TAILGUNNER – Heavy tradizionale, senza limiti

Pubblicato il 31/05/2026 da

Non c’è futuro per l’heavy metal classico? Non si direbbe visto il numero di produzioni che hanno invaso il mercato discografico negli ultimi tempi; e se è vero che molte di queste non hanno poi molto da dire, esistono anche molte realtà degne di nota.
Tra queste ultime, è certamente giusto annoverare i giovani inglesi Tailgunner, che avevano già attirato le attenzioni degli appassionati con un debutto infuocato rilasciato nel 2022,“Guns For Hire”, per tornare nei mesi scorsi con un disco nuovo di zecca ed altrettanto impulsivo ed energico come “Midnight Blitz”.

Il loro è un classic metal che scorre rapido, deciso, e va diretto al sodo senza troppi fronzoli: insomma, uno dei lavori più infuocati che abbiamo potuto ascoltare, nel genere, durante questi primi mesi del 2026.
Un disco ed una band che meritano certamente un approfondimento; per questo motivo li abbiamo intercettati per farci raccontare qualcosa in più su quello che gira attorno ai Tailgunner, gruppo che sembra avere l’intenzione di prendersi il ruolo di protagonista della scena negli anni a venire.

CIAO RAGAZZI, “MIDNIGHT BLITZ” HA FINALMENTE VISTO LA LUCE A DISTANZA DI TRE ANNI DAL VOSTRO DEBUTTO. COME E’ STATA LA REAZIONE DEI FAN E DEL PUBBLICO METAL IN GENERALE?
La reazione ci ha lasciati senza parole! Le posizioni in classifica sono fantastiche, ma ancora più importante è la reazione dei fan e quanti nuovi ascoltatori siamo riusciti a conquistare. Con questo album ci siamo impegnati seriamente per sfondare le porte del mondo del metal mainstream e stiamo vedendo che i risultati stanno arrivando.

IN EFFETTI GIA’ “GUNS FOR HIRE” AVEVA ATTIRATO LE ATTENZIONI DEGLI APPASSIONATI DEL METAL CLASSICO. RICORDO UNA VOSTRA ESIBIZIONE INFUOCATA AL KEEP IT TRUE RISING, VERO TEST PER QUANTO RIGUARDA QUESTE SONORITA’. VI ASPETTAVATE COSì TANTE ATTENZIONI FIN DALL’INIZIO?
– Non ce lo aspettavamo, ma allo stesso tempo non è stato sorprendente. La gente ha così tanta fame di questo genere musicale, soprattutto da dove veniamo noi, in Gran Bretagna.
Siamo cresciuti aspettando che una band come la nostra arrivasse per la nostra generazione, e non è mai arrivata finché non ne abbiamo formata una noi stessi! KK (Downing, storico chitarrista dei Judas Priest, ora nei KK’s Priest, e produttore dei primi due album dei Tailgunner, ndr) ha detto che aspettava una band come noi dai tempi dei primi Def Leppard, e questo dice tutto! Il Keep it True Rising è stato il nostro primo festival internazionale, non vediamo l’ora di suonare nella loro edizione estiva, Legions, quest’estate. La line-up è pazzesca!

SECONDO VOI QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFERENZE TRA I VOSTRI DUE ALBUM? PERSONALMENTE CREDO CHE LA PRODUZIONE ABBIA FATTO UN BEL PASSO IN AVANTI CON QUESTA SECONDA RELEASE.
– Grazie, certamente sì. Beh, l’album di debutto è stato scritto mentre la band era ancora in fase di formazione e registrato più di un anno prima della nostra prima esibizione dal vivo. Questa volta, invece, eravamo già in tour con oltre cento concerti all’attivo e avevamo condiviso il palco con nomi leggendari, quindi tutto ciò che abbiamo imparato si può ritrovare nel nuovo album.

LA NAPALM RECORDS E’ TRA LE ETICHETTE PIU’ IMPORTANTI IN AMBITO METAL E ULTIMAMENTE STA PUNTANDO MOLTO ANCHE SULLE SONORITA’ CLASSICHE. COME E’ NATA LA COLLABORAZIONE TRA VOI?
– Abbiamo debuttato praticamente senza soldi e ha avuto successo. Siamo andati dall’etichetta con cui eravamo all’epoca chiedendo un budget adeguato per il disco successivo, ma loro hanno obiettato che avevamo fatto un ottimo album senza spendere un soldo la volta scorsa, quindi potevamo farlo di nuovo.
Ma vaffanculo! La Napalm è la casa perfetta per noi, abbiamo sempre avuto un approccio fortemente DIY (‘do it yourself’, ‘fai da te’, ndr) e questo vale anche per le etichette discografiche, quindi essere sotto contratto con la più grande etichetta metal indipendente del mondo ci fa sentire a casa.

