7.0
- Band: PRELUDIO ANCESTRAL
- Durata: 00:52:36
- Disponibile dal: 14/04/2026
- Etichetta:
- Fighter Records
Quello dei Preludio Ancestral è un moniker utilizzato dal chitarrista argentino Leo Gatti: nel corso degli anni, si è manifestato in diverse incarnazioni, tra innumerevoli cambi di line-up, formazioni più aperte con numerose collaborazioni o semplicemente come un progetto solista (o quasi) da parte del musicista sudamericano. Quest’ultimo sostanzialmente è proprio il caso di questo nuovo album, intitolato “Guardians Of The Twilight”, sesto full-length della loro discografia, dove Gatti suona praticamente tutti gli strumenti, ad eccezione di alcune parti di chitarra, affidate a Juan Pablo Kilberg e della batteria, curata da Martin de Pas, mentre per le parti vocali soliste vengono coinvolti un paio di cantanti.
Lo stile è fondamentalmente incentrato su un classico power di matrice neoclassica, con influenze che spaziano in modo particolare tra gruppi come Helloween, Kamelot o Stratovarius: ritroviamo, dunque, in queste dodici tracce, voci alte e acuti inarrivabili, ritmi veloci, ritornelli melodici e assoli in abbondanza, con tematiche focalizzate principalmente su un fantasy tutto draghi e spadoni.
Insomma, nulla di innovativo o di imprevedibile, ma tutto sommato va riconosciuto come Gatti riesca con questi ingredienti a creare dei brani alquanto coinvolgenti, che funzionano abbastanza bene.
Qualche momento, come ad esempio “The Sorceress Of My Heart”, tradisce peraltro anche qualche reminiscenza hard rock, genere a cui il chitarrista argentino nel corso della sua carriera ogni tanto è andato ad accostarsi, senza mai abbandonarlo del tutto.
In generale, però, è appunto il power metal ad essere protagonista della tracklist, partendo da un buon brano di apertura come “Blades Of The Burning Sky”, passando per la trascinante “Riders Of The Crimson Storm”, la cangiante “The Shadow Throne”, l’anthemica “Rise Of The Golden Flame”, i bei riff di “Vengeance Of The Dragonheart”, l’helloweeniana “The Last Stand Of Light” o le vette di “Forged In The Skyfire”.
“Guardians Of The Twilight” è dunque il classico disco che magari non ha alcuna pretesa di originalità, ma che al contrario s’inserisce dichiaratamente nel solco di un determinato genere, proponendo in tal senso delle buone canzoni, ben interpretate e abbastanza piacevoli.
