AVANTASIA – I sogni diventano realtà!

Pubblicato il 18/05/2026 da

Nella storia, ne sono esistiti molti di progetti ambiziosi all’interno della scena rock e metal ma quando si parla di ‘metal opera’, la prima parola che viene in mente è, quasi sempre, proprio Avantasia; non solo perchè i primi due capitoli pubblicati sotto questo monicker prendevano proprio questo nome – “The Metal Opera Pt. 1” nel 2001 e “The Metal Opera Pt. 2” del 2002 – ma perchè, a differenza di tante altre avventure musicali (con forse l’unica eccezione di Ayreon), il progetto di Tobias Sammet – cantante e mastermind anche di Edguy – ha avuto una continuità che resiste da un quarto di secolo.
Poco più di un anno fa veniva pubblicato l’ultimo “Here Be Dragons”, lavoro più diretto rispetto alle precedenti e complesse release, il quale fu seguito da una spettacolare performance in un caldissimo e affollato Alcatraz di Milano ad Aprile 2025.
La super-band è però pronta a riaccendere i motori per delle nuove date estive tra le quali spicca quella a Lignano Sabbiadoro (in provincia di Udine) fissata per la serata del 8 Giugno.
Sarà un’occasione per rivedere dal vivo uno spettacolo unico, con tanti musicisti invitati che si alterneranno sul palco per interpretare i brani storici e anche quelli più recenti della band, come Ronnie Atkins (Pretty Maids), Eric Martin (Mr. Big), Tommy Karevik (Kamelot), Kenny Leckremo (H.E.A.T.), Bob Catley (Magnum), la nostra Chiara Tricarico (Moonlight Haze) e tanti altri.
Avevamo diverse curiosità da chiedere a Tobias Sammet, che come sempre non si è risparmiato e ha risposto con entusiasmo, lasciandosi andare in lunghe ed esaustive risposte. Eccole a voi!

CIAO TOBIAS, COME STAI? COSA FAI DURANTE I PERIODI DI PAUSA DAI TOUR E DALLE REGISTRAZIONI E COME VI STATE PREPARANDO ALLE PROSSIME DATE LIVE CHE VI TERRANNO IMPEGNATI DURANTE GIUGNO E LUGLIO?
– Ciao! Sto bene, grazie. A dire la verità non stacco veramente mai, nei momenti di pausa suono, guardo il calcio, compongo musica. Insomma vivo una vita molto, molto noiosa ma piuttosto creativa. Il più delle volte non riesco a staccare la spina dal creare qualcosa.
Ho sempre bisogno di comporre e probabilmente tutto è iniziato a sei o sette anni, quando costruivo trenini e castelli di Lego. Ho sempre bisogno di costruire qualcosa, di creare un mondo e di usare la mia immaginazione. Di solito leggo molto, ultimamente lavoro sulla musica, sto lavorando a del nuovo materiale, ho un nuovo progetto molto ambizioso in corso e penso che il prossimo album sarà piuttosto ambizioso, devo ammetterlo. Al momento sono molto impegnato in queste cose. È quello che faccio praticamente sempre, quando non sono in tour.
Mi piace e mi viene naturale, non lo percepisco come un lavoro. È come se essere creativo fosse un dono. In questo momento sono nel mio ufficio e sto fissando cinque tastiere, e quello non è il mio studio, è il mio ufficio. A dire il vero sono quattro tastiere e un pianoforte. Sono circondato dalla musica e i miei strumenti creativi sono sempre a portata di mano.
Devo essere circondato da libri, carta, penne e strumenti musicali.

“METAL OPERA PT.1” COMPIE VENTICINQUE ANNI PROPRIO ORA NEL 2026. UN QUARTO DI SECOLO È UN BEL TRAGUARDO. QUALI SONO LE PRIME COSE CHE TI VENGONO IN MENTE RIPENSANDO A QUEL PERIODO DELLA TUA VITA?
AL MOMENTO DELLA PUBBLICAZIONE AVEVI GIÀ LA SENSAZIONE CHE SAREBBE DIVENTATO UN GRANDE CLASSICO DEL POWER METAL MELODICO QUASI AL PARI DI QUEI DISCHI CHE TI HANNO FATTO INNAMORARE DI QUESTA MUSICA ,COME AD ESEMPIO I “KEEPERS” DEGLI HELLOWEEN?

