6.5
- Band: THE PINEAPPLE THIEF
- Durata: 00:47:47
- Disponibile dal: 09/10/2026
- Etichetta:
- Inside Out
A due anni da “It Leads To This” Bruce Soord e compagni tornano a rilasciare un lavoro discografico dal titolo – assolutamente azzeccato – di “Far And Wide”.
Le nove tracce dell’album portano l’ascoltatore all’interno di un ambiente sonoro che si pone a metà tra l’alternative rock e il prog abbassando molto l’intensità rispetto al precedente album.
“Far And Wide” arriva come un acquerello leggero e arioso: le pennellate musicali sono diffuse e sfumate, come un colore steso sulla tela attraverso chitarre asciutte e minimali, un basso pulito che di rado lascia la sezione ritmica – come avesse paura di farsi scoprire – e un drumming molto vicino al mondo del pop, tenuto magistralmente in piedi dal leggendario Gavin Harrison. Le tastiere, come nel precedente lavoro discografico della band, vanno a riempire gli spazi bianchi della tela creando atmosfera e ambiente in un quadro che non vuole mai strillare.
Nove tracce, quelle di “Far And Wide”, in cui i ladri di ananas lavorano per sottrazione, rimuovendo il superfluo per concentrarsi su quella che sta sempre più diventando la voce della band; una voce lontana dal prog metal delle prime uscite, sempre più vicina ad una dimensione introspettiva della band.
”This Empty Space” è forse il brano che maggiormente racconta ed identifica questo dipinto nostalgico sui toni del grigio e dell’azzurro; una ballata in cui la tristezza e la malinconia della band emerge e si fa sentire – esattamente come nella precedente opera.
Sulla stessa falsariga troviamo “Through The Noise”, dove la voce di Soord racconta della speranza che resiste all’interno di un mondo che sta andando in una direzione inaspettata e a tratti spaventosa.
”New World Order”, traccia di apertura anche scelta come singolo, è forse l’unico brano dell’opera in cui la band osa un po’ di più dal punto di vista ritmico, mettendo il piede sull’acceleratore e sul distorsore. Il brano è sicuramente interessante ma non emerge come ci si sarebbe aspettato da un singolo, rimanendo comunque molto anonimo all’interno del continuum musicale dell’album.
“Far And Wide” è un album ampio in cui Soord riversa molta della sua anima, del suo modo di vedere il mondo e delle sue insicurezze. Sfortunatamente, il prodotto arriva quasi come un b-side della precedente opera, al punto che si fatica seriamente a notare una qualsiasi evoluzione del gruppo.
L’ultima release dei nostri è sicuramente un album che ha senso di esistere all’interno della timeline discografica della band e ne sancisce un sempre più marcato cambio di rotta ma – ad opinione di chi scrive – questa continua ricerca di un minimalismo musicale porta con sè anche un appiattimento di carattere che rende il tutto piuttosto noioso e già sentito.
