DENOMINATE – In un abisso di pietra

Pubblicato il 09/04/2026 da

I Denominate nascono nel 2009 a Oulu, in Finlandia, e tra il 2009 ed il 2020 pubblicano un EP e due dischi che, per motivi differenti, passano inosservati al grande pubblico.
Superate le difficoltà iniziali, a sei anni di distanza dal loro secondo album “Isochron”, il quintetto si riaffaccia sul mercato con “Restoration”, passo avanti decisivo verso la consacrazione che li colloca di diritto nel calderone di quelle band che stanno tentando di dare un’interpretazione moderna di un genere ormai affermato come il progressive death metal.
I componenti del gruppo al completo hanno risposto alle nostre domande, per raccontarci la loro storia, parlarci di “Restoration” e dei loro progetti per l’immediato futuro.

DENOMINATE

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SUL NOSTRO SITO WEB E CONGRATULAZIONI PER IL NUOVO ALBUM.
– Grazie, siamo felici di essere qui. È fantastico pubblicare nuova musica dopo sei anni.
Siamo davvero contenti di come sono andate le cose finora con “Restoration”.

LA BAND È NATA NEL 2015, ANCHE SE IN PRECEDENZA ERAVATE ATTIVI CON UN ALTRO NOME, E “RESTORATION” È IL VOSTRO TERZO ALBUM. POTETE RACCONTARCI LA VOSTRA STORIA?
– Sì, in realtà abbiamo formato la band originariamente nel 2009 con il nome di Encrypted ed è stata praticamente la prima vera esperienza musicale per tutti noi.
Intorno al 2012 o 2013, dopo che tutti i membri ebbero completato il servizio militare obbligatorio in Finlandia, non volevamo più essere solo una band da garage e pubblicare un nostro lavoro. Quindi siamo andati in uno studio locale e abbiamo registrato il nostro primo EP, “Realms Of Confusion”, che è finalmente uscito nel 2014.
Un anno dopo siamo stati contattati da un’altra band chiamata Encrypted, che sosteneva di aver registrato il marchio e ci ha minacciato di intraprendere azioni legali. Essendo giovani e ingenui, abbiamo ceduto e abbiamo deciso di cambiare il nome della band. Il nostro cantante Ville ha suggerito Denominate. Poiché la parola significa ‘dare un nome’, ci è sembrata adatta alla situazione e alla band, quindi abbiamo deciso di usarla.
Nello stesso periodo stavamo lavorando al nostro primo album vero e proprio, “Those Who Beheld The End”, che abbiamo pubblicato l’anno successivo, nel 2016. Dopo la sua uscita, volevamo cimentarci con qualcosa di più ambizioso e abbiamo deciso che il nostro secondo disco sarebbe stato un concept album. È stato proprio per “Isochron” che il nostro chitarrista e principale compositore, Kimmo (Raappana, ndr), ha iniziato a interessarsi anche alla scrittura dei testi delle canzoni, dato che l’idea del concept album è venuta da lui.
L’album è stato registrato a Tampere, con Eemeli Bodde che si è occupato di registrazione e mixaggio: in seguito è diventato il cantante di una band chiamata Decapitated, che forse alcuni di voi conosceranno. Abbiamo anche avuto la sua partecipazione vocale in una delle canzoni dell’album, “Succession”, quindi possiamo vantarci di avere un brano con il cantante dei Decapitated.
“Isochron” è uscito a metà del 2020, purtroppo proprio nel pieno della pandemia. In parte a causa di questa sfortunata tempistica, la pubblicazione del disco non ha avuto successo: non abbiamo potuto fare concerti per promuovere l’album e la situazione ha avuto un impatto negativo su tutti noi, a livello individuale, e tutto si è praticamente fermato.
È stato proprio durante la pandemia che è stato scritto la maggior parte del materiale per “Restoration”. Alcune idee erano addirittura più vecchie di alcune canzoni di “Isochron” e sono state riprese per questo album. Quando siamo stati pronti per registrare, abbiamo deciso di occuparci interamente noi stessi del suono, sfruttando il fatto che Kimmo aveva continuato i suoi studi in materia nel corso degli anni, imparando a registrare e mixare musica, e ritenevamo che le sue competenze avessero raggiunto un livello tale da giustificare l’investimento in termini di efficienza dei costi e controllo totale sul mix.
Il lavoro di ingegneria del suono da parte nostra era già terminato intorno al 2023, quando abbiamo pubblicato un paio di brani dell’album. “Restoration” è stato masterizzato nel 2024 presso gli Unisound dal leggendario Dan Swanö, che è stato in grado di elevarlo ad un livello superiore.
L’anno successivo, abbiamo iniziato a contattare diverse etichette discografiche per collaborare alla pubblicazione del disco, approdando infine su Dusktone, e l’uscita è stata programmata per il 2026. Ora è finalmente uscito, ed eccoci qui.