– Non potevo aspettarmi una cosa del genere, anche se sentivo che il risultato che stavo ottenendo era molto vicino a quello che volevo che fosse.
Era tutto nella mia mente e all’improvviso è diventato realtà, nel corso di un anno e mezzo di duro lavoro. Ma, ripeto, non l’ho percepito come un duro lavoro perché lo amavo così tanto. Lavoravo alle canzoni e pensavo: “Wow, “Reach Out For The Light”, che melodia fantastica!'”.
Che canzone magnifica e potente! Potrei dire la stessa cosa anche per “Sign Of The Cross”, la adoro ancora oggi. È una canzone incredibile. Penso che abbia un ritornello fantastico e le fanfare, i suoni di sintetizzatore suonati come un’orchestra. Ma erano sintetizzatori e mi piace questo aspetto. Non suonano come una vera orchestra anche se cercano di imitare quei suoni. Ed è stato divertente, le ha dato uno spirito davvero unico. Non mi aspettavo che avesse molto successo, ma lo speravo.
Insomma, c’era una possibilità: le canzoni erano buone, la produzione era buona; avevo Michael Kiske, uno dei grandi interpreti di questa musica, e potevo contare su Kai Hansen, il dio del power metal, colui che ha inventato l’intero genere. E Markus Grosskopf, il mio eroe del basso. L’unica cosa che mi mancava era Weikath  (Michael, chitarrista appunto delle zucche di Amburgo, ndr) e il nome Helloween (risate, ndr).
Ho organizzato la reunion degli Helloween in modo un po’ informale, a mio vantaggio: ma, da fan, non era una strategia, assolutamente no. Non ho pensato a una strategia. Volevo che fosse fatto solo per me, anche se non avessi venduto il disco. Lo volevo solo per me. Volevo che Michael Kiske cantasse le mie canzoni e scrivesse melodie epiche. Era un sogno, un desiderio.
È stato un periodo fantastico, anche se il lavoro sul concept ed i testi ammetto sia stato un po’ pesante.
Probabilmente non tutto era perfetto; il mio inglese, ad esempio, non era granché. Ma al diavolo tutto questo, in fin dei conti c’era la passione!
L’ho fatto per me stesso. L’ho fatto con passione, e ricordo che sono stato seduto nella biblioteca del mio paese per giorni e giorni a leggere vecchi fascicoli di streghe, dei processi che furono intentati contro di loro e cose del genere, il tutto per scoprire com’era la vita nella mia zona quattrocento anni fa.
Quindi anche solo la storia che stava dietro i brani era molto, molto importante per me: volevo creare un’opera medievale, o forse no, non non medievale, visto che era ambientata nel 1600, ma qualcosa di simile ad un romanzo storico, una sorta di ‘film per le orecchie’. Tutto ciò era molto ambizioso – e molto strano, ma l’ho fatto con il cuore e ho solo bei ricordi di quel periodo.
Voglio aggiungere un’ultima cosa: immagina di essere un ragazzino di paese e nessuno o solo poche persone ti conoscono. Hai fatto un tour, ma solo come gruppo di supporto, e ogni sera ti ritrovi a suonare davanti a solamente duecento persone. Quindi sei letteralmente un nessuno.
All’improvviso invece ti ritrovi a scrivere le tue canzoni, e ti ritrovi in una sala prove e attorno a te vedi il chitarrista dei Gamma Ray, il batterista dei Sieges Even e degli Angra e un musicista degli Helloween. E poi tutti questi ospiti alla voce, come Kiske, e Eric Singer dei Kiss alla batteria. Era al di là di ogni mia immaginazione. Era pazzesco.
Mi fissavano e dicevano: “Facci sentire le canzoni che hai e le suoneremo”.
Era folle, surreale. Come in un sogno. Si è avverato.

AVETE PENSATO DI CELEBRARLO IN QUALCHE MANIERA?
– Non ci ho pensato. Suoniamo sempre canzoni di quegli album, nell’ultimo tour abbiamo suonato anche “No Return”.
E suoniamo sempre “Avantasia”, “Reach Out For The Light”, “Farewell” e “Sign Of The Cross”.
Quindi, suoniamo sempre quel genere di cose. Festeggerò l’uscita del disco: magari stasera stapperò una bottiglia di birra e festeggerò questi venticinque anni di carriera metal con Avantasia.

