Se guardiamo alla storia dell’ heavy metal ‘moderno’, possiamo senza dubbio affermare che gli americani Nevermore sono stati fra le band (se non ‘la’ band per antonomasia) che meglio hanno saputo cogliere e convogliare i mutamenti e le pulsioni evolutive del metal ‘classico’, rielaborandolo in una musica pesantissima, moderna e complessa, ideale fusione di thrash, US power, classic metal e prog, ma altresì capace di non rinnegare alcunché delle sue radici bel piantate nella storia del genere.
Album come “Dreaming Neon Black”, “Dead Heart In A Dead World” e “This Godless Endeavour”, marchiati a fuoco dal riffing roccioso e al contempo fantasioso di Jeff Loomis e dalla voce disperata ed evocativa del compianto Warrel Dane, hanno saputo ergersi a colonna sonora delle paure e delle angoscie del mondo a cavallo del nuovo millennio, condensandole in una proposta semplicemente inimitabile (nonostante i numerosi tentativi) e in opere dalla portata emotiva difficilmente eguagliabile.
Lo scioglimento, giunto nel 2011 dopo un periodo contrassegnato da notevoli turbolenze interne, è stato accolto con immensa tristezza dalle legioni di fan, con la successiva morte dell’inimitabile Warrel Dane che sembrava aver precluso definitivamente ogni possibilità di rivedere i Nevermore in azione; le cose, però, sono andate diversamente.
Archiviata la lunga militanza fra le fila degli Arch Enemy, il buon Loomis ha stretto un nuovo sodalizio col batterista Van Williams, annunciando al mondo il ritorno sulle scene della band di Seattle e dando il via alle audizioni per trovare i nuovi membri, che si sono rivelati essere Berzan Önen alla voce. Jack Cattoi alla chitarra e Semir Özerkan al basso.
La rinnovata formazione si è poi imbarcata in un’estensiva serie di date nei maggiori festival , per poi aggregarsi come opener di lusso al “Faithkeepers European Tour” dei leggendari Judas Priest, la cui prima data si è tenuta il 3 settembre in quel di Pordenone.
Abbiamo raggiunto dei loquaci nonché decisamente entusiasti e rilassati Jeff Loomis e Van Williams in occasione della data da headliner tenuta il giorno successivo presso il Live Club di Trezzo Sull’Adda per farci ragguagliare sullo ‘stato dell’arte’ della band ora turco/americana. Ecco cosa ci hanno raccontato.
BENVENUTI SU METALITALIA! QUELLO DI STASERA SARÀ IL VOSTRO PRIMO CONCERTO DA HEADLINER IN ITALIA DAI TEMPI DEL TOUR CONDIVISO CON I SYMPHONY X NEL 2011. COME VI SENTITE AL RIGUARDO? QUALI SONO LE VOSTRE ASPETTATIVE PER LO SHOW?
Jeff Loomis:- Amiamo essere di nuovo in Italia. Qui c’è sempre stata una buona scena metal e, per quanto riguarda noi nello specifico, siamo sempre stati accolti benissimo. I nostri fan sono sempre stati fantastici:
ieri sera abbiamo suonato a Pordenone con i Judas Priest e la risposta del pubblico è stata a dir poco grandiosa. I fan italiani ci hanno sempre fatto sentire tutto il loro calore, e posso solo dire che è davvero bello essere tornati. Non vediamo l’ora di salire sul palco stasera: faremo un set molto più corposo, come headliner, e suoneremo molto più a lungo. Davvero non stiamo nella pelle.
NEGLI SCORSI MESI AVETE AVUTO MODO DI METTERE ALLA PROVA LE DOTI LIVE DEI NUOVI MEMBRI: BERZAN, JACK E SEMIR. QUALI SENSAZIONI AVETE RICAVATO DAL TEMPO PASSATO FIN’ORA IN TOUR CON LORO ? COME VALUTATE L’ACCOGLIENZA CHE HANNO RICEVUTO DAI FAN, IN PARTICOLARE BERZAN, CHE HA DOVUTO AFFRONTARE L’ARDUO COMPITO DI SOSTITUIRE UNA FIGURA AMATA E DISTINTIVA COME QUELLA DI WARREL?
