SHORES OF NULL – Homesick

Pubblicato il 13/10/2026 da
voto
8.0
  • Band: SHORES OF NULL
  • Durata: 00:47:32
  • Disponibile dal: 16/10/2026
  • Etichetta:
  • Dusktone
Streaming non ancora disponibile.

Nel grande, inquieto mare delle uscite discografiche in ambito metal, è sempre bello incontrare una conferma, in termini qualitativi, di quelle capaci di ancorare e ancorarsi come punto fermo negli ascolti: è il caso degli Shores Of Null, quintetto romano-abruzzese impegnato dal 2013 a sintetizzare una propria formula di doom metal dalle striature funeral, gothic e death metal melodico, ed oggi giunto al traguardo del quinto disco.

“Homesick”, uscito sotto l’egida Dusktone, è esattamente quello che ci si aspetta – nella migliore delle accezioni possibili: un disco solido, intriso di contemplativa malinconia e spleen nostalgico, ben riassunte nel titolo e nei colori polverosi della copertina (opera dell’artista Brooke Shaden), in cui le aperture melodiche, date soprattutto dal lavoro di chitarre, e il lavoro corale delle voci (da tempo, cifra stilistica dei nostri) si intrecciano con una sezione ritmica perfettamente a proprio agio tanto nelle parti tirate, molto annerite (“Another Breath”, in cui la batteria di Emiliano Cantiano corre a briglia sciolta), quanto in quelle più cadenzate o rallentate, nella piena tradizione del genere, dove è invece il basso di Matteo Capozucca ad acquistare ulteriore spessore.
Anticipato da “Latitudes Of Sorrow”, split con i finlandesi Convocation uscito lo scorso anno per Everlasting Spew, questo nuovo lavoro ne riprende il percorso, musicale e d’intenti, fin dall’iniziale “Allies Before Defeat”, capace di racchiudere in appena quattro minuti e mezzo l’identità musicale che gli Shores Of Null hanno instancabilmente continuato a modellare, uscita dopo uscita, lavorando di lima, cesello e colori plumbei per costruire un percorso sì nel segno di scuola Swallow The Sun, Saturnus, Katatonia di metà carriera o i più recenti Harakiri For The Sky, ma con una voce ed un tratto assolutamente personali, perfettamente riconoscibili e capaci a loro volta di trainare nuove leve.

Ciascuno dei dieci brani replica questo discorso, dipingendone le sfumature con il piglio sicuro di chi sa come plasmare la materia più accorata e triste – che sia “Two Mountains”, racconto della dolorosa storia di Maja, parte del folklore tradizionale dei monti abruzzesi, con i luminosi assoli di chitarra, gli stacchi epici delle strofe in growl e ritornelli ariosi, o “Disappear”, in chiusura, dall’anima inquieta e il dolce, cantilenante coro finale, passando per l’energica “Son Of The Tide”, perfetta per i live, irresistibile tanto nel refrain principale quanto nella parte quasi in spoken word.
Ogni brano dimostra un perfetto equilibrio tra pesantezza e ricerca melodica, ma questo è qualcosa che gli Shores Of Null sanno fare molto bene fin dall’intenso esordio di “Quiescence” (il quale, a distanza di più di una decade, continua a brillare di luce propria), e che – complice anche una sostanziosa esperienza sui palchi europei (e non solo) – hanno continuato ad esercitare lavoro dopo lavoro, compreso il precedente “The Loss Of Beauty”, che sicuramente questo nuovo capitolo supera in termini di ispirazione e qualità.
Nei solchi di quel disco, pur un po’ sui generis perchè pubblicato a distanza di anni rispetto al periodo in cui è stato composto, rimangono una maggiore apertura e ricerca di soluzioni melodiche ed orecchiabili (ascoltare la title-track in merito), esercitate attraverso la già citata varietà vocale (soprattutto ovviamente di Davide Straccione, coadiuvato da quasi tutto il resto della band in sede live) e al lavoro alle sei corde della coppia Gabriele Giaccari/Raffaele Colace.
“Dreaming Of A Scar”, con il violino di Shaun MacGowan dei My Dying Bride ad accompagnare un brano in cui si sente il profumo del secondo album, “Black Drapes Of Tomorrow”, e soprattutto “The Numbing Void”, con ospite alle voci Natalie Koskinen degli Shape Of Despair, invece, rafforzano la linfa vitale doom metal che scorre sciabordante nelle vene dei nostri: il secondo dei brani citati, in particolare, mostra come il patrimonio di “Beyond The Shores (On Death and Dying)”, bellissimo album/canzone-fiume sulle fasi di elaborazione del lutto, uscito nel 2020, sia ancora vivo e pulsante nelle corde della band – e, crediamo (speriamo), possa costituire un prezioso bacino da cui attingere per il futuro, visto che i due pezzi in questione sono davvero tra i migliori del lotto.

“Homesick” ci restituisce il ritratto di una band in salute, nel pieno delle proprie energie, naturalmente a proprio agio nel tessere chiaroscuri introspettivi in cui dolore e luce si rincorrono, e capace di scrivere canzoni che – lo vogliate o no, non importa – rimarranno ancorate ai vostri padiglioni auricolari per molto tempo, crescendo e mostrando nuove profondità ad ogni nuovo ascolto, senza annoiare.
Se, a gusto personale, il primo lavoro e “Beyond The Shores” restano tutt’oggi insuperati per intensità e bellezza, questo disco comunque riconferma il nome degli Shores Of Null come alfieri consapevoli del proprio crepuscolare ibrido tra generi: se siete fieri sostenitori del doom metal più tetragono forse potreste non apprezzare del tutto la rinnovata ricerca dell’orecchiabilità; per tutti gli altri, un ascolto consigliato per accompagnare il lento incedere dell’autunno.

TRACKLIST

  1. Allies Before Defeat
  2. Two Mountains
  3. Bleed to Life
  4. Homesick
  5. Son of the Tide
  6. Dreaming of a Scar
  7. Society is the Murderer
  8. The Numbing Void
  9. Another Breath
  10. Disappear
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