Artista: Avantasia | Fotografo: Fabio Livoti | Data: 8 Aprile 2025 | Venue: Alcatraz | Città: Milano

FORSE GIÀ LO SAPRAI, MA ANCHE GRAZIE AD AVANTASIA ALCUNI FAN – MAGARI PIU’ GIOVANI – HANNO SCOPERTO ALCUNI TUOI OSPITI PRESENTI NEI VARI DISCHI E DI CONSEGUENZA LE LORO BAND, AD ESEMPIO BOB CATLEY ED I MAGNUM. CHE NE PENSI?
– Sono felice. Mi sento onorato di aver potuto presentare questi giganti ad una nuova generazione di fan. Ma non penso troppo a me stesso e al ruolo di Avantasia perché queste persone, come Bob Catley e i Magnum, sono più in alto nella gerarchia. Sono gli eroi, i veri grandi. Hanno aperto la strada ad un giovane Toby che sognava un giorno di diventare come i Magnum. Quindi so qual è il mio posto, e loro sono sopra di me.
E non mi vanto di presentarli ai fan più giovani, perché si meritano tutto il successo che hanno: senza di loro non sarei qui.
Quindi, sono felice. Ho anche un mio programma radiofonico, credo che abbia persino più successo degli Avantasia; è strano, però in Germania più persone mi conoscono per il mio programma radiofonico che per gli Avantasia. E passo proprio quei gruppi come Pretty Maids, Magnum, Masterplan, Queensrÿche e via dicendo.
Quindi ringrazio davvero quelle band per avermi reso quello che sono. È così, non il contrario.

VIVIAMO IN UN MONDO DI SOCIAL MEDIA, DOVE TUTTI POSSONO DIRE LA LORO, SCRIVERE COMMENTI E PURTROPPO A VOLTE ANCHE OFFENDERE. COME VIVI QUESTA SITUAZIONE, QUANTO SEGUI CIÒ CHE RIGUARDA TE E I TUOI PROGETTI NEI SOCIAL E QUANTO TI FAI INFLUENZARE DA COMMENTI O RECENSIONI CHE RICEVI?
– Di tanto in tanto do un’occhiata, anche se abbiamo un team dedicato ai social media, anche se personalmente gestisco qualcosa, come le sezioni commenti di Facebook ed Instagram, quindi interagisco.
Ti dico la verità: non perdo il sonno per i commenti negativi. A volte, se è un invito a diventare un po’ cinico o ironico, rispondo, altre ne ricavo una sorta di gioia subdola nel dare un feedback ai commenti negativi.
Ma alla fine bisogna pensare che ognuno ha i suoi gusti. Solamente alcune persone sentono il bisogno di andare a disturbare a casa di qualcun altro – e se sentono questo bisogno, ciò la dice lunga sul loro comportamento e sulle loro maniere.
È tutta questione di gusti e non mi aspetto che a tutti piaccia la mia musica. A volte mi viene da sorridere quando la gente perde il suo tempo per venire nelle mie pagine a scrivere: “Oh, il tuo nuovo album fa schifo”. Oppure: “Per favore, fai un terzo capitolo di ‘Metal Opera’”. Sì, fantastico, ottimo consiglio. È come dirmi che il mio nuovo album fa schifo. È come se io venissi da te e ti dicessi che la tua ragazza è uno schifo. Io non dico queste cose. Non faccio questo genere di cose.
In ogni caso non ci perdo il sonno, diciamo così.

SUONERETE A LIGNANO L’8 GIUGNO, UN BEL PALCO A RIDOSSO DELLA SPIAGGIA. HAI PENSATO DI FARTI UN BEL BAGNO NEL MAR ADRIATICO PRIMA O DOPO IL CONCERTO? COSA TI ASPETTI DA QUESTA DATA IN ITALIA?
– Davvero siamo sulla spiaggia? Questo lo scopro solo ora! E’ fantastico!
Cosa aspettarsi? In Italia come in tutto il resto del mondo, di questi tempi è difficile per la musica dal vivo in generale, perché è come se tutta la situazione fosse folle – nel mondo e attorno a noi – in questo momento storico. Ma sono pronto alla sfida: ci sono alti e bassi e niente è facile. Quindi non vedo l’ora di suonare lì e di mangiare una buona pizza, la sera prima del concerto sarà d’obbligo.
Sono stato in Italia solo due settimane fa, ero in vacanza per una settimana. In generale amo l’Italia e non vedo l’ora di tornarci perché i fan non ci hanno mai deluso. Penso che anche l’Italia sia stata tra i primi paesi a supportare gli Edguy, insieme a Svezia e Francia: qui la band ha trovato tanto calore fin dal primo momento- ricordo un concerto a Biella, era il 1998, e la canzone “Babylon” venne cantata da tutti.
Il power metal tedesco è sempre stato nel cuore di voi italiani. Alcuni pensano che io abbia uno strano rapporto con la parola power metal. No, non è vero. Capisco cosa si intende per power metal. E mi piace perché ho ascoltato molto anche quel genere di musica. Ho adorato band come Stratovarius, Gamma Ray, Savatage e simili. Ma quel tipo di musica era davvero molto popolare in Italia all’epoca. E quindi ho sempre avuto un ottimo rapporto con voi e lo sono sempre stato accolto a braccia aperte.
Insomma quello che cerco di dire da cinque minuti è che non vedo l’ora (risate, ndr)!