Jeff:- Questi ragazzi sono davvero fantastici. Io e Van abbiamo passato molto tempo a cercare la persone adatte, i giusti tasselli per completare il puzzle di ciò che sarebbero diventati, in sostanza, i nuovi Nevermore.
Quanto al talento, in questa band tutti sono al massimo livello; non avremmo accettato nulla di meno dell’eccellenza. Per far parte di questo gruppo devi essere sicuramente un ottimo musicista ma, altrettanto importante, devi essere anche una brava persona; vogliamo circondarci di gente a modo. Vogliamo gente con cui andare d’accordo durante gli spostamenti, sul tour bus e tutto il resto. Quando tutti sono sulla stessa lunghezza d’onda e condividono la stessa mentalità, la band diventa molto più potente; una forza davvero formidabile.
In questo momento siamo proprio in questa situazione: siamo tutti allineati, ed è una cosa meravigliosa. La risposta del pubblico, in linea di massima, è stata fantastica. Certo, qualche commento negativo qua e là c’è stato, ma nessuno è obbligato ad ascoltarci. Voglio dire, è come unirsi al ‘club’ dei Nevermore: vieni, ascolti, ti godi di nuovo i brani. E se ti interessa un nuovo album, sappi che ci stiamo lavorando. Quindi: unitevi a noi.
Van Williams:- Sì, concordo in pieno: È davvero un piacere stare con i nuovi ragazzi, con tutti loro. Il pubblico ha accolto davvero molto bene Berzan, e anche per noi è davvero fantastico vederlo e sentirlo.
Sai, mentre suoniamo certi pezzi vediamo la gente piangere, perché li vive davvero intensamente, ed è una cosa davvero bellissima. Succede anche a me, a volte. Adoro la nostra situazione attuale; non potrei chiedere una squadra, un tour manager o dei compagni di band migliori. E nemmeno dei fan migliori, ovviamente.

Nevermore – Live Music Club – 04 settembre 2026 – foto Benedetta Gaiani
QUELLA DI IERI A PORDENONE È STATA LA VOSTRA PRIMA DATA A SUPPORTO DEI JUDAS PRIEST DI QUESTO TOUR. COM’È ANDATA? CHE SENSAZIONE AVETE PROVATO A CONDIVIDERE IL PALCO CON LORO PER LA PRIMA VOLTA NELLA VOSTRA CARRIERA?
Jeff:- È stata un’esperienza incredibile. Come spiegarlo …sai, noi siamo amici di alcuni membri dei Judas Priest: Andy Sneap (chitarrista dei Judas Priest, ndr) ha prodotto alcuni fra i nostri album di maggiore successo e dal suono più potente e distintivo, come “Dead Heart in a Dead World” e “This Godless Endeavor”, quindi incontrarlo ieri è stato fantastico. Ci siamo abbracciati e ci siamo detti: “Hey, eccoci di nuovo insieme”.
È stato bellissimo rivederlo. Lui è stato così gentile da presentarmi Rob Halford, quando i Judas Priest sono venuti a Seattle, circa quattro o cinque anni fa. Ho avuto modo di conoscere Rob in quell’occasione, ed è una persona davvero meravigliosa.
È un vero piacere essere in tour con una band così leggendaria e poter condividere lo stesso palco con loro. Il fatto che ci abbiano dato questa opportunità è una cosa enorme, per noi, soprattutto in un momento come questo, in cui ne abbiamo davvero bisogno; per i Nevermore, questo è una sorta di ritorno sulla scena.
Si tratta di una grande occasione, e non potremmo chiedere di meglio: sono persone davvero fantastiche. È tutto così grandioso.
