TO THE GRAVE – Liberation Front

Pubblicato il 09/10/2026 da
voto
7.0
  • Band: TO THE GRAVE
  • Durata: 00:39:01
  • Disponibile dal: 02/10/2026
  • Etichetta:
  • BLK II BLK

La mattanza sonora dei To The Grave continua senza soluzione di continuità: la band australiana pubblica a cadenza annuale da quel “Director’s Cut” che li ha messi sulla mappa nel 2023 con la loro versione intransigente e militante di deathcore ‘puro’, ovvero scevro da quelle influenze elettroniche, sinfoniche e nu metal che imperversano in una scena molto fiorente negli ultimi anni.
Questo “Liberation Front” è stato annunciato a giugno 2026 con il singolo “Eyestalk Ablations”, che ha svelato anche la firma per BLK II BLK Records, sussidiaria di Frontiers che si sta allargando velocemente sotto la guida del veterano dell’industria Mike Gitter, firmando con nomi come Megadeth, Biohazard, Hatebreed, Creeping Death e Snot. Far coppia con un’etichetta rampante può essere una mossa determinante per una band lanciata come i TTG, ma allo stesso tempo la saturazione del canale deathcore è una contingenza difficile da gestire.

Dopo ulteriori quattro estratti, arrivati a mo’ di calendario dell’avvento, era già chiaro come questo sesto lavoro in studio non avrebbe introdotto chissà quali novità sotto il punto di vista stilistico: infatti, siamo a metà le costruzioni strutturate e complesse di “Director’s Cut” e la rabbia primordiale di “Everyone’s A Murderer” (2024), disco che per molti sacrificava un po’ troppo la tecnica a favore di una scrittura più diretta. “Nail Mary”, “Life Among The Septics” e “Terrorfire” sono brani veloci ed opprimenti con cui la band corregge il tiro; nella stessa categoria si può aggiungere il singolo “Eyestalk Ablations”, uno dei migliori assist agli amanti delle soluzioni più complesse e vicine al death metal.
“Meat The Humans”, “Torture Porn” e “Calf Slicer” sono invece buoni esempi di quel deathcore vecchia scuola che i TTG vogliono rappresentare, tra rallentamenti beatdown e breakdown sanguinolenti. Il cantante Dave Evans brilla in “Limb From Lamb”, ma ci piacerebbe ascoltare la sua versatilità più spesso durante la tracklist: nonostante la sua prova sia potente ed asfissiante, ascoltando il disco per intero risulta un po’ troppo monodimensionale, sembra quasi più concentrato a creare testi militanti – su veganismo, crudeltà verso gli animali, ecologia, misantropia – che a rendere i brani più distinguibili e memorizzabili.

Come spesso accade (facevamo lo stesso discorso per il recente disco dei Crown Magnetar) la monotonia strutturale è il limite più grande di questo tipo di deathcore più ‘puro’; inoltre, in questo caso, la reiterazione ossessiva e didascalica delle solite tematiche, pur affrontata con una certa fantasia, rischia di sterilizzare il messaggio dopo infinite ripetizioni.
La fortuna dei To The Grave è quella di saper comunque scrivere brani violenti e corposi, mantenendo un’intensità rara con una competenza tecnica superiore alla norma. Per queste caratteristiche ci viene da pronosticare che “Liberation Front” non cambierà di una virgola la loro posizione nelle seconde linee del movimento, consolidando la fanbase e soddisfando chi cercava le sfumature più tecniche presenti nei primi dischi del gruppo.
Nel loro caso la saturazione della scena viene affrontata di spinta, con uscite costanti e una solida consistenza di base. Le attenzioni della nuova etichetta faranno il resto.

TRACKLIST

  1. Meat the Humans
  2. Nail Mary
  3. Torture Porn
  4. Eyestalk Ablations
  5. Life Among the Septics
  6. Calf Slicer
  7. Limb From Lamb
  8. You Know the Drill
  9. Terrorfire
  10. The World is a Slaughterhouse
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