TRIUMPHER – Trapassare il cuore e l’anima del mondo

Pubblicato il 01/08/2026 da

Quando si parla di attitudine, nel mondo metal, il thrash, il black e l’epic sono i primi esempi di genere musicale che una persona si immagina, solitamente, associati a questa parola.
I Triumpher sono, da questo punto di vista, una creatura incredibile, che nel corso degli anni ha saputo costruirsi una fanbase solida, con un sound che non si sentiva almeno da qualche disco dei Manowar fa, guidati da una fede incrollabile nei confronti degli stilemi più marziali della nostra musica preferita. Non a caso, la band proviene da Atene e ha un ruolo fondamentale, insieme ai colleghi Battleroar, nella diffusione e nel revival della cosiddetta New Wave Of Traditional Heavy Metal, anche se leggerete nell’intervista che Mars Triumpher la pensa in un altro modo.
Abbiamo infatti raggiunto il cantante della band in occasione dell’uscita dell’ottimo “Piercing The Heart Of The World”, che ci ha raccontato come questo sia ben più di un progetto, ma una stele incisa nel marmo eterno della gloria del metal. Buona lettura!

CIAO MARS E BENTORNATO SU METALITALIA.COM. QUANTE COSE SONO CAMBIATE RISPETTO ALLA PRIMA INTERVISTA CHE VI ABBIAMO FATTO NEL 2023?
– Ciao! Rispetto al 2023, sono cambiate moltissime cose. I Triumpher erano una piccola band che cercava di costruire le proprie fondamenta. Ora, dopo tre dischi, molti concerti e tour in giro per l’Europa, abbiamo molta più esperienza e tre dischi nel nostro zaino. Abbiamo costruito una fanbase solida, siamo maturati come compositori e performer, e abbiamo finalmente forgiato il nostro suono con l’assoluta certezza di quello che volevamo fare.

PARLIAMO DI “PIERCING THE HEART OF THE WORLD”: A COSA SI RIFERISCE IL TITOLO?
– È una dichiarazione di intenti. Rappresenta la nostra volontà di trapassare il cuore dell’ascoltatore attraverso la musica e la poesia. Allo stesso tempo, vuole rappresentare la nostra posizione nel mondo moderno. In un’era che idolatra la paranoia, il conformismo, la facilità, e la distorsione di qualsiasi cosa sia grande e nobile, noi stiamo dalla parte opposta.
Con questo album proclamiamo il fatto che la grandezza derivi solo attraverso il duro lavoro, la disciplina, l’autocontrollo e il rispetto. Non c’è una scorciatoia per le azioni meritevoli.

QUESTO È IL SECONDO ALBUM CHE PUBBLICATE SU NO REMORSE: COME VI HA AIUTATI L’ETICHETTA A EVOLVERE E ESPANDERE LA VOSTRA BASE DI FAN?
– La No Remorse è una alleata molto importante per noi. Ci ha supportati nei nostri primi passi e ci ha aiutati a raggiungere un pubblico molto più ampio. Allo stesso tempo, noi stessi lavoriamo moltissimo dal nostro lato: la nostra idea è che nessuno possa rappresentare i Triumpher meglio di come facciamo noi, quindi combiniamo i nostri sforzi con quelli dell’etichetta.

IN CHE MODO LA COLLABORAZIONE CON MARIOS PETROPOULOS ALLA CHITARRA HA CONTRIBUITO AI NUOVI PEZZI DEL DISCO?
– Marios ha contribuito in maniera molto positiva all’evoluzione della band. È un grande musicista, e la sua presenza ha rafforzato sia la chimica che l’energia che abbiamo come band. Anche se la parte compositiva è più mio appannaggio, ogni membro dei Triumpher contribuisce attraverso rifiniture e arrangiamenti mentre scrivo i brani.

COME SEMPRE, NEL VOSTRO SILE, ALTERNATE PEZZI PIÙ LUNGHI TIPICAMENTE EPIC METAL COME “THE MOUNTAIN THRONE” A BRANI QUASI DEATH METAL COME “ERINYES”. COME RIUSCITE A SCRIVERE BRANI COSÌ DIFFERENTI FRA LORO?
– Questa dualità è parte integrante dell’essenza dei Triumpher. Siamo grandi fan dell’epic metal, ma anche del black metal. Canzoni come “The Mountain Throne” derivano dalla nostra volontà di creare qualcosa di monumentale e cerimonioso, mentre tracce come “Erinyes” focalizzano la rabbia nera e aggressiva.
Sembrano due cose differenti, ma sono due visioni che appartengono allo stesso universo e alla stessa filosofia.

