7.5
- Band: GLORYHAMMER
- Durata: 00:50:16
- Disponibile dal: 16/10/2026
- Etichetta:
- Napalm Records
I Gloryhammer tornano con un nuovo studio album, intitolato “Space 1993: Wrath Of Kor-Virliath”, che si ricollega concettualmente al loro “Space 1992: Rise Of The Chaos Wizards” del 2015.
Il gruppo scozzese prosegue dunque la propria saga di fantascienza umoristica, con i musicisti sempre più calati nei propri improbabili personaggi.
Viene spesso sottolineato nei loro confronti come nei loro dischi vi sia scarsa originalità, dato che la band si limita a proporre un classicissimo power metal, con ritmi veloci, ritornelli melodici, cori anthemici o passaggi più imponenti, che smebrano quasi ‘rubati’ ai Rhapsody Of Fire. I loro dischi sono praticamente quasi dei copia-incolla, dove viene riproposto tutto a livello metodico, con dei precisi schemi, a cominciare dalla breve intro strumentale, per concludere con una traccia alquanto lunga e con un titolo chilometrico.
Eppure, bisogna riconoscere che questa metodicità sta dando loro soddisfazioni e un successo crescente. C’è da qualche tempo un po’ di revival del power metal, c’è voglia di rispolverarlo e i Gloryhammer rispondono a questa richiesta, proponendo un genere che riprendono andando a pescare tutti i clichè possibili, inserendo tutto quello che può funzionare con la loro immagine e la loro saga, infischiandosene di cercare qualsivoglia innovazione: il gruppo scozzese ha chiaro che, finchè un prodotto funziona, non c’è motivo di cambiarlo.
Fatta questa premessa, essendo ormai chiaro per tutti cosa suonino i Gloryhammer e quale sia il loro obiettivo, non possiamo non prendere atto di come questo nuovo disco sia obiettivamente composto da canzoni davvero gradevoli, praticamente senza filler. I brani sono perlopiù veloci, potenti, con cori divertenti, da cantare a squarciagola e ottime melodie. Cosa obiettare di fronte a pezzi irresistibili come “Ultimate Sacrifice”, “Die With A Sword In My Hand”, “Warriors of Auchtermuchty” o “Pax Galactica”, per non parlare della ‘solita’ suite “The Celestial Warhost of the Dundonian Empire Marches to Space Against the Dark Sorcerer: Final Assault on Battlemoon X-22”?
Se in passato avevamo mosso qualche perplessità per l’approccio della band, non possiamo che alzare le braccia di fronte a tanta convinzione per la propria proposta e di fronte al loro atteggiamento irriverente e scanzonato, specialmente quando tutto funziona alla perfezione.
Peraltro, rileviamo stavolta anche una certa apertura a sperimentare qualche cosa di diverso, perchè ad esmepio “Demonic Devotion” è di fatto un pezzo synth-rock, dove si ritrovano persino inserti di sax.
A questo punto ci sembra ovvio che vi starete chiedendo se Angus prevarrà o la galassia precipiterà nel caos. Naturalmente, per saperlo, dovrete ascoltarvi “Space 1993: Wrath Of Kor-Virliath”. Per la gloria eterna di Dundee!