LA SENSAZIONE E’ CHE ABBIATE PUNTATO MOLTO SULLA PROMOZIONE DI QUESTO DISCO. MOLTI SINGOLI USCITI NEI MESI PRECEDENTI LA PUBBLICAZIONE, TANTA PUBBLICITA’ NEI SOCIAL E ORA TANTISSIME DATE LIVE DURANTE QUESTO 2026! QUANTO HA INFLUITO AVERE ALLE SPALLE QUESTA ETICHETTA?
– Abbiamo lavorato a stretto contatto con Napalm e, ovviamente, hanno ottime idee e dedicano molto tempo alla promozione delle loro band, il che è fantastico da vedere. Non si tratta di un’operazione improvvisata, c’è una reale intenzione di avere successo ed è esattamente lo stesso atteggiamento che abbiamo noi.

A PROPOSITO, DA POCO AVETE CONCLUSO IL TOUR A SUPPORTO DEGLI HAMMERFALL, SUONANDO ANCHE DA NOI A MILANO. COSA POTETE RACCONTARCI DI QUESTA ESPERIENZA IN GENERALE, E COME E’ ANDATA IN PARTICOLARE LA DATA ITALIANA?
– Gli Hammerfall sono stati i ragazzi più gentili con cui abbiamo mai fatto un tour: la band, la crew, l’autista del bus, tutti quanti. Ci hanno trattato benissimo e non vediamo l’ora di condividere di nuovo il palco con loro un giorno. Due membri della nostra band sono italiani, quindi arrivare a Milano è stato un sogno per noi. Abbiamo provato tutti i migliori caffè e pizze (risate, ndr)! Non vediamo l’ora di tornare a Milano con gli Accept più avanti, quest’anno (il prossimo 2 dicembre, all’Alcatraz di Milano, ndr).

SIETE UNA BAND CHE PUNTA MOLTO SULL’IMPATTO LIVE DOVE METTETE TANTISSIMA ENERGIA. SECONDO VOI I TAILGUNNER SONO PIU’ UNA BAND DA STUDIO O DA LIVE SHOW? COME DESCRIVERESTE UNA VOSTRA PERFORMANCE DAL VIVO?
– Entrambi. Bisogna essere entrambi. Per noi è fondamentale. L’heavy metal dà il meglio di sé dal vivo, ma siamo altrettanto orgogliosi del nostro lavoro in studio. Non creiamo dischi per il palco, creiamo grandi dischi e solo quando abbiamo finito ci concentriamo sul dare vita a quei brani dal vivo. La nostra performance dal vivo è puro ‘heavy metal mäyhem armageddon’ a un milione di miglia all’ora.

INFATTI NELLE VOSTRE COMPOSIZIONI AMATE CORRERE RAPIDI E RARAMENTE C’E’ TEMPO DI TIRARE IL FIATO. NON PENSATE CHE IN FUTURO CI SARA’ BISOGNO DI QUALCHE VARIAZIONE PER RENDERE IL SONGWRITING Più DINAMICO? AD ESEMPIO QUALCHE MIDTEMPO O MAGGIORE EPICITA’, SEGUENDO UN PO’ LA VIA DEL VOSTRO ULTIMO PEZZO DELLA TRACKLIST, “EULOGY”?
– Forse, ma siamo giovani e ci piace suonare veloce (risate, ndr)! Questo disco però ha più varietà, come ad esempio “Tears in Rain” e “War In Heaven”. Ci sono ancora tanti anni davanti a noi per rallentare…

AVETE UNO SCHELETRO COME MASCOTTE, PRESENTE IN ENTRAMBE LE COPERTINE. POSSIAMO CONSIDERARLO UN PO’ IL VOSTRO EDDIE?
– Forse! Non dirlo troppo presto, però. Potremmo introdurre nuovi personaggi dello stesso universo, oppure potremmo farlo morire… Chi lo sa!?

LE GRANDI BAND STORICHE COMINCIANO AD INVECCHIARE E PIAN PIANO PURTROPPO COMINCERANNO A SALUTARE DEFINITIVAMENTE I PROPRI FAN. PENSATE CHE CI POSSA ESSERE SPAZIO ANCHE PER GRUPPI DALLE SONORITA’ CLASSICHE COME VOI PER POTER COPRIRE I BUCHI LASCIATI VACANTI DA IRON MAIDEN, JUDAS PRIEST, MANOWAR, ACCEPT E COSÌ VIA?
– Certamente. C’è un posto per questo genere. Lo sappiamo perché anche noi siamo fan, e questo è lo stile che amiamo e che vogliamo sempre vedere. È per questo che abbiamo avuto successo così rapidamente, il mondo vuole questo genere musicale, non morirà mai!

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