Artista: Avantasia | Fotografo: Fabio Livoti | Data: 8 Aprile 2025 | Venue: Alcatraz | Città: Milano

HAI DICHIARATO CHE AL TERMINE DI QUESTE DATE ESTIVE CI SARÀ UNA LUNGA PAUSA. E’ FORSE IL MOMENTO DI RIPRENDERE IN MANO GLI EDGUY, MAGARI ANCHE SOLO PER QUALCHE DATA LIVE ESCLUSIVA NEL PROSSIMO FUTURO? AVETE MAI RICEVUTO PROPOSTE DEL GENERE RECENTEMENTE?
– Di continuo, anche se le offerte non sono arrivate a noi personalmente. Ma a un certo punto spero davvero che accada perché non credo che questo capitolo sia finito in modo dignitoso. Voglio dire, abbiamo avuto le nostre difficoltà, e molte persone mi hanno criticato per il fatto che la band si sia fermata, ma ho sempre pensato che tutto ciò fosse ingiusto.
Potrei essere un quinto del problema, ma ho fatto anche tutto il lavoro. E non voglio dire che gli altri non valessero qualcosa nel contesto di Edguy.
Facevamo tutto insieme, ma io scrivevo le canzoni, gestivo la band e tenevo tutto insieme prendendo le decisioni: abbiamo avuto le nostre discussioni ed i nostri litigi, ci siamo quasi uccisi a vicenda perché si discuteva sempre ed era molto doloroso; ci è voluto molto tempo per elaborare quella negatività.
Mi sono beccato tutte le critiche dal pubblico, ma non dagli altri: con i ragazzi della band non ho problemi. Abbiamo parlato e risolto tante cose. E va bene così, loro non mi avrebbero incolpato. Ma una parte del pubblico mi ha fatto a pezzi.
Qualcuno pensa che facendo parte di Avantasia, mi senta superiore, che guadagni di più, che voglio che nessun altro abbia voce in capitolo: la gente si è espressa in tanti modi senza sapere cosa stesse succedendo dentro la band.
Quindi voglio che non finisca così, per gli Edguy. Prima o poi succederà, ma in che modo e quando? Non posso dirvelo. Ne abbiamo discusso molte volte, ma è stato solo un accenno e ci sono ancora molte cose da risolvere. Ma spero davvero che prima o poi ci saluteremo nel modo appropriato e in maniera amichevole. Confido davvero che accada, ma attualmente ci sono ancora così tante cose da sistemare che non so davvero quando succederà.

E’ TUTTO MOLTO CHIARO. CI VEDIAMO ALLORA A LIGNANO, IMMAGINO CHE PER LE PROSSIME DATE LA LINE-UP SARÀ CONFERMATA. CI SARANNO INVECE DELLE NOVITÀ, MAGARI NELLA SCALETTA, RISPETTO A QUELLE DELLO SCORSO ANNO?
– Questa è una bella domanda. Anche i ragazzi della band vogliono saperlo. Continuano a chiedere: “Quale sarà la scaletta? Quale sarà la scaletta? Potresti confermarci quali canzoni suoneremo, per favore? Così non dobbiamo provare tutta la discografia.” E io ho risposto:
“Bene, proviamo le canzoni dell’anno scorso.”
Quindi la risposta a questa domanda è… Vedremo. Suoneremo. Sono sotto pressione in questo momento. Ho parlato con Sasha (Paeth, chitarrista e produttore, ndr) proprio oggi; la band vuole assolutamente avere la scaletta!
Immagino che la riceveranno a breve; onestamente non ho ancora deciso. Sai, la cosa buffa è questa: non so nemmeno cosa mangerò stasera. Come diavolo faccio a sapere la scaletta per concerti che si terranno tra due mesi e oltre? (Risate, ndr) Okay, un paio di nuove canzoni potrebbe essere la risposta!

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