7.0
- Band: DREADNOUGHT
- Durata: 00:39:56
- Disponibile dal: 11/09/2026
- Etichetta:
- Vesperian
Dopo l’ottimo “The Endless”, pubblicato nel 2022, la formazione dei Dreadnought, stabile fin dalla loro fondazione avvenuta nel 2012, ha subito alcuni cambiamenti, con la defezione della cantante/tastierista Lauren Vieira ed il contestuale ingresso di Ryan Sims come seconda chitarra e voce.
Il gruppo proveniente da Denver, pur non avendo fino ad ora centrato un successo commerciale che gli permettesse di uscire da una ristretta cerchia di appassionati, ha pubblicato cinque dischi che, partendo da una base post-metal, si muovono in diverse direzioni, ricchi di spunti e di idee e sempre in continua evoluzione.
La sesta uscita, “Wars Of Spirit // Wards Of Light”, come ulteriori novità vede la presenza di Julius Mauranen, noto per il suo lavoro con gli Oranssi Pazuzu, in qualità di produttore, e un suono una volta ancora rinnovato grazie all’inserimento massiccio di sintetizzatori che vanno ad arricchire una miscela già sostanziosa.
Il groviglio musicale è sempre piuttosto articolato e comprende post-metal, doom con decise venature gothic, black metal con un taglio avant-garde e strutture progressive, eppure i pezzi del nuovo disco all’orecchio suonano più lineari rispetto al recente passato, come se fosse stata compiuta un’opera di semplificazione in fase di scrittura e anche la sostituzione di quelle parti folk, che caratterizzavano il disco precedente, con elementi elettronici va in direzione di un suono più convenzionale e prevedibile.
Il centro di gravità rimane la voce di Kelly Schilling con la sua incredibile estensione, duttile e capace di passare con naturalezza da tonalità delicate e suadenti ad uno screaming feroce e, se la dipartita della sua storica compagna ha lasciato il comparto vocale con qualche soluzione in meno, questa mancanza viene compensata dal growl di Sims.
Il risultato è un disco che alterna brani impeccabili anche se familiari all’ascolto, quali “Tiamat’s Gate” e “The Twilight Protectorate”, ad altri spiazzanti come “Serpents Of The Moon”, che si muove tra passaggi jazzistici e momenti più pesanti rimandando ai The Gathering più raffinati, o “Aeonwar”, un assalto cibernetico con intermezzi trip hop.
“Wars Of Spirit // Wards Of Light” è un album riuscito e con alcuni episodi dal valore notevole, anche se il carattere peculiare di “The Endless” viene a mancare: l’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un disco di assestamento, con la nuova formazione ancora impegnata ad entrare a pieno regime e che, probabilmente, troverà l’auspicato affiatamento con la prossima uscita.