SEMBRA CHE ABBIATE UNA FORMAZIONE MOLTO SOLIDA, CON GLI STESSI MEMBRI DELLA BAND FIN DAGLI INIZI. COSA VI TIENE UNITI?
– In realtà, stiamo attraversando il primo cambio di formazione nella storia della band.
Il nostro chitarrista, Eetu Pylkkänen, ha deciso di appendere il cappello al chiodo e lasciare il gruppo. Ha riflettuto a lungo prima di prendere questa decisione, e in un certo senso quanto sta accadendo si ricollega anche alla domanda su cosa ci abbia tenuti uniti.
Dato che abbiamo formato la band quando eravamo ancora tutti al liceo, nel lontano 2009, i Denominate ci hanno accompagnato attraverso tanti alti e bassi della vita, tanto che il termine band è arrivato a rappresentare molto più di un semplice gruppo di persone che, per caso, suonano insieme.
Nel corso di tutti questi anni, l’interesse di Eetu per la musica e per la vita di gruppo in generale è gradualmente diminuito, e la decisione di separarsi è stata consensuale tra lui ed i Denominate, poiché in fin dei conti la linfa vitale di una band è la passione per la musica dei suoi membri.

IN CHE MODO “RESTORATION” SI DIFFERENZIA DAI VOSTRI DISCHI PRECEDENTI?
– Riteniamo che “Restoration” sia il nostro album più maturo e completo fino ad ora. Mentre “Those Who Beheld The End” era pieno di energia giovanile e saltellava un po’ qua e là, mancando di una certa coesione, e “Isochron” era pieno di ambizione e idee grandiose ma privo della competenza per realizzarle appieno, in “Restoration” tutti i pezzi del puzzle si incastrano alla perfezione.
L’intero album risulta davvero coeso, pur essendo musicalmente molto sfaccettato. Sentiamo di essere riusciti a far emergere l’elemento del viaggio nella nostra musica, cosa che ci eravamo prefissati di fare già nel nostro album precedente. Mentre “Isochron” era un concept album con una narrazione complessiva, in “Restoration” ogni canzone è un viaggio individuale che segue un arco narrativo all’interno delle canzoni stesse.
Naturalmente, ci sono anche alcune differenze più concrete, una delle principali è l’introduzione di voci pulite. Abbiamo pensato che usare solo growl sarebbe stato un fattore limitante nell’esprimere le diverse idee ed emozioni richieste dalla nostra musica e dalle canzoni di questo album, che è anche il primo interamente registrato e mixato in modo indipendente da noi, e siamo davvero contenti del risultato a livello sonoro.

COME SCRIVETE I VOSTRI TESTI? E, NEL CASO DI “RESTORATION”, DI COSA PARLANO?
– I testi sono scritti sia da Kimmo che da Ville (Männikkö, cantante, ndr). All’inizio, tutti i testi erano scritti solo da Ville, ma man mano che Kimmo si è interessato a comporre non solo canzoni semplici, ma anche brani con una narrazione o una storia, ha iniziato a essere più coinvolto nella scrittura delle liriche.
Ci sono fondamentalmente due modi in cui nascono i testi delle nostre canzoni: nel primo caso Kimmo o Ville scrivono i testi più o meno da soli e poi li presentano alla band, nel secondo i testi sono frutto di una collaborazione tra di loro.
Non c’è un forte concetto unificante che leghi i testi delle diverse canzoni di “Restoration”, anche se la maggior parte di essi condivide argomenti similari. Il tema principale dell’album è il ciclo della vita e della morte, dell’appassimento e del rinnovamento.
Alcuni brani, come “The Loathe Process” o “Liminal”, affrontano questo tema in modo un po’ più libero, mentre canzoni come “Of Passing”, “The Cistern” e “Restoration” lo trattano in modo più diretto.
Gli ultimi due brani dell’album formano una coppia tematica: “The Cistern” rappresenta la perdita, l’oblio e il decadimento, mentre “Restoration” rappresenta il rinnovamento e, appunto, la rinascita.