LE VOSTRE CANZONI, AD UN PRIMO ASCOLTO, SEMBRANO ESSERE MOLTO DIRETTE E SEMPLICI, MA ASCOLTANDO L’ALBUM MOLTE VOLTE CI SIAMO ACCORTI CHE IN OGNI BRANO CI SONO PASSAGGI STRUMENTALI MOLTO COMPLESSI. PENSI CHE IL VIRTUOSISMO POSSA ESSERE QUALCOSA IN GRADO DI ATTIRARE NUOVI ASCOLTATORI?
– Onestamente, non ci interessa attrarre nuovi ascoltatori o la stampa, e questo è qualcosa che i nostri fan apprezzano molto perché suoniamo solo quello che ci sentiamo di suonare.
La libertà creativa dà ai Triumpher la possibilità di scatenare la furia di Ares, il dio della guerra, in forma artistica: le nostre composizioni più aggressive ci permettono di raggiungere le profondità dell’epicità nelle canzoni più intime. La tecnica vuota e pura non ha alcun senso per me. La complessità non esiste per impressionare le persone meccanicamente, ma per amplificare l’impatto emotivo e spirituale della musica.
Proviamo sempre a creare brani che sembrano diretti e potenti alla prima impressione, mentre rivelano più livelli e dettagli nel tempo.

A PARTE LA MITOLOGIA CLASSICA, CI SONO ALTRI TEMI CHE TI PIACEREBBE TRATTARE PER I VOSTRI PROSSIMI LAVORI?
– La mitologia sarà sempre il nostro pilastro fondamentale, ma ci sono infiniti ambiti filosofici e sociali che ci piacerebbe esplorare in futuro. L’importante, per noi, non è il periodo storico stesso, ma le verità archetipe in esso nascoste. Usiamo la mitologia e la filosofia per creare un nuovo universo che contenga anche dei forti messaggi sociali.

IL METAL CLASSICO STA VIVENDO UNA FASE DI RISCOPERTA NOSTALGICA, CHE CREDIAMO SIA UN PO’ ALIMENTATA DALLE SERIE TELEVISIVE. SECONDO TE, NEGLI SCORSI ANNI, QUESTA INFLUENZA DELLA CULTURA POP HA PORTATO NUOVE PERSONE A SCOPRIRE IL GENERE?
– Il rock e l’heavy metal sono movimenti incredibili che si sono sempre dimostrati più forti di qualsiasi pseudocultura artificiale impiantata dall’industria. Non c’è nessuna nostalgia, mi trovo totalmente in disaccordo con questo termine.
La nostra musica è una forma di espressione libera che non segue regole o industrie, e questo è il motivo per cui ha sempre l’abilità di rinnovarsi e rinascere. Quindi, quando la cultura pop è senza idee, eccola tornare su ciò che il rock e il metal hanno da offrire!
Penso che le persone siano semplicemente affamate di autenticità, sincerità ed emozione nella musica. Le mode vanno e vengono, ma il vero heavy metal sopravvive perché parla a qualcosa di eterno nelle nostre anime.

CI RACCONTI COME è STATO SUONARE ALL’UP THE HAMMERS LEGACY PER IL SUO VENTESIMO ANNIVERSARIO? A COMINCIARE DA QUANDO VI HANNO CHIAMATI A SOSTITUIRE I BLITZKRIEG…
– Suonare al festival è stato un grandissimo onore per noi. È uno dei più importanti festival underground del mondo per l’epic metal tradizionale: l’atmosfera e la risposta del pubblico sono state incredibili, e esperienze del genere ci arricchiscono moltissimo come band.

QUALE SAREBBE IL FESTIVAL IDEALE A CUI VI PIACEREBBE SUONARE ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA?
– Ci sono tantissimi festival a cui ci piacerebbe suonare: l’Hellfest, il Graspop, il Summer Breeze, il Karmageddon, il Midgarsblot… Ma la nostra ambizione va oltre il suonare a un festival. Vogliamo che i Triumpher crescano abbastanza da suonare in grandi arene e grandi palchi per il mondo: la nostra musica ha uno spirito monumentale, e ovviamente sognamo di portarla sulla massima scala possibile!

UN’ULTIMA DOMANDA TORNANDO AL DISCORSO DELLA CULTURA POP… STA PER USCIRE UN FILM DI CHRISTOPHER NOLAN SU “L’ODISSEA” (l’intervista è stata raccolta nei mesi antecedenti l’uscita del film, ndr). DA GRECO E DIVULGATORE DELLA MITOLOGIA CLASSICA, COSA NE PENSI?
– Da quello che ho visto finora, “L’Odissea” di Nolan può solo diventare una parodia moderna, più che una vera visione dello spirito omerico.
Per me, adattare Omero non è solo qualcosa relativo a effetti speciali, costumi o effetti: richiede una conoscenza della sua visione cosmica, del simbolismo e della filosofia eroica del suo epos. Qualcuno crede davvero che Nolan abbia buone intenzione nei confronti di Omero? Io credo proprio di no!

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