7.0
- Band: ABYSSAL RIFT
- Durata: 00:36:12
- Disponibile dal: 14/08/2026
- Etichetta:
- Transcending Obscurity
Avevamo avuto modo di descrivere la musica degli Abyssal Rift in occasione del loro album di debutto “Extirpation Dirge” uscito qualche anno fa, un concentrato piuttosto cangiante di inflessioni e generi musicali negativi che avevano ben impressionato e lasciato buone speranze per il futuro.
Oggi, guidato sempre dalle mani ben salde della mente principale Matt Auxier, il progetto cambia pelle e formazione, abbandonando la formula del duo e diventando a tutti gli effetti un power trio dove bassista e batterista aiutano la voce principale e la chitarra di Auxier con le loro backing vocals.
Anche stilisticamente, sembra che il gruppo abbia polarizzato i suoi interessi verso il versante metal della loro proposta, lasciando che death e doom metal interagiscano equamente nel dare una forma compiuta al prodotto, e lasciando decisamente meno respiro alla componente rumoristica che occupava invece uno spazio tutt’altro che secondario nel primo album realizzato.
Fortunatamente però, più che ad un processo di sottrazione si assiste in “Relics Of Great Ash” ad uno di sostituzione, accompagnando le solide scorribande death metal dei brani con degli inserti più sperimentali che destano interesse e tratteggiano l’operato del trio in maniera più particolare: ne è chiara testimonianza il finale di “Consummate Design”, che dopo un rigido assalto death metal e degli squassanti arpeggi al limite col black metal, evolve verso una conclusione misteriosa dove chitarre pulite e suoni simili ad un flauto descrivono terrori impalpabili piuttosto desueti per il genere.
Certamente più canonico invece, è l’approccio con cui viene sviluppata la title-track, un brano death/doom che potremmo definire da manuale, grazie alla sua asfissiante flemma iniziale e alle sue frustate più veloci presentate nel finale, interrotte da qualche iniezione noise promettente, ma purtroppo solamente accennata. Anche “The Enlightenment” rientra in una descrizione simile, dove alcune spruzzate dissonanti dal gusto perverso a là Portal non scalfiscono più di tanto una struttura generale senza dubbio molto codificata e fissa.
È giusto, naturalmente, rendere il giusto merito alla capacità di scrittura degli Abyssal Rift, che all’altezza di brani come “The Death Of God” e “Surrealistic Visions” sfoderano un riffing avvolgente ed una brutalità accecante di prim’ordine, segno di una bruciante creatività affatto patinata, ma è tutto il disco nella sua interezza a celare un sentimento di opportunità mancata nel raggiungere un più profondo e terrificante livello di potenza ed orrore.
Vi consigliamo, a tal proposito, di prendere in considerazione l’ottima chiusura affidata a “Sphere Of Perpetuity”, la quale pur sfidando da vicino l’operato di una realtà come gli Spectral Voice in quanto a magniloquenza ed immaginazione, lascia continuamente trasparire tra i suoi spazi e nei suoi silenzi un inquietante substrato horror noise che, se debitamente approfondito, avrebbe reso un lavoro come “Relics Of Great Ash” qualcosa di più, di un ‘semplice’ disco death/doom di ottima fattura.
Trasponendo cinematograficamente questo album, sembra che Auxier e soci abbiano preferito solamente far intravedere la mostruosa creatura protagonista della pellicola, preferendo il mistero ad una reale rivelazione di terrore, finendo per montare un climax sontuoso ed angosciante, che non trova però la sua definitiva epifania in una manifestazione concreta della vera portata aberrante di cui “Relics Of Great Ash” sarebbe davvero capace.
