni è intrisa la loro musica, con una scrittura e un cantato che strizza più volte l’occhio alla sonorità degli anni Ottanta e Novanta, prendendo molti spunti da gruppi quali Judas Priest e il power metal tedesco di Helloween e Gamma Ray. Giusto per dimostrare l’attaccamento a quel periodo, evidenziamo il brano “Back To The 80’s”, orecchiabile e immediato, con i riff dei due chitarristi Bob Saliba e Ced Legger accattivanti e capaci di rimanere in mente anche al primo ascolto.
Approfondendo nel dettaglio questo quarto album, l’apripista nonché title-track si presta anche come canzone di apertura in fase live, tra arpeggi iniziali che sfociano in parti tirate, con una parte ritmica calzante tra la batteria di David Amore e il basso di Sebastien Chabot, e numerosi cambi di velocità.
Eppure, al netto di un buon inizio, andando avanti ci si trova a fare un rapido confronto rispetto al precedente “Nova Atlantis” e si nota ad esempio come la voce di Joe Amore risulti a volte troppo sforzata (acuti non perfettamente riusciti e ruvidità costante) e questo penalizza la resa finale dell’opera dei transalpini. Anche in pezzi quali “Nothing”, “All United” e “Oblivion Resilience” ci troviamo a sentire veri e propri inni, di ispirazione priestiana (rimandi a “Screaming For Vengeance” vengono fuori tra rullate e assoli) ma con limiti musicali, perché lo schema di scrittura si ripete senza tante variazioni, con i cori sempre impegnati a rendere più epici dei brani, i quali invece peccano proprio di punti coinvolgenti.
Tra una pretenziosa “We Are Kingcrown”, dove nel ritornello si domandano “We Are Metal. Are You Metal? We Are Kingcrown”, e un inizio in “Beyond The Stars” capace di richiamare “Commissar” dei Savatage, non ci troviamo davanti a un’evoluzione del gruppo francese, bensì a un consolidamento delle sonorità sempre con un occhio al passato.
Questo “Moonfall” vede un ripetersi di suoni e tematiche, con qualche spunto che rimane impresso e tanti altri passaggi che restano latenti dopo il loro passaggio nelle casse. Restando fedeli alla loro scrittura, i Kingcrown consolidano sì la produzione discografica, ma senza effettuare alcuno scatto in avanti.
