7.0
- Band: MOLOKEN
- Durata: 00:39:00
- Disponibile dal: 25/09/2026
- Etichetta:
- Discouraged Records
Dopo quasi vent’anni di attività, i Moloken possono ormai essere considerati una presenza consolidata, seppure ancora underground, nel panorama post-metal nordico. Gli svedesi non hanno mai raggiunto quella visibilità oggi giustamente riservata ai grandi nomi della scena, ma hanno costruito con pazienza un percorso dignitoso, cercando nel tempo di modificare e arricchire la propria formula senza mai perdere il legame con le coordinate di partenza. Il nuovo omonimo arriva dopo sei anni di silenzio e conferma una band che continua a muoversi all’interno di un territorio ormai ben conosciuto.
I riferimenti, del resto, rimangono abbastanza evidenti: nei passaggi più dilatati e lisergici si possono riconoscere senza alcuna fatica i Cult Of Luna, mentre certe fugaci asperità riportano ai Breach dell’ultima fase. Qua e là emergono dettagli più caratteristici, come l’uso delle voci pulite, il cui timbro in qualche occasione – vedi l’incipit di “A Night Vision Revealed (Asterion, Pt. I)” – può persino evocare curiosamente gli Amorphis, oppure alcune aperture e suggestioni prettamente nordiche, dal retrogusto quasi folk, che contribuiscono a variare il quadro. Sono però elementi che non bastano certo a sottrarre i Moloken alla grammatica del post-metal scandinavo, riconoscibile praticamente in ogni snodo del disco.
Gli sviluppi graduali, l’alternanza di pieni e vuoti, la produzione densa ma capace di assecondare le dinamiche appartengono infatti a una tradizione ben precisa, dalla quale il gruppo attinge senza particolare necessità di prendere le distanze. Il merito maggiore sta, a ben vedere, nella gestione della materia: dopo tanti anni, i Moloken hanno imparato a comporre con una certa misura, evitando, ad esempio, di affidarsi sistematicamente a strutture interminabili o a suite che rischierebbero di diluire idee magari valide ma non sufficientemente sviluppate o personali. I brani sono generalmente compatti e cercano di dire parecchio mantenendo una buona dose di movimento, sia all’interno delle singole composizioni, sia nella successione complessiva.
“Eternal Sleep” è un ottimo esempio di questo approccio: sfaccettato, movimentato, capace di alternare tensione – con tanto di qualche bordata prettamente metallica – e malinconia, senza mai scivolare nel sentimentalismo costruito. Sul versante opposto, la succitata “A Night Vision Revealed (Asterion, Pt. I)” chiude il disco con un tono più solenne, ma senza perdere vivacità, grazie anche a quella parte corale iniziale destinata a rimanere impressa.
Alla fine, dunque, i Moloken raccolgono diversi elementi della tradizione post-metal nordica e li ripropongono con una buona consapevolezza dei propri mezzi. Non siamo davanti a un disco clamoroso, né a una band che cerchi realmente di sottrarsi ai suoi riferimenti più evidenti: la forza di questo ritorno sta tutto sommato nella solidità della scrittura, la quale emerge nettamente in almeno un paio di episodi, e in una gestione intelligente delle atmosfere. I Moloken insomma non cambiano le regole del gioco, ma continuano a immergervisi con una discreta efficacia.
