CANCER BATS – Give Me Dirt

Pubblicato il 28/07/2026 da
voto
8.0
  • Band: CANCER BATS
  • Durata: 00:38:32
  • Disponibile dal: 07/08/2026
  • Etichetta:
  • Marshall Records
Streaming non ancora disponibile.

Mai stati un gruppo da dichiarazioni fumose, pose artefatte, cura spropositata dell’immagine a discapito della musica, i Cancer Bats. Gente concreta, pratica, come la loro musica, in urgente e inquieta torsione tra hardcore, punk, sludge e southern metal. Superato non senza sforzo ma con vivo successo l’addio del talentuoso chitarrista Scott Middleton, affrontando come trio il ruvido – e riuscito – “Psychic Jailbreak”, adesso i canadesi sono di nuovo in quattro, con l’aggiunta di Jackson Landry nel ruolo di chitarrista. È quindi tempo di ripartire, offrirci nuova musica e infine imbarcarsi in un altro sfinente tour, la migliore specialità della casa.
In un mondo della musica in costante mutazione e con molte giovani formazioni a cercare il loro spicchio di gloria, i Cancer Bats sono a tutto diritto annoverabili tra i ‘classici’, le realtà storiche del movimento hardcore internazionale. Un ruolo che forse loro rifuggiranno, così fedeli a un’etica underground che non li porta a mettersi sul piedistallo e celebrarsi; un ruolo che però meritano, perché la loro influenza sulle commistioni tra hardcore/punk e un sentire rock più ondivago e mutevole è percettibile in molti gruppi affacciatisi successivamente sul mercato, e il loro suono è ancora oggi inconfondibile, scattante, immune allo scorrere delle stagioni.

“Give Me Dirt” è allora, semplicemente, un nuovo grintosissimo capitolo nella storia dei ragazzi di Toronto, che di abbandonarsi a sonorità vagamente più composte, smussate, figlie dell’età adulta, proprio non ne vogliono sapere. A ragion veduta e per nostra fortuna.
Le coordinate sonore di massima scalpitano, scalciano e s’adombrano in un contesto prossimo a quello degli ultimi due lavori, esponendo una rabbia ferina e a suo modo ragionata e masticata con cura. Il nuovo entrato alla chitarra si incastona perfettamente nel modus operandi della formazione, pur non essendo un emulo del talentuoso Middleton: non ne eguaglia il gusto melodico, né la capacità di far entrare dalla porta principale sfumature southern rock/metal nel riffing, mentre si insinua piacevolmente nelle impetuose ritmiche con un fraseggiare sludge di ottima fattura, denotando una grassezza del riffing carica di feeling, non solo di rumore.

Mantenendo la solita, equilibrista e accattivante miscela di scatti d’ira, momenti di pura lotta, groove a oltranza e rallentamenti maleodoranti, i quattro confezionano un altro lotto di canzoni mortifere, inanellando un anthem dopo l’altro, senza doversi nemmeno concentrare troppo, senza dover focalizzarsi più di tanto sul trovare la strofa, il ritornello, il break per farci saltare sulla sedia.
Ognuno potrà trovare il suo pezzo preferito, in una tracklist multiforme, pur girando attorno ai consueti comuni denominatori di cui i canadesi vanno fieri. Per l’insistenza su midtempo massicci e martellanti, si colgono similitudini con le canzoni di “Dead Set On Living”, uno dei capitoli di maggior successo nella discografia dei canadesi; giusto qualche sfumatura, non un’assonanza chissà quanto esplicita.
“Give Me Dirt” ci ricorda semplicemente i motivi per i quali i Cancer Bats sono ancora oggi uno dei migliori gruppi hardcore/metal sulla piazza. Lo fa con assalti nudi e crudi come “Don’t Trip” e “Bright Eyes Of Gold”, infervorando gli animi con le urla da chiamata alle armi di Liam Cormier, i groove spaccaossa, un chitarrismo pastoso e urticante che, pur cambiando gli interpreti e alcune sfumature, rimane inconfondibile.

C’è spazio anche per alcune piccole deviazioni in odor di doom, più che altro piccole citazioni sabbathiane – i Cancer Bats da parecchi anni si esibiscono, col nome di Bat Sabbath, come tributo proprio alle leggende di Birmingham – come quelle presenti nella sulfurea title-track, a rimembrare un’altra peculiarità della casa. Un pizzico di emozionalità aggiuntiva si fa strada durante “Long Tooth”, per la breve ma efficace ospitata vocale della cantautrice folk Brooklyn Doran, giusto una digressione in un disco di molta sostanza e pochi fronzoli.
Se proprio dovessimo parlare di un difetto di “Give Me Dirt”, dà l’impressione di avere in possesso qualche hit in meno rispetto al già citato “Dead Set On The Living” o al travolgente “Bears, Mayors, Scraps & Bones”. Un’impressione che non intacca l’ottima qualità di scrittura messa in mostra anche in questa occasione, a rinfrancare tutti gli i fedelissimi dei pipistrelli di Vancouver, pronti ad accoglierli nuovamente davanti al palco, per darsi battaglia e divertirsi assieme.

 

TRACKLIST

  1. World Wild Fire Death Race
  2. Stay Stuck
  3. Don’t Trip
  4. Bright Eyes Of Gold
  5. Give Me Dirt
  6. Long Tooth
  7. Speed Wizard
  8. Ocean Crash
  9. Positive Grid
  10. Prognosis
  11. Fool Like You
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