“HUSK” E “THE LOATHE PROCESS” SONO STATI PUBBLICATI COME SINGOLI NEL 2023. SONO IN QUALCHE MODO DIVERSI DAGLI ALTRI BRANI DELL’ALBUM?
– Sì, come accennato in precedenza, l’album era già stato registrato e mixato a quel tempo. Abbiamo pubblicato i due brani, “Husk” e “The Loathe Process”, nel 2023 per dare il via alla promozione dell’album.
In quel periodo, come gruppo, ci stavamo ancora riprendendo dalla pandemia in termini di promozione e aspetti gestionali. Il motore commerciale della band non era ancora a pieno regime, anche se la nostra qualità musicale era alta come già da un po’ di tempo, se non addirittura migliorata. Quindi abbiamo finito per tenere il disco da parte a lungo.
I due brani, nella versione dei singoli, non erano state masterizzate, e il lavoro di Dan Swanö ha davvero dato forma a tutto, quindi si possono ritenere quelle dell’album le edizioni definitive. Sono presenti anche un paio di tracce vocali che sono state registrate nuovamente prima di inviare l’album per la masterizzazione, e infine “Husk”, nella sua prima incarnazione, non include l’introduzione completa di un minuto.

“THE CISTERN” È L’ALTRO SINGOLO PUBBLICATO PRIMA DELL’ALBUM. NELLA NOSTRA RECENSIONE ABBIAMO SOTTOLINEATO LA SUA ATMOSFERA DOOM/DEATH METAL, DIFFERENTE DAGLI ALTRI BRANI. SIETE D’ACCORDO?
– Quando abbiamo composto il brano, non avevamo in mente di scrivere un pezzo doom metal, ma concordiamo sul fatto che l’atmosfera si orienti più verso una lenta malinconia che ricorda il doom metal piuttosto che verso i riff travolgenti di un brano death metal.
In definitiva, “The Cistern” è un brano piuttosto variegato, con il suo inizio lento, le strofe cantate con voce pulita, la sezione eterea e calma con tapping e la parte centrale più aggressiva. Rappresentava un po’ un’incognita per noi quando l’abbiamo composto, dato che è il primo brano che abbiamo scritto in cui la voce pulita è al centro della scena, perlomeno in alcune sezioni.
In realtà, il primo brano che abbiamo composto con voce pulita è stato “Husk”, ma lì ha un ruolo principalmente di supporto.

IN “LIMINAL” C’È UNA CHITARRA ACUSTICA CHE SEMBRA AVERE UN’INFLUENZA FLAMENCO. COME È NATA QUESTA IDEA?
– Molti hanno notato che in “Liminal” c’è una parte che ricorda il flamenco!
Quando Kimmo ha composto la parte acustica, in realtà non aveva in mente specificamente il flamenco. Quando ha presentato la canzone al resto della band, il nostro batterista Joni (Määttä, ndr) ha subito avuto l’idea di suonare un ritmo shuffle, e la parte si è trasformata nella versione definitiva che è finita sull’album.
Di solito, quando componiamo canzoni, non affrontiamo il processo di scrittura con l’obiettivo di fondere stili o generi specifici, ma c’è semplicemente una certa atmosfera che vogliamo trasmettere e, nel caso di “Liminal”, quell’atmosfera è risultata essere vicina al flamenco.

“RESTORATION” È STATO PUBBLICATO PER DUSKSTONE, UN’ETICHETTA ITALIANA. COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LORO?
– In pratica, abbiamo fatto delle ricerche sulle etichette che si occupano del nostro genere musicale, abbiamo stilato una lista di quelle più rilevanti e le abbiamo contattate con la nostra musica già mixata, masterizzata e pronta per la pubblicazione.
Alla fine di questa ricerca, un paio di etichette ci hanno risposto con una proposta di collaborazione e Dusktone ci è sembrata la più adatta. Ci siamo scambiati diverse email per discutere alcuni dettagli relativi all’album e poi abbiamo firmato con loro.

MOLTI ASCOLTATORI DI DEATH METAL TENDONO AD ESSERE PIUTTOSTO CONSERVATIVI NEI LORO GUSTI MUSICALI. IN CHE MODO CERCATE DI BILANCIARE LA VOSTRA VOGLIA DI ORIGINALITA’ CON LA SODDISFAZIONE DI CHI VI ASCOLTA?
– Crediamo che, rimanendo fedeli a noi stessi, i fan ci seguiranno.
È vero che questo album si discosta, in alcuni punti, dallo stile death metal tradizionale, ma crediamo di aver integrato tutti questi elementi nella nostra musica in un modo che ci permette comunque di essere definiti una band death metal.
Inoltre, da molto tempo ci consideriamo agnostici nel nostro approccio alla musica. Forse agli inizi eravamo più conservatori nei nostri gusti, ma oggi apprezziamo sicuramente tutti i generi, sia come ascoltatori che come musicisti. In definitiva, creiamo la musica che meglio si adatta alla nostra visione e, se poi non piace a qualcuno, non ci importa.

