9.5
- Band: SUFFOCATION
- Durata: 00:45:26
- Disponibile dal: 01/05/1995
- Etichetta:
- Roadrunner Records
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Il terzo album dei Suffocation, “Pierced from Within”, esce nel maggio del 1995, e – per comprenderne appieno la portata rivoluzionaria ed il fortissimo impatto che avrà a livello d’ispirazione per tutto il genere del death metal (ma non solo) – è giusto contestualizzarne il background.
Siamo in America, e molte band del settore, dopo i gloriosi fasti degli esordi (fine anni ‘80/inizio anni ‘90), vivono situazioni differenti: i Cannibal Corpse si trovano nel delicato momento del passaggio di voce da Chris Barnes a George Fisher, gli Obituary hanno introdotto una forte componente hardcore nel loro ultimo full “World Demise”, mentre con “Domination” anche i Morbid Angel sembrano aver in parte lasciato la foga dei primi lavori in favore di un sound più posato e studiato.
In tutto questo, invece, i Suffocation sembrano solo aver affinato al meglio gli esplosivi ingredienti dei primi due album (“Effigy of the Forgotten” del ’91 e “Breeding the Spawn” del ’93), per arrivare a confezionare il loro capolavoro assoluto in termini di sound, esecuzione e songwriting.
Registrato e mixato ai mitici Morrisound Studios di Tampa dall’immancabile Scott Burns, guru delle produzioni death metal che non esiterà a coronare i Suffocation come la band più pesante con cui abbia mai avuto il piacere di lavorare, “Pierced from Within” e la title-track che lo principia esplodono letteralmente in faccia all’ascoltatore grazie ad una produzione semplicemente perfetta: le chitarre possiedono un suono denso, profondo, scarnificante, capace di trasmettere un minaccioso alone di pericolo e perfetto accompagnatore dei testi oscuri e distopici partoriti dalla penna e dalle abissali vocalità di Frank Mullen.
“Thrones of Blood” esalta poi l’operato ed il sound di una batteria non più confusionaria ed affossata nel mix come in “Breeding…”, ma dotata di uno spettro sonoro ampio e stratificato che permette di godersi appieno la fantasia compositiva e la poliedricità di Doug Bhon, martello pneumatico nelle parti più tirate e fine arrangiatore negli insidiosi pattern più tecnici della canzone e dell’album.
Sarà invece su “Depths of Depravity” e “Suspended in Tribulation” che si potrà ammirare il grandioso lavoro di basso di Chris Richards, del tutto slegato dall’ingombrante guitar work di Hobbs e Cerrito e capace di partorire linee strumentali sempre indipendenti, fantasiose e perfettamente incastrate in un frame chitarristico semplicemente mastodontico.
Quello che le sei corde dei due chitarristi mettono in scena infatti, è un tripudio di tecnica al puro servizio del groove, della potenza e di una melodicità perversa e contorta che trova in brani come “Torn into Enthrallment” o “The Invoking” alcuni degli apici assoluti mai toccati dal genere death metal, declinato grazie ai newyorchesi nella sua accezione più puramente ‘brutal’.
Che il percorso verso questo monolite dal peso insostenibile sia stato graduale e naturale, lo dimostra poi la totale dimestichezza con cui due brani del passato, “Synthetically Revived” dal primo EP “Human Waste” e la title-track del precedente lavoro “Breeding the Spawn”, vengono inglobati nella tracklist, arricchiti dalle migliorate capacità dei musicisti e segnale della forza creatrice che ha alimentato la band fin dal giorno uno.
La profondità del cantato di Mullen, i repentini cambi di tempo della batteria o i pachidermici rallentamenti delle chitarre sono solo alcuni degli elementi assolutamente innovativi introdotti dai Suffocation tra le trame del death metal, ingredienti divenuti poi essenziali per tutta una generazione successiva di gruppi e capaci di rendere sempre attuale e sfidante l’ascolto di un peso massimo del genere come questo.
Dopo di esso, ed il fulminante EP “Despise the Sun” del 1998, la band si prenderà un periodo di pausa da cui tornerà solamente nel 2004 con “Souls to Deny”, continuando fino ad oggi per un’onorata carriera che però, sinceramente, non riuscirà più a ripetersi ai livelli di questo fenomenale lavoro in studio dalla qualità semplicemente inattaccabile.
