Report a cura di Edoardo Goi
Fotografie di Diego Matejka
Prosegue senza soste la programmazione autunnale del piccolo quanto attivissimo Tune Music Lab di Pordenone in ambito extreme metal underground. Dopo le recenti date che hanno visto coinvolti i ferocissimi black-deathster cileni Atomic Aggressor e i siderali Vorga, nella serata di giovedì 15 ottobre è toccato ai death metaller messicani In Obscurity Revealed salire sul palco dell’accogliente locale friulano, accompagnati per l’occasione dai blackster triestini Affliction Vector.
Messa a referto l’assenza per cause di forza maggiore dei pordenonesi Nuum, inizialmente previsti in apertura di serata, è con una certa curiosità che abbiamo varcato le porte della venue, curiosi di tastare con mano le proposta di due realtà che, per diverse motivazioni, si trovano ancora impegnate nel tentativo di costruirsi un proprio seguito nell’affollato panorama estremo nazionale e internazionale.
Detto di un’affluenza senza dubbio non particolarmente cospicua, causa anche la collocazione infrasettimanale, nonché la natura strettamente underground dell’evento, i coraggiosi convenuti hanno potuto comunque godersi due realtà dai molteplici spunti di interesse, mettendo in archivio una serata che ha lasciato soddisfatti e massacrati a dovere tanto loro quanto noi addetti ai lavori.
Il compito di aprire la serata, come si diceva, è spettato ai triestini AFFLICTION VECTOR, saliti sul palco del Tune Music Lab in formazione ridotta rispetto all’abituale trio a causa della defezione dell’ultim’ora del bassista Lorenzo causa infortunio.
Portatori di un sound molto peculiare, che unisce la torrenzialità degli Inquisition e degli Aura Noir più grezzi alla cupezza claustrofobica e impenetrabile di realtà quali Black Curse, Katharsis e primissimi Archgoat, il tutto arricchito da tenebrosi inserti di synth dai toni orrofico/occulti, i Nostri hanno cercato di sopperire all’inconveniente interpretando il loro materiale con un’irruenza quasi crust, incappando però in qualche problemino di bilanciamento dei suoni (in particolar modo per quanto riguarda chitarra e basi) che non ha reso piena giustizia alla stratificazione del sound proposto dalla band.
Resta comunque la più che positiva impressione di una band che, pur senza rinunciare alla brutale feralità tipica di certe sonorità più crude e tenebrose, sta cercando una sua via personale all’interno di una scena black metal ormai intasata di vuoti epigoni e brutte copie.
Un plauso quindi ai buoni Nero Ansia (voce e chitarra) e Sbru (davvero una macchina di morte, al drum kit), che, con le varie “Antiuomo”, “Ephemeral Lifeless”, “Lethal”, “Animalis Irae” e “To Lucifer” (tratte dal debutto sulla lunga distanza “Contra Hominem” del 2025), più “Voiceless Predictions” e “At The Dying Sun” (tratte dall’EP del 2023 “Death Comes Supreme”) hanno saputo comunque portare sul palco una buona dose di oscurità e ferocia, al di là delle difficoltà incontrate. Da risentire assolutamente.

Affliction Vector
La performance degli headliner IN OBSCURITY REVEALED può essere riassunta in una sola parola: devastante. Il livello di brutalità, perizia e puro fomento portato sul palco dei quattro death metaller messicani è stato da applausi a scena aperta – nonché da entusiastiche testate al muro – con i chitarristi K.V. e D.A. costantemente impegnati a tessere riff oscuri, soffocanti e mordaci al punto giusto, il buon F.M. perennemente intento a vomitare turpitudini al microfono e ad estrudere note pesanti come macigni dal suo basso e il nuovo entrato E.C. inarrestabile nella sua pervicace opera di distruzione del drum kit.
Graziati da suoni decisamente buoni, i Nostri hanno letteralmente brutalizzato gli astanti col loro sound debitore dei vari Incantation, Morbid Angel e primissimi Krisiun (quelli di “Black Force Domain” e “Apocalyptic Revelation”, per intenderci), il tutto interpretato con una foga tipicamente latinoamericana che ha portato la band a lambire, a tratti, anche i territori del proto-black metal più marcio e melmoso.
Impegnati nel “Drenched In Mortuary Filth, Tombs Of Europe Tour 2026”, nel quale stanno promuovendo la loro recentissima ultima fatica sulla lunga distanza, “Caustic Maelstrom” – uscito il 9 ottobre di quest’anno – gli In Obscurity Revealed hanno proposto una scaletta incentrata quasi esclusivamente sul succitato ultimo lavoro (eseguito quasi per intero), non mancando però di ripescare anche alcune tracce dal loro passato. Tra queste, la terremotante “Impending Curse Through Black Blood”, bonus track della ristampa del “Demo MMXXIII” del 2023, nonché le cupissime “Coven Malefica”, dal full di debutto “Glorious Impurity” del 2018, e “Magnum Spectrum”, traccia di apertura del loro primissimo demo del 2015 “Spell Of The Seeker”, stasera chiamata a chiudere lo show.
La parte del leone, come si diceva, è spettata però alle tracce di più recente pubblicazione, con le varie “Engulfed In Caustic Maelstrom”, “Obsidian Bleeding”, “Necrotically Grey Hand” e “Consecrated By Rot” chiamate a confermare dal vivo non solo l’ottima qualità della loro scrittura, ma anche la loro capacità di brutalizzare l’audience, grazie a una veemenza e a una carica distruttiva che stasera, al Tune Music Lab, non hanno fatto assolutamente prigionieri.
I fan sono andati a casa con un bel sorrisone a trentadue denti, alla fine dell’esibizione degli In Obscurity Revealed, maciullati a dovere da una band che ha dimostrato alla prova del palco di avere tutte le carte in regola per poter dire la sua nel saturo panorama dalla ‘Musica Della Morte’.
Eventi come questo riconciliano davvero con le gioie dell’underground, e meriterebbero una cornice di pubblico più adeguata alla qualità della proposta. Chi c’era si è portato a casa una serata da ricordare. Chi non c’era, pianga se stesso.