LA MUSICA CHE COMPONETE È COMPLESSA E RICHIEDE UN’ALTO LIVELLO DI PREPARAZIONE. COME AVETE DECISO DI DIVENTARE MUSICISTI? COME AVETE IMPARATO A SUONARE?
– Tutti i membri della band hanno iniziato a suonare e si sono interessati alla musica fin da adolescenti. Alcuni di noi hanno iniziato ancora prima, come il nostro batterista Joni, che batteva pentole e padelle fin da bambino. Nessuno di noi ha mai preso una decisione precisa, dicendo: “Ora diventerò un musicista“. Semplicemente, ci siamo appassionati a suonare strumenti e, a un certo punto, la vita ci ha riuniti in una band.
Un elemento che accomuna tutti i membri del gruppo è che nessuno di noi ha una formazione musicale: siamo tutti autodidatti. Certo, alcuni di noi hanno preso qualche lezione di chitarra o batteria qua e là, ma nessuno di noi ha frequentato una vera scuola di musica.
Una curiosità sui membri della band è che il nostro cantante Ville inizialmente suonava la chitarra, ma è passato rapidamente al canto, dato che era l’unico a saper utilizzare il growl.

CI SONO BAND CHE CONSIDERATE UN’INFLUENZA PER LA VOSTRA MUSICA? QUALI SONO INVECE LE BAND CHE VI HANNO ISPIRATO A SUONARE? E QUALI BAND ASCOLTATE ORA?
– Molte delle formazioni che ci hanno ispirato in origine sono i soliti nomi noti.
Prima che i membri dei Denominate scoprissero il death metal, sono state le band metal classiche come Iron Maiden, Metallica e Megadeth a ispirare la maggior parte di noi a iniziare a suonare. Poi, quando il death metal è entrato nelle nostre vite, i grandi gruppi del genere hanno iniziato ad influenzarci, tra questi Death, Carcass e Suffocation, oltre a rappresentanti più progressivi o eclettici di quello stile, come Opeth, Obscura, Demilich e Gorguts.
Per quanto riguarda le band che consideriamo influenze dirette sulla nostra musica, si potrebbero citare artisti come Death, Opeth, Gojira, Dream Theater e Devin Townsend: in pratica, death metal mescolato al prog.
Oggi, i generi e gli stili musicali amati da ciascuno di noi sono piuttosto vari.
A un certo punto, il nostro chitarrista Kimmo si è concesso una lunga abbuffata di post-rock e post-metal, insieme a gruppi progressive metal come Devin Townsend e Dream Theater. Ora è tornato al death metal old-school con band come Tomb Mold e Blood Incantation.
Il nostro cantante Ville è sempre stato appassionato di black metal e ultimamente si dedica al dungeon synth, ma il suo vero scheletro nell’armadio è sempre stato il power metal progressivo un po’ kitsch. Alcune band che apprezza sono Dark Tranquillity, Dissection, Nevermore, Symphony X e Blind Guardian.
Oltre al metal, il nostro batterista Joni ascolta parecchia musica elettronica e rock. In ambito metal, apprezza gruppi prog come Mastodon e Dream Theater, così come il death metal e il black metal old-school di band quali Dark Funeral e Mgła.
Per il nostro bassista Tuomas, ora che è inverno e fa freddo e buio, il black metal è in una rotazione più frequente, con band come i Belphegor. Tra i suoi classici di sempre figurano anche Orbit Culture, Gojira e Leprous.

PROMUOVERETE IL VOSTRO NUOVO ALBUM CON QUALCHE CONCERTO O CON UN TOUR?
– Al momento stiamo organizzando dei concerti di supporto all’album, con un evento già programmato che annunceremo più avanti.
Oltre ai singoli concerti, stiamo pianificando qualcosa di più grande per la fine dell’anno e presto vi daremo maggiori dettagli!
Per ora, in questo inizio d’anno, ci stiamo concentrando sulla promozione dell’album attraverso altri mezzi, come video playthrough e approfondimenti sui testi, quindi rimanete sintonizzati per questi e altri entusiasmanti annunci!

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.