Van:- Se penso ai Judas Priest, mi viene in mente quando giocavo a frisbee per strada con gli amici ai tempi del liceo. Ricordo la prima volta che li ho sentiti; credo che il pezzo fosse “Desert Plains”. Sono rimasto letteralmente folgorato, perché la batteria, in quel pezzo, è pazzesca, ha un groove micidiale. Mi sono detto: “Cazzo! Ecco chi sono i Judas Priest!”. Da allora sono diventato un fan. E poi Rob Halford è un mostro, è davvero incredibile. E oggi eccoci qui, con l’opportunità di suonare con loro in giro per l’Europa; se me l’avessero detto allora, non ci avrei mai creduto. Eppure eccoci qua.
È davvero un grande onore.
Jeff:- Cavoli, io ho visto i Priest per la prima volta durante il tour di ‘Defenders of the Faith’, quando avevo tredici anni. È stato un momento pazzesco, sai, vederli dal vivo a quei tempi.
Mio padre era in ritardo per venire a recuperare me e il mio amico, così è passato lo sceriffo della contea e ha chiesto: “Ragazzi, che ci fate qui? Cosa sta succedendo?”, e poi mio padre si è beccato una bella strigliata dallo sceriffo. È così che ricordo quell’episodio. Sono successe un sacco di cose quella sera, ma credo davvero di aver assistito al concerto metal più incredibile della mia vita a soli tredici anni. Pensare a tutto questo e ritrovarsi ora a condividere lo stesso palco con i Judas Priest è davvero irreale. È qualcosa di pazzesco.
COME VI HANNO ACCOLTO I JUDAS PRIEST IN QUESTA AVVENTURA ON THE ROAD? AVETE AVUTO MODO DI CONDIVIDERE QUALCHE MOMENTO CON LORO?
Jeff:-Ieri abbiamo tenuto il primo concerto del tour, c’è stato solo il tempo di parlare un po’ con Andy Sneap, come dicevo. Non abbiamo avuto modo di incontrare gli altri ragazzi, ci sarà sicuramente occasione più avanti.
Van:-Credo che ieri ci sia stato un po’ di ritardo con l’allestimento. Si, insomma, con la produzione e con l’avvio delle operazioni. I primi concerti sono sempre un po’ complicati per via della logistica e dell’organizzazione generale. Quindi, sì, è stata una giornata un po’ ‘go and do it’.
ALL’EPOCA, LO SCIOGLIMENTO DEI NEVERMORE HA RAPPRESENTATO UN AUTENTICO SHOCK PER I FAN E PER L’INTERA SCENA. COM’E’ STATO PER VOI PASSARE ATTRAVERSO UN MOMENTO COSI’ DIFFICILE, QUALI MOTIVAZIONI VI HANNO SPINTO A CONCRETIZZARE LA PRESENTE REUNION, E COME VALUTATE IL MODO IN CUI SI STA’ SVILUPPANDO?
Van:- Sappiamo quanto la fine della band abbia shockato i fan, ai tempi. Nessuno avrebbe mai desiderato che accadesse, e nemmeno noi lo avremmo voluto. Purtroppo, semplicemente, non siamo mai riusciti a trovare un accordo su come andare avanti; e andare avanti significava, in un certo senso, dare tutti quanti una ripulita alla nostra vita.
Sfortunatamente, non siamo riusciti a trovare una linea comune per farlo. Il management dell’epoca non sembrava interessato ad aiutarci a gestire la situazione, e nemmeno l’etichetta ha manifestato la volontà di intervenire sedendosi al tavolo con noi per cercare di trovare insieme la soluzione migliore, cosa che credo sperassimo un po’ tutti. Non sono riusciti a riunirci nella stessa stanza per far funzionare le cose.
A quel punto, abbiamo dovuto prendere una decisione: o continuare, in attesa che succedesse qualcosa di brutto, oppure andare avanti, cercando di stare meglio. Così abbiamo deciso che dovevamo andare avanti, per il nostro bene.
