DANTALION – Dantalion

Pubblicato il 21/10/2026 da
voto
7.0
  • Band: DANTALION
  • Durata: 00:39:41
  • Disponibile dal: 01/11/2026
  • Etichetta:
  • Base Record Production
Streaming non ancora disponibile.

Esattamente a due decenni dal loro debutto, i galiziani Dantalion giungono al traguardo del decimo album e lo fanno con un nuovo lavoro intitolato semplicemente (e probabilmente non a caso) “Dantalion”.
Abbandonata la Non Serviam Records, gli spagnoli trovano nuova casa nella conterranea Base Record Production, etichetta specializzata per lo più in generi come grindcore e death metal, ma che non disdegna di inserire qualche uscita black metal nel suo catalogo.

Il duo formato da Naemoth e Netzja può vantare una stabilità e una prolificità non comuni (un album ogni due anni è una media decisamente alta), che si traducono in una costanza qualitativa che, pur non raggiungendo mai picchi memorabili, raramente ha visto veri e propri passi falsi. In tal senso “Dantalion” non fa eccezione, pur mantenendosi un filo sotto il precedente “Fatum”, rispetto al quale ci sembra che, soprattutto a livello di produzione, si sia fatto un leggero passo indietro.
Intendiamoci, ci troviamo di fronte a un disco sempre ben prodotto, ma con un’immagine sonora meno ampia e un suono di batteria fin troppo triggerato. Le parti più veloci e violente perdono di conseguenza un po’ di impatto e, essendo queste sensibilmente aumentate rispetto al passato, il risultato viene in parte penalizzato.
La musica rimane sui binari classici di un black metal dalla grande componente melodica che, come già accennato, sacrifica in parte i momenti doom alla primi Katatonia in favore di brani generalmente più veloci e tirati, nei quali spicca il gusto melodico degli spagnoli. “Whispers From The Inner Abyss” è un perfetto esempio di come le due facce dei Dantalion riescano a funzionare insieme, il tutto impreziosito da uno stile vocale teatrale e disperato, che non si limita al classico screaming black.

Interessante come, in brani come “Where The Hidden Demons Rise”, la band sembri voler aumentare sensibilmente il tasso tecnico, con partiture ritmiche più complesse e chitarre che prediligono costruzioni di arpeggi piuttosto che il classico riffing black. Ritroviamo invece quest’ultimo prepotentemente nella traccia di apertura “Born Of My Own Damnation”, di sicuro impatto ma un po’ troppo stereotipata nel suo alternare intensità e calma apparente, o nella cavalcata “The Temple Of Internal Ruin”, vicina ai Naglfar di metà carriera e con una seconda metà più lenta ed elegante.
L’impressione che nasce dai brani di “Dantalion” è una voglia di rendere la propria musica più diretta e viscerale, come se le idee di base fossero state scritte di getto e in maniera istintiva, con un processo di arrangiamento più focalizzato sulla componente melodica che non su quella puramente strutturale.
Ciò che ne scaturisce è un lavoro meno stratificato rispetto al passato, con un guadagno netto in termini di immediatezza, ma a discapito di quei momenti più lenti e toccanti che tanto avevamo apprezzato in “Fatum”. Questi momenti ritornano a fasi alterne ma, quando lo fanno, come nella conclusiva “The Inner Void”, innalzano parecchio il livello emotivo.

In sostanza, un album sicuramente buono e in linea con quello a cui ci hanno abituato i Dantalion, che sembra configurarsi come un lavoro di passaggio, con alcune caratteristiche inedite e interessanti, anche se appena accennate (quanto sentito in “Where The Hidden Demons Rise” sarebbe da approfondire, ad esempio), e un approccio più diretto, sicuramente efficace ma che necessita di un’ulteriore rifinitura per non rischiare di cadere nel già sentito.
Per il resto, i soliti e bravi Dantalion.

TRACKLIST

  1. Born Of My Own Damnation
  2. Ascend Through Ruin
  3. Whispers From The Inner Abyss
  4. Where The Hidden Demons Rise
  5. The Temple Of Internal Ruin
  6. The Fire Beneath My Skin
  7. The Inner Void
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