HEXORCIST – Crucificial Imprecations

Pubblicato il 28/07/2026 da
voto
8.0
  • Band: HEXORCIST
  • Durata: 00:30:21
  • Disponibile dal: 31/07/2026
  • Etichetta:
  • Invictus Productions
Streaming non ancora disponibile.

Balzellon balzelloni, il cavallo morente degli Hexorcist è tornato al centro dei cieli più infausti e nefasti. Era il 2021 quando la band americana aveva esordito sulla lunga distanza con “Evil Reaping Death”, uscito per la Memento Mori, risultando una della pubblicazioni death/thrash più convincenti di quell’anno.
Tanto Morbid Angel, parecchio Possessed, decisamente Sarcofago: il lavoro del combo floridiano aveva reso omaggio alle forme più rudi e primigenie del metal estremo, mescolando a dovere violenza tecnica e furiosa follia, garantendo nello stesso tempo una stabile e quadrata direzione d’intenti oltre ad una, seppur paradossale, facilità di ascolto. Fondamenti per nulla scontati visto il genere ma che, di fatto, avevano determinato l’esito più che positivo del disco.

Giustamente tenuti sott’occhio, l’attesa di una nuova release era quindi più che lecita. Due split, un demo dopo, ecco che gli Hexorcist hanno ripreso in mano i propri strumenti per scatenare l’ennesimo inferno sonoro. In che modo? Percorrendo una doppia strada.
In primis, a testimonianza del nuovo contratto con la Invictus Productions, ripubblicando “Evil Reaping Death”, con l’aggiunta di tre pezzi provenienti dal primissimo demo “Bestiarium Vocabuluma” del 2020. In secondo luogo, dando vita al qui presente “Crucificial Imprecations”, un nuovo capitolo che rispecchia in pieno la formula di base, portando con sé anche una novità in sede di line-up: a sostituire dietro il microfono l’enigmatico Hexorcist I, ecco Gene Palubicki, veterano della scena death statunitense, leader e fondatore dei Perdition Temple ed ex chitarrista degli Angelcorpse i quali, proprio in questo secondo tassello portato a termine dalla band di Miami, verranno ripresi in diversi frangenti.

Come suona quindi “Crucifial Imprecations”? Brutale, malvagio, malefico; come il suo precedente, prende avvio con una oscura litania, creando il giusto tasso di terrore, prima che la stessa venga subissata di colpi, a sottolineare l’entrata in scena di Palubicki e compagni. E se in “Evil Reaping Death” era stata la versione armonizzata del “Dies Irae” ad aprire i portoni degli inferi, questa volta sono le note del brano space-age jazz “Frozen Neptune” del compositore e arrangiatore americano Russell Garcia a dare il famoso ‘la’ per innescare l’indiavolata title-track, il cui violentissimo incedere ritmico accelera i battiti cardiaci, riportandoci per forza di cose al 1985 quando Jeff Becerra e i suoi Possessed spararono sulla folla il seminale “Seven Churches”.
Il rintocco della campana è un semplice palliativo, prima di altre sette detonazioni per le quali il comandamento è uno ed uno soltanto: ferire l’ascoltatore, con tutte le armi a disposizione. Ecco perchè anche la produzione si ritaglia un importante ruolo in questo senso: i suoni ruvidi ma autentici rendono il tutto più chiaro e quindi distruttivo, ed anche i due minuti e venti di “Deconsecration” si riversano sul nostro cranio come una cascata di spinosi riff che si incastrano perfettamente nelle nostre tempie, senza che alcun graffio venga scalfito a vuoto.
Il lacerante proto-growl di Palubicki è il perfetto filo trainante della seconda prova di questi autentici emissari del male i quali, con “Unconsecrated Offerings” aumentano ulteriormente i giri, rievocando gli antichi fasti di Morbid Angel e degli stessi Angelcorpse. “The power of darkness is more than a superstition. It’s a living force!” sono le parole recitate al termine del pezzo, ed introducono un’altra sassata in pieno volto, “Adverse Sacraments” si specchia nelle putride pozzanghere del thrash più crudo, con sprezzanti incisioni dei primissimi Slayer, accoppiandosi con luciferina parsimonia con la successiva ed omonima “Hexorcist”, quasi a voler certificare la rabbia primordiale sviscerata dalla band americana.

Le percosse non sono ancora terminate ed uno stacco d’organo ci accompagna nei meandri di “Defacing Deities”, anch’essa marcatamente Possessed, aggressiva e rognosa, bollata da una parte centrale chirurgica e passionale.
Lo sfrigolio desolante di “Exordium Of Profanation”, infine, si erge come l’ultimo brutale tassello, così che l’assalto abbia il suo definitivo compimento; brano essenziale e letale, il migliore del disco, fedelmente in asse con l’iniziale title-track, chiude un cerchio diabolico che, proprio per la sua forza nera, vi costringerà a riaprirlo nell’immediato, riprendendo l’ascolto dalla prima imprecazione.

TRACKLIST

  1. Crucificial Imprecations
  2. Deconsecration
  3. Emissary of Evil
  4. Unconsecrated Offerings
  5. Adverse Sacraments
  6. Hexorcist
  7. Defacing Deities
  8. Exordium of Profanation
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