Da allora è passato del tempo. Warrel ha preso la sua strada e, sfortunatamente, è poi venuto a mancare. Se non altro, prima che accadesse quella tragedia, abbiamo almeno avuto modo di ricominciare a parlarci un po’, al telefono e cose del genere. Ci siamo chiariti, ma non abbiamo fatto in tempo a chiudere il cerchio e tornare a suonare insieme. È stato triste per tutti, noi compresi, ovviamente.
Dopo quel periodo abbiamo avuto tempo per pensare, riflettere e capire se fosse possibile ricominciare. Siamo arrivati al punto di dirci: “Sì, possiamo farlo”. E volevamo farlo, perché desideravamo che fosse un’esperienza migliore e più luminosa rispetto a come si era conclusa in precedenza.
Sentivo che la band era troppo valida per finire in quel modo così pessimo. C’erano fan interessati, gente che voleva seguirci ancora, e che sperava in un ritorno della band. Alcuni dicevano: “Non si può riportare in vita i Nevermore senza Warrel o Jim” (Sheppard, bassista originale dei Nevermore, ndr), o cose del genere. Ma credo che siamo riusciti a trovare le persone giuste. Ed è proprio questo il punto: devono essere le persone giuste. Non si tratta di fare soldi. Non si tratta di questo o di quello: si tratta solo della musica che io e Jeff amiamo suonare.
Finora, ho visto che molti fan si sono uniti a noi, portando anche i figli ai concerti; stiamo quindi coinvolgendo sempre più persone che vogliono far parte di tutto questo; persone che magari non avevano mai avuto l’occasione di vederci dal vivo prima d’ora, e credo che stiano vivendo un’esperienza completa, perché Berzan (Önen, cantante attualmente nella band, ndr) è davvero bravo. Anche Semir (Özerkan, basso, ndr) e Jack (Cattoi, chitarre, ndr) sono eccezionali. Ci aiutano a crescere e a migliorare, e lo stesso fanno i fan.
L’energia che ci trasmettono ci rende migliori, creando un’atmosfera positiva per tutti noi. È proprio quello che volevamo: solo energia positiva e persone positive intorno a noi. Credo sia un mix fantastico e un ottimo modo per riprendere il discorso da dove l’avevamo interrotto.
Abbiamo anche un nuovo disco su cui inizieremo a lavorare da qui a non molto, quindi le cose non potranno che crescere e migliorare.

Nevermore – Live Music Club – 04 settembre 2026 – foto Benedetta Gaiani
A TAL PROPOSITO, AL DI LÀ DEI TOUR, TUTTI SONO IMPAZIENTI DI SCOPRIRE COME SUONERÀ IL NUOVO MATERIALE DEI NEVERMORE. A CHE PUNTO SIETE CON LA COMPOSIZIONE DI NUOVA MUSICA? CI SARÀ MODO DI ASCOLTARE QUALCOSA DI INEDITO DURANTE QUESTO CONCERTO DA HEADLINER, O LA DEADLINE PER IL NUOVO MATERIALE RESTA FISSATA PER IL 2027, COME DA VOI DICHIARATO NEGLI SCORSI MESI?
Van: -No! (Ride, ndr). È tutto top secret finché non saremo pronti ad annunciarne la pubblicazione.
Jeff:- Sostanzialmente, abbiamo già qualche idea, ma volevamo innanzitutto salire sul palco, suonare e presentare a tutti i nuovi membri e la nuova formazione. Volevamo farlo prima di qualsiasi altra cosa, invece di far uscire subito un video o un nuovo singolo. Quello lo faremo più avanti, prima dobbiamo assicurarci di riuscire a suonare bene insieme a questi ragazzi.
È questo l’aspetto fondamentale: assicurarci che si crei una vera band, costruire le basi. Dobbiamo consolidare il gruppo e assicurarci che tutto funzioni a dovere. Come tempistiche, i programmi restano quelli di uscire col nuovo materiale nel 2027.
