Articolo di David Scatigna
Freschi dell’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, gli Iron Maiden arriveranno nei cinema italiani il 14 maggio 2026 con “Iron Maiden: Burning Ambition”, il loro film documentario distribuito da Universal Pictures International.
Diretto da Malcolm Venville (“Churchill at War”) e prodotto da Dominic Freeman (“Spirits in the Forest”, il film sui Depeche Mode), il lungometraggio ripercorre cinquant’anni di storia della band tracciando l’ascesa degli Iron Maiden dai pub dell’East London degli anni ’70 fino ai più grandi stadi del pianeta, nell’ambito delle celebrazioni per i cinquant’anni dalla fondazione, avvenuta nel 1975 per mano del bassista Steve Harris.
Il documentario ripercorre tutta la carriera degli Iron Maiden e questo ovviamente richiede del tempo per essere raccontato a dovere – la proiezione dura infatti quasi due ore.
Il film si apre con la voce di Bruce Dickinson che dichiara “Se siete fan degli Iron Maiden, fate parte di una grande famiglia, amici miei”, e i fan sono stati messi al centro dell’intero racconto. La scelta narrativa più interessante del film è proprio questa: gran parte della storia scorre attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta dall’esterno.
La band non appare mai in video a raccontare la propria storia in prima persona, le numerose testimonianze degli attuali membri sul loro passato sono affidate esclusivamente all’audio: questa scelta lascia spazio a un ricco archivio di immagini e video live d’epoca, e che sposta il fuoco dalla band stessa alle milioni di persone nel mondo che li hanno fatta diventare una leggenda.
Il racconto abbraccia generazioni e latitudini diverse, con storie commoventi che arrivano da paesi dilaniati dalla guerra, dall’Europa dell’Est ai tempi della cortina di ferro e dall’America post-11 settembre, a testimonianza di quanto la musica degli Iron Maiden abbia saputo raggiungere le persone nei momenti più difficili, rendendosi per loro fondamentale per riuscire ad attraversarli.
Oltre ai fan ‘comuni’, nel film figurano anche volti celebri che raccontano in prima persona cosa significa per loro il logo della Vergine di Ferro: Lars Ulrich (Metallica), Chuck D (Public Enemy), Tom Morello (Rage Against The Machine), Gene Simmons (KISS) e Scott Ian (Anthrax), tutti accreditati semplicemente come ‘fan’.
Menzione speciale per Javier Bardem, il celebre attore spagnolo vincitore dell’Oscar per “No Country for Old Men”, che nel film si rivela il più gasato di tutti, parlando della band con l’entusiasmo contagioso di un bambino davanti al suo giocattolo preferito.
Il film non tralascia nemmeno i momenti bui della band: l’addio del primo cantante Paul Di’Anno, le difficoltà dell’era Blaze Bayley negli anni ’90, e la tensione interna generata dall’uscita di Bruce Dickinson dalla band, con il batterista Nicko McBrain che non ha nascosto il proprio risentimento verso il frontman per come aveva gestito quell’addio, ritenendo che esibirsi senza più voler far parte del gruppo fosse una mancanza di rispetto verso i fan.
Quella tensione si dissolse definitivamente con il ritorno di Dickinson e Adrian Smith sulla soglia del cambio di secolo, una novità capace di dare nuova forza e slancio alla band.
Ovviamente non può mancare Eddie, la mascotte degli Iron Maiden, che appare in sequenze CGI con animazioni ispirate alle illustrazioni presenti nei loro album. Lo stile è quello che in passato ha fatto storcere il naso a qualcuno, ma che ai fan della band piacerà quasi certamente, e che a questo punto appare come una scelta del tutto voluta e consapevole.
L’elenco delle sale cinematografiche e i biglietti per il film sono disponibili a questo indirizzo.
E per chi vuole vivere l’esperienza dal vivo, gli IRON MAIDEN suoneranno allo Stadio San Siro di Milano il 17 giugno 2026 nell’ambito del “Run For Your Lives World Tour”. I biglietti sono disponibili su Vivaticket; per chi viene da fuori Milano, sono disponibili anche viaggi in bus su Eventi In Bus.
La premiere:
Un servizio di Vanessa Warwick:
Il trailer:

