QUICKSAND – Bring On The Psychics

Pubblicato il 14/07/2026 da
voto
7.5
  • Band: QUICKSAND
  • Durata: 00:29:38
  • Disponibile dal: 17/07/2026
  • Etichetta:
  • Equal Vision
  • Rude Records
Streaming non ancora disponibile.

Quinto album in studio per i Quicksand, band fondata nel lontano 1990 da Walter Schreifels, ex cantante dei Gorilla Biscuits, per dare sfogo alle sue pulsioni più sperimentali, pur avendo in mente ben chiari i precetti dell’hardcore newyorkese.
Il gruppo, nelle cui fila milita anche l’ex bassista dei Deftones Sergio Vega, fu influenzato nelle fasi iniziali dalla svolta post-hardcore dei Fugazi e, anche se l’esperienza ebbe vita breve con soli due album in cinque anni di attività, è considerato uno dei pilastri del genere, con emuli quali gli At The Drive-In a rinfrescarne le gesta.
Nel 2012 l’inattesa reunion introduce una seconda parte di carriera consistente, con altri due dischi di spessore quali “Interiors” e “Distant Populations”: proprio quest’ultimo, pubblicato nel 2021, appariva come un episodio particolare nella storia dei Quicksand, per l’urgenza dei temi trattati e per l’evidente tentativo di arricchire una proposta non più innovativa quanto poteva essere a metà anni Novanta.

“Bring On The Psychics” arriva a cinque anni di distanza da un disco che ha ottenuto ottimi riscontri e per questo motivo le aspettative sono alte.
Il titolo scelto per l’opera, tratto da uno scritto di Carl Sagan – astronomo ed autore di fantascienza americano – suona come un invito provocatorio a prevedere ciò che accadrà e introduce testi, come sempre scarni quanto profondi e curati, che ruotano attorno all’esplorazione del mondo in cui viviamo; in controtendenza rispetto alle tematiche sociali tipiche del genere, le liriche partono dall’individuo e più che invettive quelle lanciate da Schreifels questa volta suonano come esortazioni.
In questi dieci nuovi brani, quasi tutti tra i due e i tre minuti di durata, i tre americani sembrano aver riscoperto l’energia di “Slip” e “Manic Compression”, senza però rinunciare a quella vena trasversale che li vede riversare nel tessuto post-hardcore sonorità emo, post-punk, noise o semplicemente alternative rock.
È probabilmente fuori tempo massimo definire ancora oggi ‘sperimentali’ questo tipo di commistioni, ma ciò non toglie nulla al valore di pezzi che materializzano l’inquietudine in modo vivido e profondo, alternando urla, chitarre spigolose e ritmiche irregolari con linee melodiche delicate ed eteree.
La musica dei Quicksand vive di questi contrasti e li utilizza per lanciare messaggi pungenti attraverso brani che vanno al nocciolo della questione nello spazio di pochi secondi. Eppure, ciascuno di questi ha una propria anima: “Supercollider” si distingue per l’asprezza dei suoi riff, i due singoli “Get It” e “Regenerate” fanno dell’immediatezza il loro punto di forza, “Moving Forward” avrebbe potuto spopolare se trasmessa da qualche radio indie degli anni ’90.
L’unico pezzo fuori dagli schemi, per durata e contenuto, è “Days You Run To”, una semi-ballata dal sapore pop che, con i suoi cinque minuti abbondanti, risulta essere l’episodio più prolisso del disco.

I Quicksand erano maestri del post-hardcore già più di trent’anni fa e probabilmente gruppi quali Cave In, Orange 9mm, Turnstile, i già citati At The Drive-in e gli stessi Deftones senza il loro lavoro non sarebbero mai esistiti.
La ritrovata vena di questi ultimi anni non è finalizzata ad inventare nulla di nuovo, bensì a dare nuova linfa ad uno stile già consolidato: “Bring On The Physics” è mezzo gradino sotto il suo predecessore per intensità e motivazioni, ma è un disco senza punti deboli, che unisce con freschezza l’impeto degli esordi, un innato senso della melodia e una ricerca musicale che ancora oggi non si deve dare per scontata.

TRACKLIST

  1. Get To It
  2. Regenerate
  3. Agency
  4. Crystallize
  5. Supercollider
  6. In Full Color
  7. Days You Run To
  8. Cool Guy
  9. Moving Forward
  10. Bring On The Phychics
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