CHE SENSAZIONI STATE PROVANDO NELLO SCRIVERE NUOVA MUSICA PER I NEVERMORE? AVEVATE ACCUMULATO IDEE DURANTE I LUNGHI ANNI SUCCESSIVI ALLO SCIOGLIMENTO, OPPURE SI TRATTA DI MATERIALE INTERAMENTE COMPOSTO DOPO L’ANNUNCIO DELLA REUNION? QUALE PENSI POTRA’ ESSERE IL CONTRIBUTO DEI NUOVI MEMBRI AL PROCESSO DI COMPOSIZIONE? PENSI CHE CAMBIERA’ QUALCOSA RISPETTO AL PASSATO?
Jeff:- Ci sono alcune idee sparse qua e là, risalenti ad anni fa, che conservo ancora in archivio, ma credo che la maggior parte del materiale sarà del tutto nuovo.
Per noi si tratta proprio di un nuovo inizio. In passato si è discusso molto su come muoversi e mantenere lo slancio della band. Avremmo potuto guardare al passato e coinvolgere persone con cui avevamo già lavorato, ma noi volevamo proprio ricominciare da zero, da una nuova linea di partenza. Insomma, ricominciare tutto da capo.
Pertanto, musicalmente parlando, credo che il 90% sarà costituito da riff nuovi.
Il sound di base rimarrà comunque quello. Come dicevo prima, io e Van siamo i membri storici della band e una parte fondamentale dello stile che ormai da tempo la caratterizza.
Quindi: il nuovo materiale manterrà il tipico sound dei Nevermore? Assolutamente sì, ci tenevo a precisarlo.
Van:- Credo che Jeff abbia una quantità enorme di riff, intere scatole piene. Può infilarci la mano, rovistare nella scatola e pescare un riff di quattro anni fa che suona ancora fresco e attuale. Qualsiasi cosa lui proponga sarà fantastica. Ho piena fiducia in tutto ciò che ne verrà fuori, lavorandoci anche con gli altri.
Jeff:- Il punto è proprio questo: tutti i membri di questa band sono eccezionali, dei musicisti formidabili. Non vogliamo che sia solo lo show di Van e Jeff, vogliamo che tutti diano il loro contributo, e credo che andrà proprio così. Tutti hanno delle idee: se ognuno può mettere qualcosa nel calderone, alla fine il risultato non potrà che essere migliore.
Riguardo al processo di composizione vero e proprio, al momento non posso minimamente sbilanciarmi: siamo davvero nelle fasi preliminari, stanno cominciando a circolare riff e demo, piccole idee che ho proposto agli altri membri della band, niente di più.
Van:- La priorità, al momento, è portare a termine al meglio il tour con i Judas Priest, così da avere la mente sgombra al momento di iniziare davvero il processo di scrittura e poter dedicare il giusto tempo al progetto.
Quando hai molto da fare – e per questo tour abbiamo un programma davvero fitto, a iniziare dalla partenza per la Polonia domattina presto e successivo viaggio di ritorno; sarà tutto molto frenetico –, pensare ad altro invece di concentrarsi in termini di eccellenza su quello che stai facendo finisce per offuscare tutto.
Credo, quindi, che sia un po’ prematuro parlarne adesso. Sicuramente, anche noi siamo davvero curiosi di vedere come si evolveranno le cose quando arriverà davvero il momento di mettersi al lavoro sul nuovo materiale.
L’INTERVISTA È FINITA. GRAZIE MILLE PER IL TEMPO CHE CI AVETE DEDICATO. C’È UN MESSAGGIO CHE VORRESTE LASCIARE AI FAN ITALIANI DEI NEVERMORE?
Jeff:- Come dicevo, è davvero fantastico essere di nuovo qui in Italia. Voglio ringraziare i nostri fan italiani per esserci sempre stati vicini; abbiamo suonato qui molte volte ed è sempre un piacere ritornare, anche per godersi i vostri bellissimi paesaggi, il cibo eccezionale e, naturalmente, per suonare la nostra musica per tutti coloro che la apprezzano. Grazie a tutti quelli che saranno qui stasera.
Van;- E se qualcuno volesse portare della pizza, lo faccia assolutamente. È il posto giusto. Portatela pure (risate generali, ndr)!


